Savignano Irpino e la sua sorgente di acqua sulfurea

Oggi ci ritroviamo al confine con la Puglia e precisamente a Savignano Irpino che sorge a circa 700 metri sul livello del mare ed il suo territorio, in ottima posizione panoramica domina il fondovalle del Cervaro. Delizioso è il piccolo centro abitato, dove le case sono comprese tra il Castello e la Chiesa di San Nicola. Savignano sorge in una posizione elevata, tanto da regalare agli occhi del visitatore uno splendido panorama e un’aria davvero salutare. Gli abitanti sono circa 1200 e confina con Monteleone di Puglia (FG), Panni (FG), Greci, Montaguto e Ariano Irpino.

Il panorama di Savignano Irpino
Il panorama di Savignano Irpino

Molte sono le testimonianze storiche e le presenze archeologiche presenti sul territorio, reperti che testimoniano per lo più insediamenti dell’era paleolitica. Risulta, poi, che diversi gruppi etnici si siano succeduti nella zona: gli Umbro-Sabelli, gli Entri, gli Osci e gli Irpini di origine Sannita. Savignano Irpino sposa perfettamente la propria storia con la bellezza suggestiva dei suoi luoghi. Alcuni documenti del XII secolo riportano una divisione di Savignano in due paesi, mentre una frazione formava, insieme con Greci e Ferrara, una sola Baronia. Numerosi sono stati i Signori succedutisi sul dominio di Savignano e tra essi ricordiamo: Manfredo Maletta, Novello Dolfi, Bernardino e Francesco Spinelli. Nel 1727 l’Arcivescovo Orsini, in seguito Papa Benedetto XIII, fece dono ai savignanesi di un ospedale denominato “Hospitus pro peregrinis”, attualmente sede del Municipio e noto come palazzo Orsini.

Il toponimo del paese deriva dal nome latino Sabinius che indica probabilmente un antico proprietario terriero della zona; infatti, un’iscrizione lapidaria rinvenuta in loco attesta l’esistenza nel periodo romano di un preesistente Fundus Sabinianus. Nonostante il nome del paese sembra da ricondursi a popolazioni italiche pre-romane (i Sabini), non è tuttavia da escludere l’ipotesi secondo la quale esso derivi dal nome di un generale dell’Impero Romano d’Oriente.
A Savignano sono state riconosciute origini antichissime. Il sito, infatti, tra i più estremi dell’Irpinia e ai confini con la Puglia, si prestò favorevolmente al passaggio degli antichi tracciati viari, tra cui il tratturo per Zungoli, braccio laterale del Regio Tratturo Pescasseroli – Candela. Si ipotizza per il paese una possibile fondazione sannita. Per gli scarsi ritrovamenti archeologici si è ipotizzata una prima presenza umana sul territorio nel Paleolitico; tra i gruppi etnici che si sono susseguiti in quest’area i più noti furono gli Japigi, gli Umbro- Sabelli, gli Enotri, gli Osci ed infine gli Irpini, questi ultimi di origine sannita.
La prima documentazione disponibile relativa a Savignano risalirebbe al 702 o al 902. In essa viene riportata la denominazione di castrum Sabiniani a proposito di una donazione del villaggio fatta dai principi beneventani Pandolfo III e Landolfo VI a Pondone, conte longobardo di Greci.

Il Castello di Savignano Irpino
Il Castello di Savignano Irpino

Il Castello di Savignano Irpino in passato dominava maestoso la Valle del Cervaro. Ora, di quello che fu l’impianto originario, restano alcune parti restaurate solo di recente, parti delle quali è possibile ammirare le alte e spesse mura con le particolari finestre arcuate in pietra.  Il Castello, denominato Castrum Sabinarium dando quindi nome al paese, nacque tra il VII e l’VIII secolo probabilmente come fortezza difensiva, per essere poi trasformato, agli inizi del 1700, in palazzo signorile dai nobili Guevara. Sorto originariamente come struttura difensiva, sotto i Guevara, subì un mutamento nella destinazione d’uso, dato che fu trasformato in residenza (1527), anzi, in edificio a destinazione mista, essendo usato come centro di amministrazione e deposito di granaglie e derrate varie. Il terremoto del 1732 danneggiò la struttura, che non subì ulteriori modifiche fino al 1880, essendo ancora abitato fino alla fine di tale secolo. Successivamente, l’asportazione di materiale vario e la demolizione di parti ritenute pericolanti, oltre che rimaneggiare fortemente la struttura, ne misero seriamente in pericolo la staticità, ulteriormente compromessa dal grave sisma del 1980. L’amministrazione comunale decise, perciò, di acquistare la struttura dalla famiglia Daniela Casale e di procedere al suo restauro, sulla base di un progetto che prevedeva, da un lato, il recupero delle parti rimaste del castello, dall’altro la creazione di un teatro all’aperto. I lavori iniziati nell’estate del 1990 portarono alla luce uno strato omogeneo di cenere, testimonianza dell’ultima eruzione del Vesuvio, e poi, portali, scalinate, una stalla, un salone, dei forni, un pozzo che sfocia in una grossa cisterna, un sistema di impianto idraulico, cocci di piatti e qualche utensile in ferro. La rilevanza dei ritrovamenti indusse la Sovrintendenza a modificare, integrandolo, l’originario progetto di restauro, eliminando, tra l’altro, la parte relativa alla creazione del teatro all’aperto.

La Chiesa San Nicola e S.Anna
La Chiesa San Nicola e S.Anna

La Chiesa Madre di Savignano è dedicata a S. Nicola e S. Anna ed è situata nel centro storico, in prossimità delle mura del castello, da cui sicuramente era inglobata in epoca passata, come confermerebbe lo stemma di Savignano situato sul fronte centrale, risalente al 1581. Il portale centrale è sormontato da un rosone (come gli altri due portali minori). Sulla sovrastante lunetta insiste una maiolica raffigurante S. Anna, protettrice di Savignano Irpino. La facciata è in stile tardo-romanico e venne realizzata da scalpellini locali utilizzando pietra viva locale. L’interno è a tre navate a croce latina. L’altare maggiore, sopraelevato rispetto al livello della chiesa, venne realizzato con preziosi marmi; le colonne che sostengono gli archi delle navate vennero realizzate in pietra viva. Il campanile della chiesa era a forma di torre, ma a seguito del terremoto del 1938 venne ricostruito con una cupola a forma di piramide. Il campanile, in posizione leggermente arretrata rispetto alla facciata, rappresenta l’elemento più antico della struttura (XIII-XIV sec.). A Savignano Irpino si trovano diversi altri edifici religiosi, chiese, cappelle e semplici edicole. Tra le chiese ricordiamo quella di S. Francesco e la Chiesa della Madonna del Carmine, che si trova lungo il Corso Vittorio Emanuele II. Infine, la Chiesa della Madonna delle Grazie risalente al XVII secolo, oggi è chiusa al culto. Fu quasi interamente ricostruita nella seconda metà del XX secolo, prima di subire l’ultimo importante intervento di restauro nel 1911.

La Fontana angelica
La Fontana angelica

In paese è presente una fontana, detta “Angelica” (o Candida) perché la fresca e deliziosa acqua portata dalle bocche delle tre papere in ghisa, giunge a Savignano dal Monte S. Angelo. L’importanza odierna della fontana è pressoché ornamentale, ma in passato, quando non c’era l’acquedotto, essa non solo soddisfaceva il bisogno di procurarsi l’acqua domestica, ma era anche fonte di guadagno per taluni.

Laghetto Aguglia
Laghetto Aguglia

Uscendo dal centro abitato di Savignano vi sono diverse possibilità di escursioni interessanti dal punto di vista naturalistico; il territorio infatti offre, oltre al bosco comunale esteso per 12 ettari e ricco di conifere, querce e di una fauna selvatica incontaminata, anche una sorgente sulfurea fredda e, nei pressi, un laghetto in cui s’incanalano in parte le sue acque. La sorgente Rifieto e il laghetto Aguglia sono in contrada Liceti, alle pendici del Monte Sant’Angelo. Di recente l’area della sorgente e del lago è stata oggetto di un progetto di riqualificazione idrogeologica finanziato con fondi regionali e realizzato nel 2007. L’acqua ha proprietà curative, in particolare per il fegato e per alcune dermatiti poiché filtra attraverso rocce di gesso, ricche di sali di zolfo. Dalla sorgente si scende al laghetto artificiale Aguglia, alimentato in parte dall’acqua sulfurea della sorgente, ma anche da altre sorgenti d’acqua dolce. Originariamente il piccolo lago di 400 mq era destinato a costituire una riserva idrica antincendio; oggi l’area recintata attorno al lago è usata per gite e picnic. La balneazione, nonostante sia praticata da qualcuno, può essere pericolosa per la profondità dell’acqua, che nella parte centrale giunge a oltre 10 metri.

Stemma di Savignano
Stemma di Savignano

Dopo una bevuta di acqua sulfurea, lasciamo Savignano Irpino per darci appuntamento alla prossima settimana.