Scandalo Avellino: Pisacane e Seculin Rifiutarono la Combine

Fabio Pisacane e Andrea Seculin rifiutarono la combine. Ciò è emerso dalle indagini della DDA di Napoli sullo scandalo scommesse che vede coinvolto l’Avellino.

Non ci sono solo corrotti nel calcio, ci sono anche giocatori che a combine e scommesse si oppongono categoricamente. È il caso di Fabio Pisacane e Andrea Seculin che, nello scandalo sulle partite truccate dell’Avellino, emergono come coloro che hanno detto di “no” al clan camorristico Vinella Grassi.

“Io queste cose non le faccio”, avrebbe detto Pisacane quando l’allora compagno di squadra Armando Izzo aveva tentato di corromperlo. Da diverso tempo il clan camorristico sollecitava Izzo per truccare delle partite e il difensore, non avendo alcun peso nello spogliatoio dell’Avellino, aveva tentato di coinvolgere Pisacane. Così a marzo-aprile 2014 si tenne un incontro tra gli Accurso, esponenti del clan Vinella Grassi, e Izzo, al quale pare partecipò anche l’attuale giocatore del Cagliari.

Proprio nel corso dell’incontro gli Accurso parlarono del loro “progetto” di combinare alcune partite dell’Avellino trovando di fronte un muro invalicabile: “Io queste cose non le faccio”, era stata l’immediata risposta di Pisacane. Già qualche anno addietro, nella stagione 2010-2011, Pisacane si trovò a dover combattere uno scandalo scommesse. Allora la combine, organizzata dal presidente del Ravenna Buffone, riguardava la partita contro tra Ravenna e Lumezzane e Pisacane decise di denunciare tutto. Decisione che gli valse la nomina di “ambasciatore del calcio” dalla Fifa.

A distanza di qualche anno l’episodio si è ripetuto, ma la risposta di Pisacane è sempre rimasta la medesima. Suo il primo rifiuto alla combine riguardante le partite dell’Avellino, di Seculin, allora portiere dei Lupi, il secondo “no”. Secondo quanto emerso, l’estremo difensore venne “avvicinato” in occasione di Modena-Avellino dal capitano Millesi, ma Seculin si rifiutò. Non ebbe lo stesso comportamento Maurizio Peccarisi che, vista l’assenza di Izzo tra i titolari del match, si lasciò corrompere da Millesi.

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