Serie A 1987-88. Siamo alla 24esima giornata di campionato. L‘Avellino è in piena lotta per salvarsi, mentre il Milan è da inizio campionato all’inseguimento del Napoli di Maradona, primo in classifica a 38 punti, a più quattro sui rossoneri allenati da Arrigo Sacchi. Il tecnico di Fusignano, con la zona e il pressing a tutto campo, sta iniziando a rivoluzionare il calcio italiano, allora legato all’etichetta “difesa e contropiede”. 

Invece i biancoverdi allenati da Bersellini (che alla sesta giornata ha preso il posto di Vinicio) dopo un girone di andata disastroso chiuso a a sette punti, nel girone di ritorno hanno cambiato marcia e ora sono al penultimo posto assieme al Como, a quota 15. Ultimo l‘Empoli, mentre davanti ai lupi c’è il Pisa a 16. Un solo punto quindi, separa, l’Avellino dalla zona salvezza, essendo quell’anno previste solo due retrocessioni.

L’Avellino solo due settimane prima aveva battuto la Juventus al Partenio, poi c’era stata la sconfitta contro la Sampdoria a Genova. Impresa che sembra comunque possibile, considerato anche la tradizione pessima del Milan ad Avellino: due pareggi e ben cinque sconfitte per la squadra rossonera nei precedenti in Serie A.

Nella foto, Ancelotti contrastato da due giocatori dell'Avellino
Nella foto, Ancelotti contrastato da due giocatori dell’Avellino

In questa occasione però, il Milan è tutta un’altra cosa. I rossoneri di Sacchi, pur non disputando certo una partita eccezionale, cercano di imporre il loro gioco. Complice però, le assenze di Virdis e Van Basten, i rossoneri stentano a creare vere occasioni da gol, se non con qualche tiro di Gullit, ben marcato da Amodio. In realtà è l’indimenticato ex Colombo ad avere l’occasione più ghiotta, ma Di Leo si fa trovare pronto.

Nella foto, Di Leo respinge una conclusione di Colombo
Nella foto, Di Leo respinge una conclusione di Colombo

L’Avellino dal canto suo disputa una buona partita difensiva, e riesce anche a sfiorare il gol in un paio di occasioni con Bertoni e Colomba, ma la difesa del Milan è fortissima. Alla fine, esce un pareggio abbastanza giusto, che a fine stagione tornerà utile al Milan per il sorpasso al Napoli, mentre l’Avellino scenderà in B.

Nella foto, Gullit seguito da Amodio
Nella foto, Gullit seguito da Amodio

Sarà questa l’ultima sfida tra le due squadre, con i rossoneri che proprio quell’anno iniziarono l’ascesa al vertice del calcio italiano, europeo e mondiale, mentre al contrario per l’Avellino inizierà un lungo periodo di declino.

Ecco il tabellino del match:

Avellino, 27 Marzo 1988:

Avellino: Di Leo; Ferroni (’37 Grasso), Murelli, Boccafresca, Amodio, Romano, Bertoni, Benedetti, Schachner (’71 Anastopoulos), Colomba, Gazzaneo. All. Bersellini (Squalificato)

Milan: Galli, Baresi, Tassotti, Maldini, Colombo, Galli F., Baresi, Donadoni, Ancelotti, Massaro, Gullit, Evani. All. Sacchi

Arbitro: Longhi di Roma

Ecco due sintesi del match