Serino (Avellino): acqua purissima e cielo limpido!

Secondo lo storico dei comuni dell’Irpinia, Francesco Scandone, il nome di Serino ha antichissime origini e deriverebbe dall’osco sarino che vuol dire chiaro. L’appellativo veniva dato alle sorgenti d’acqua purissima che facevano singolare contrasto con il corso limaccioso del Sabato. Filippo Masucci, altro storico di Serino, diverge da questa etimologia, ritenendo che Serino sia da collegare all’aggettivo sereno con riferimento alla limpidezza del suo cielo. Ma è molto più probabile che il nome Serino derivi da sierra, intendendo con questo termine (derivante dal latino sero cioè chiudo, serro) una chiostra, una chiusura, come quelle di Verteglia di Campolaspierto, sulla strada che da Serino porta al monte Terminio (il monte prende il nome dal Dio romano al quale era consacrato, perché faceva da confine, da termine tra due province dell’impero). In epoca storica, le origini di Serino vanno ricercate nella misteriosa Sabatia, dove abitava un popolo di origine sannitica i sabatini che, con ogni probabilità, verso la metà del II secolo a.c. trovarono rifugio nella zona dove attualmente sorge il centro urbano.

Situato a un’altitudine media di 400 metri sul livello del mare, Serino conta circa 7.000 abitanti ed è famoso soprattutto per la sua ricchezza di acqua e per le castagne. Il comune fa parte della Comunità Montana Terminio-Cervialto ed è attraversato da soli piccoli torrentelli, che non superano i 2 km. Fa eccezione il fiume Sabato, lungo circa 50 km. Gli altri fiumi sono il Vallone delle Barre e il Torrente Ferrarese.

sottobosco Serinese
Sottobosco Serinese

L’economia serinese è basata sulla trasformazione di prodotti alimentari e sulla filiera della castagna, con raccolta, trasformazione e distribuzione. I prodotti di Serino sono l’orgoglio di una terra meravigliosa, il piacere della tradizione: una qualità garantita e controllata. L’economia di tipo agro-pastorale, con coltivazioni tipiche del bosco e del sottobosco, vede impegnate le aziende locali nella trasformazione dei prodotti legati per lo più all’agricoltura e all’allevamento. Particolarmente apprezzati, oltre alle castagne, esportate in tutto il mondo per la loro indiscussa bontà, sono i prodotti D.O.C. di casei­fici e salumifici locali. La genuina ospitalità dei numerosi ristoranti del territorio e le recenti attività agrituristiche, che a Serino signifi­cano grandi spazi, passeggiate, ga­loppate a cavallo e degustazione di prodotti tipici, sono garanzia per un turismo di qualità.  La castagna è prodotta nell’alta Valle del Sa­bato, più precisamente nell’Agro di Serino, di Santa Lucia di Serino e di Gif­foni. Se ne producono circa 140.000 quintali annui. La castagna di Serino è composta da due varietà, le “Verdole” e le “Montemarano”. La varietà Montemarano ha frutti medio grossi. La forma è tendenzialmente emisferica ed il frutto è grande e tondeggiante. Queste caratteristiche fanno si che sia molto richiesta dalle industrie per produrre marroni. La varietà Verdole ha una pezzatura inferiore alla Montemarano. Negli ultimi anni, la presenza di un insetto infestante, il Cinipide del castagno, ha provocato una grave crisi del comparto, come in altre zone dell’Irpinia e d’Italia. Nonostante ciò Serino resta un paese operoso: mille realtà ambientali e umane, tanti prodotti di pregio che meritano di essere conosciuti da un consumatore sempre più esigente.

altri ruderi del Castello Feudale

La cucina è caratterizzata dagli odori e sapori del luogo e si tramanda di generazione in generazione. I piatti tipici, tra cui i primi piatti a base di pasta fatta a mano (gnocchi, fusilli, tagliatelle), le rape e pata­te, la minestra di verdura asciatizza, il pastiere, il pizzillo, la pizza con le erbe, la frittata con le viticelle, la ricotta, le scamorze, il caciocavallo, sono prodotti semplici e di sicuro successo e affondano le loro radici nella cultura agreste del territorio. I vini prodotti nella zona sono di ottima qualità, anche se non D.O.C. come i più celebri vini irpini Greco di Tufo, Fiano di Avellino,  Taurasi ed Aglianico. I dolci più noti sono la pizza di castagne e il tronchetto, i cui principali ingredienti sono i frutti del bosco e del sottobosco.

A Serino possiamo ammirare il Castello Feudale, i cui  resti si ergono sulla vetta di una collina verdeggiante, nei pressi della frazione Canale. Circondato da bastioni, vi si accede tramite due porte ad arco, ritrovandosi in un ampio spiazzo con un tiglio secolare. Dell’antico castello però oggi  rimangono soltanto la Cappella, l’Abbeveratoio ed il campanile. Il Castello d’Orano invece è un avamposto fortificato, prima Romano poi Longobardo, che dal 1609 al 1850 fu di proprietà della famiglia Rutoli che ampliò e restaurò la vecchia fortezza. Agli inizi del 900 fu un lazzaretto, finché il Dr. Antonio Rutoli non lo riportò alla forma primitiva. In frazione Canale c’è anche un tesoro nascosto: l’Oratorio Pelosi; è un’antica cappella gentilizia costruita nel 1475 dalla famiglia Pelosi, dedicata a San Vincenzo. E’ uno dei rari esempi dello stile barocco esistente in Irpinia. Sulla porta principale c’è una statua del Santo, il portone è in legno d’olivo, il pavimento, ben conservato, è dipinto a mano. Di fronte alla porta c’è l’altare scolpito in legno d’orato. A destra e a sinistra il quadro di San Vincenzo, dipinto nel 1753 da Battista Rossi. Troviamo poi anche il Monastero delle Clarisse, costruito nel 1599. Le prime suore che vi dimorarono vennero dal Monastero della Consolazione di Napoli nel 1608. La chiesa è in tardo barocco e contiene bellissimi affreschi con episodi del vecchio testamento. Un grande olio del Riocciardi (la maternità della madonna), del 1715, ne impreziosisce il soffitto.

ruderi del Castello Feudale
Ruderi del Castello Feudale

Il convento di San Francesco di Serino è stato costruito da monaci francescani nel 1612. Esso era ed è fondato sull’amore per gli animali, infatti oggi resiste dopo circa 400 lunghi anni, subendo anche il terremoto del 1980, che lo danneggiò. In questo convento vivono ancora oggi dei monaci, che portano avanti il monastero celebrando messe ed ospitando scolaresche e comitive di turisti. Esso è formato da due parti: da un lato la chiesa e il chiostro  e dall’altro le stanze per gli ospiti. All’esterno sono presenti dei cortili, sul retro e davanti, dove c’è la statua di San Francesco d’Assisi, Santo Patrono di Serino. Il convento è inoltre circondato da mura. Serino è famosa anche per l’acquedotto che serve la città di Napoli. L’imperatore Claudio tra il 54 e il 41 a.c. fece costruire un acquedotto che da Serino arrivava fino alla Piscina Mirabile a Miseno, nei pressi di Napoli, dove i romani, per l’approvvigionamento idrico della flotta militare, scavarono nel tufo della collina di Bacoli un grandioso serbatoio. Da allora le acque sorgive di Serino hanno sempre servito la città di Napoli. Il nuovo acquedotto, che fu costruito nel 1885 e ampliato nel 1924, utilizza le sorgenti Urciuoli, Pelosi, Acquara.

Altra meraviglia di Serino è il Parco Faunistico, attualmente chiuso per lavori, realizzato dal Comune, sorge lungo la strada provinciale 22 che da Serino conduce a Giffoni Valle Piana, sulla sinistra del fiume Sabato e ai piedi di una ripida montagna che si inerpica oltre i 1300 metri di altezza. Il Parco comprende due aree: una a monte della strada di 300.000 mq. e l’altra a valle di 200.000 mq. E’ un’area coperta da latifoglie e conifere con un fitto sottobosco; la struttura, dotata di impianti atti alla ricreazione, alla sosta e al ristoro, trova la sua giusta collocazione naturale, integrandosi perfettamente con il paesaggio circostante. L’idea di questo parco, nata nel 1980, è giunta a compimento solo da poco tempo, ma già offre al visitatore un’oasi di pace im­mersa nel verde dell’Irpinia, ancora incontaminata e non lontana dalle principali città campane. Non mancano divertimenti e, per gli amanti dello sport, la possibilità di effettuare escursioni podistiche e ippiche lungo i sentieri di cui il comprensorio è ricco. Per un ulteriore sviluppo futuro della struttura si prevede la rea­lizzazione di un impianto polifunzionale, capace di soddisfare le ri­chieste di un flusso turistico aperto a tutte le esigenze ludico-sportive-culturali. Il Parco Faunistico rientra nel progetto più ampio del Parco Naturale Regionale dei Monti Picentini ed è stato concepito per un miglioramento qualitativo dei boschi, come area di riserva naturale, per promuovere la conoscenza di zone storiche, archeologiche e culturali e per offrire servizi adeguati ad una utenza dalle esigenze più varie. Il Parco Faunistico di Serino è una concentrazione particolarmente significativa dei valori naturali, gestito e organizzato in modo da soddisfare varie esigenze: conservare gli ambienti naturali presenti nel territorio e gli organismi che in esso vivono; promuovere lo sviluppo sociale, economico e culturale, incentrando tutte le attività compatibili con le istanze di orien­tamento del territorio; permettere la fruizione turistica, le attività ricreative e del tempo libero nei limiti di carico sostenibili dagli ecosistemi, privilegiando gli aspetti di contatto con la natura e le culture locali. Il Parco è suddiviso in due itinerari: il primo riservato alle diverse specie animali in semilibertà e il secondo  riservato ai visitatori. Essa è una costruzione polivalente che poggia su un ambiente vasto particolarmente suggestivo per la varietà della vegetazione, per caratteristiche paesaggistiche originali e vicino a zone di notevole interesse storico e archeologico (Il Castello Feudale, il Castello d’Orano, le antiche rovine della Civita).

Per un turismo rispettoso dell’ambiente è d’obbligo effettuare gli spostamenti, nell’ambito del comprensorio, usando il meno possi­bile l’automobile. Le passeggiate fatte a piedi o in bici consentiranno a tutti  di fruire di un paesaggio tra i più belli e di scoprire sentieri che si snodano all’ombra di alberi di castagno e di faggio. Tra le escursioni da poter effettuare, si consiglia l’escursione alla sorgente Tornola, posta 830 metri sul livello del mare, da effettuare  a piedi o in mountain bike; Poi l’escursione all’Antica Sabatia  a piedi o in mountain bike; l’escursione al Vallone di Cirasole, a piedi o in bici. Per i più esperti, accompagnati da una guida attraverso il varco di Colle Lungo, si può arrivare in vetta al monte Terminio, seguendo viottoli che costeggiano il lato Sud-Ovest del monte da qui si gode un panorama particolarmente interessante.

Monte Terminio d'autunno
Monte Terminio d’autunno

Numerose sono le personalità native o in qualche modo legate a Serino. Tra questi menzioniamo Angelo Solimena, pittore barocco, Francesco Solimena, pittore e architetto tardo-barocco, Biagio Agnes, giornalista e già direttore generale della RAI, Simon Rodia, designer e costruttore delle Watts Towers a Los Angeles, Mario Agnes, giornalista, già presidente dell’Azione cattolica italiana e direttore de L’Osservatore Romano, Gabriele Pescatore, presidente del Consiglio di Stato e vicepresidente della Corte costituzionale, primo presidente della Cassa del Mezzogiorno. Originari di Serino sono anche i coniugi De Feo, Carmine e Maria, probabilmente meno famosi dei personaggi menzionati, ma sicuramente non meno importanti per me.

Lasciamo il cielo limpido di Serino e vi rinnovo l’appuntamento per il prossimo giovedì con l’Irpinauta!

UN VIAGGIO NELLA NOSTRA AMATA TERRA:
L’IRPINAUTA DI SALVATORE NARGI