Sidigas Avellino 2015-16, la Rosa: Conosciamola Meglio (2/2)

Il conto alla rovescia continua. L’esordio casalingo si avvicina e, dopo aver visto i primi sei beniamini della Sidigas 2015-16 targata Sacripanti-Alberani, andiamo a scoprire gli altri sei membri del roster biancoverde.

MAARTEN LEUNEN – #10

“Maarty” nasce il 3/9/1985 a Vancouver, Washington (circa 15 minuti in auto da Portland, Oregon). Proprio nell’Oregon ha frequentato il Liceo (a Redmond, che ha anche ritirato la sua maglia) e l’Università, diventando un pezzo fondamentale di quegli Oregon Ducks che, nel 2007, sono arrivati ai quarti di finale del torneo NCAA (l’Elite Eight, per i conoscitori del basket universitario americano). Draftato alla 54esima scelta nel 2008 dagli Houston Rockets, non ha mai firmato con questi, preferendo il Darussafaka (Turchia). Dal 2009 al 2014 gioca in Italia, a Cantù, anche agli ordini di coach Sacripanti, e lo scorso anno è stato in Germania, al Ratiopharm Ulm. Piccola curiosità: il suo record personale per punti (25) e valutazione (40) nella Serie A italiana lo ha realizzato proprio contro Avellino, il 3 gennaio 2010.
Un ragazzo semplice, che ha tirato per le prime volte a canestro nella fattoria di famiglia, sfidando i contadini che lavoravano lì. Un giocatore versatile, che potrebbe combaciare perfettamente con Ivan Buva: ottimo tiratore, buon difensore contro avversari più grossi e discreto rimbalzista, oltre ad essere un gran conoscitore – ormai – della pallacanestro italiana. Nella stagione che sta per iniziare occuperà lo spot di ala grande titolare, provando ad aprire il campo con il suo mortifero tiro dalla distanza.

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ALEX ACKER – #9

Nasce il 21/1/1983 a Compton, California. Uscito dalla Pepperdine University (nominato anche nel miglior quintetto della West Coast Conference), viene draftato dai Pistons nel 2005 (scelta numero 60). Dopo qualche mese e 5 presenze, viene girato in D-League, prima di giocarsi la carta europea: prima Olympiacos (Grecia), poi Barcellona (Spagna), con cui ha avuto anche l’occasione di giocare l’Eurolega. Dopo aver ritentato la sorte sui parquet a stelle e strisce nel 2008 (con Pistons, D-League e Clippers), torna in Europa, più precisamente in Italia, e gioca con la maglia dell’Olimpia Milano. Dopo l’esperienza italiana, si stabilisce in Francia dal 2010 allo scorso anno (con due brevi parentesi in Polonia e Turchia), vincendo anche il campionato e il titolo di MVP nella stagione 2013-2014.
Guardia esperta, con punti nelle mani, ma anche capacità di andare a rimbalzo o smazzare assist per i compagni: non si esclude, dunque, la possibilità di gestire ritmi e possessi della Sidigas per qualche minuto. Negli ultimi due anni ha giocato in squadra con un altro membro della Sidigas 2015-16: Taurean Green, il playmaker che a breve presenteremo, e con cui dovrebbe ormai aver creato un asse più che affidabile. Volendo trovare qualche difetto, non è mai stato un grande difensore; o meglio, non è mai stato bravo a sfruttare i potenti mezzi fisici che si ritrova anche nella metà campo difensiva. Ma tempo al tempo, il campionato non è ancora iniziato, i processi – eventualmente – si faranno più in là.

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TAUREAN GREEN – #11

Nasce il 28/11/1986 a Boca Raton, in Florida. Gioca per i Florida Gators di coach Billy Donovan, vincendo – nel 2006 e nel 2007 – il campionato NCAA (unici titoli vinti, al giorno d’oggi, dai Gators). Il quintetto titolare dei Florida Gators 2006-07 vedeva, accanto al nostro Taurean Green, Corey Brewer, Joakim Noah, Al Horford e Lee Humphrey (lui può sembrarvi uno sconosciuto, ma cercando sul web, potrete facilmente intuire che era uno con la mano abbastanza calda). Al draft NBA del 2007, tre pezzi del quintetto sono stati scelti tra i primi 10: Horford alla terza, Brewer alla settima, Noah alla nona. Green, invece, viene draftato alla 52esima dai Trail Blazers, ma la sua carriera in NBA non è mai decollata, tra D-League e “pezzo da scambiare” tramite qualche trade. Arriva così in Europa, grazie al Saragozza (Spagna), e negli anni successivi si trasferisce in Grecia, Turchia e Italia (alla Sigma Barcellona), prima di “stabilirsi” in Francia nel 2013, dove vince il titolo con il Limoges, prima di andare a giocare per l’ASVEL Villeurbanne (come già detto, il tutto in coppia con Acker).
Playmaker con un arsenale offensivo di tutto rispetto, che nonostante i 183 centimetri non ha paura di giocare “nel traffico”. Ha esperienza e, cosa che ai tifosi avellinesi è sempre piaciuta, tanta “cazzimma”. In transizione diventa pericolosissimo per gli avversari: è in grado di mettere subito in ritmo i suoi compagni o di prendersi qualche responsabilità, grazie a una meccanica di tiro rapida, benché discutibile dal punto di vista estetico. È un vincente. Speriamo riesca a trasmettere questa mentalità al resto della truppa.

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GIOVANNI PINI – #22

Nasce il 25/7/1992 a Carpi, ma dall’età di 13 anni è nelle giovanili di Reggio Emilia, e proprio con gli Emiliani ha esordito in prima squadra, nel 2010, in LegaDue contro Casale Monferrato. Tralasciando la stagione 2012-13, in prestito alla Biancoblù Basket Bologna (con cui ha giocato 28 partite), da Reggio Emilia non si è mai mosso. E le prime soddisfazioni sono arrivate proprio grazie alla maglia biancorossa: nello stesso mese, infatti, aprile 2014, ottiene la convocazione nella Nazionale guidata da coach Pianigiani per l’All Star Game di Ancora, e – a sole due settimane di distanza – vince l’EuroChallenge, primo trofeo per la società emiliana.
Pini, qui ad Avellino, avrà l’opportunità di “esplodere”: lo scorso anno, complici gli infortuni dei lunghi reggiani, si era ritagliato un discreto minutaggio, nonostante fosse partito più dietro nelle rotazioni. Quest’anno, invece, le rotazioni lo premiano, e il minutaggio sarà più elevato. Speriamo possa ripagare la fiducia che Alberani e Sacripanti gli hanno dato.

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GIOVANNI SEVERINI – #19

Nasce il 23/4/1993 a Macerata. Cresciuto nelle giovanili della Mens Sana Siena, campione d’Italia Under 15 e Under 17, dopo un paio di anni nelle minors, dallo scorso anno è aggregato alla truppa biancoverde. Ha sfruttato i due precampionati cui ha preso parte in maglia Sidigas per mettersi in mostra su palcoscenici importanti, e chissà che non riesca a togliersi qualche soddisfazione quest’anno…

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MATTIA NORCINO – #0

Nasce il 29/9/1993 ad Avellino. Il discorso fatto nel precedente articolo per Salvatore Parlato, può tranquillamente ripetersi con lui. Una sorta di ritorno alle origini anche per Mattia: cresciuto nel settore giovanile avellinese, dopo un passaggio in prima squadra nel 2011-12, intraprende anche lui un fruttuoso percorso nelle minors: Salerno e Benevento per lui, prima di tornare a vestire la casacca biancoverde. Ricoprirà anche lui il delicato ruolo di “intermediario”, per far capire ai compagni stranieri cosa significa vestire la maglia della Scandone e, senza dubbio, per provare a riallacciare i rapporti tra città e squadra. Meno esperto – anche per ragioni d’età – di Parlato, ma non per questo meno motivato a far bene in allenamento, siamo certi che si farà trovare pronto, nel caso in cui Sacripanti dovesse concedergli qualche minuto.

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Non ci resta che continuare il countdown fino alla prima palla a due.
Noi siamo pronti, e voi?