Sidigas, che delusione! Sconfitta 84-82 a Cantù!

Che ai puristi piaccia o meno, negli ultimi anni, il basket si sta ulteriormente evolvendo, e si gioca sempre più da oltre l’arco dei 6.75 o 7.25, a seconda che ci siano regole FIBA o NBA. Al sottoscritto, per essere onesti, non piace granché questa evoluzione, ma il “corri-e-tira” può diventare arma efficace: basti pensare alla vincente Sassari qui in Italia e ai Golden State Warriors in NBA.

Certo, a Sassari sono passati tiratori di tutto rispetto (dai cugini Diener a David Logan), e a Golden State c’è uno Stephen Curry che, ben supportato da Thompson, tende a far canestro. Ad Avellino, purtroppo, non ci sono talenti del loro calibro. Ci sono talenti, senza dubbio, ma la loro arma principale non è il tiro dalla distanza. Taurean Green ne è l’esempio lampante: nell’ultimo quarto, il nostro floor general ha chiuso con 0/4 al tiro e troppe forzature, condendo il tutto con 2 palle perse (6 della Sidigas nell’ultimo quarto). Se uniamo, a questo, il black-out difensivo che ha concesso a Cantù un break di 13-0 per recuperare i 12 (DODICI!) punti di margine che i biancoverdi avevano guadagnato, la frittata è fatta: la Sidigas perde ancora all’ultimo tiro, 84-82 al Pianella contro i padroni di casa dell’Acqua Vitasnella Cantù.

Una sconfitta che, ovviamente, non è imputabile solo a Green, che però è quello che delude di più: doveva dare fluidità alla nostra manovra (e, credetemi, è perfettamente in grado di farlo), e invece prende tiri forzati, tiene la palla ferma, tutte cose che – da un giocatore del suo livello – nessuno si aspetta, in primis coach Sacripanti. Una sconfitta che deve far riflettere, e non poco: Cantù si affida unicamente alle giocate individuali di Abass (29 punti) e Heslip (19), mostrando una clamorosa involuzione rispetto alla squadra che, negli ultimi anni, faceva tremare anche team più blasonati.

Una sconfitta che, però, complica – e non poco – il cammino della Scandone verso le Final Eight. Due vittorie, cinque sconfitte: il girone di andata è ancora lungo, il campionato ancor di più, ma i biancoverdi devono darsi una svegliata. Domenica prossima si torna tra le mura amiche, contro l’Enel Brindisi, che viene da una cocente sconfitta contro Pesaro. Occorre tornare alla vittoria: per le Final Eight, per l’ambiente, per la squadra.

PAGELLE:
Veikalas 6: senza dubbio la miglior partita dall’inizio del campionato: 12 punti in 17 minuti, con 5/7 dal campo. Fallisce il tiro della vittoria, ma non si può condannare per questo.
Acker 6.5: nel primo quarto predica basket, chiudendo con 9 punti e 4/5 dal campo. Con il passare dei minuti, calano le percentuali, ma è comunque tra i migliori della squadra. Chiude con 2 recuperi (sui 3 della squadra!).
Leunen 6: solito duro lavoro per il lungo ex-Cantù. Poco realizzatore, ancora una volta, ma 7 rimbalzi, 3 assist e tanta intensità.
Green 4.5: chiude con 15 punti e 5 assist. Sembrerebbe una prestazione di tutto rispetto. Ma ci sono 6 palle perse, due di queste nell’ultimo e decisivo quarto, in cui – come detto – non segna dal campo a fronte di 4 tentativi, forza troppo e rallenta la manovra dei compagni. Dal playmaker titolare, queste cose non sono accettabili.
Cervi 5.5: buon impatto sul match: segna 6 punti con 4 tiri nel primo quarto. A fine partita, chiude con quei 6 punti e quei 4 tiri. I compagni si dimenticano di lui.
Nunnally 5: abbiamo imparato a convivere con i suoi problemi difensivi, ma stavolta anche offensivamente regala poco. Con i suoi canestri interrompe il break di Cantù, ma chiude con soli 9 punti e soli 7 tiri tentati.
Buva 7: ancora una volta è il migliore dei suoi. Dopo aver propiziato il break a favore dei biancoverdi, viene completamente dimenticato dai compagni, che si accontentano del tiro da oltre l’arco. Chiude con 18 punti (12 dei quali nel terzo quarto).
Blums 6: solita, solida partita per il Lettone. Gioca solo 15 minuti, ma chiude con 8 punti e due triple. Se giocasse qualche minuto in più?!