Siena-Avellino: lupi all’esame di specializzazione

La truppa romana è in partenza alla volta di Siena, appuntamento con le auto alle 9 al Palaeur per ricongiungerci a Siena prima di mezzogiorno con gli altri che sono già là, e festeggiare in piazza del Campo con tanto di foto l’ingresso nel club della splendida lupacchiotta Maria Pia Tropeano, medico specializzando a Roma che arriva a Siena assieme al suo papà che sopraggiunge dall’Irpinia.

maria pia tropeano
Maria Pia Tropeano, nuovo “socio” dell’Avellino Club Roma

«Come i nostri padri..Avellino nel cuore!», dice lei nel suo post su Facebook concepito al termine di Avellino-Empoli. E nella testa mi frulla una domanda: abbiamo ragione noi, che ci è venuto il mal di testa a preparare questa trasferta in terra toscana per mettere assieme le esigenze (gente che già si barcamena a fatica fra lavoro e famiglia, gente che studia e deve laurearsi fra poco, gente che un lavoro lo cerca, gente che vuole vedere Siena ed è partita prima con la famiglia, gente che a malapena riesce ad arrivare all’ultimo momento per la partita) o hanno ragione quelli che ci giudicano dei matti? Che ne dici Maria Pia?

A volte i giuristi per arrivare a una conclusione ragionano “a contrario”, cioè fanno il ragionamento all’inverso. Ecco, una mano su questo ci arriva da Benevento. Se il pallone fosse quello che costringe un giocatore (peraltro bravo, peraltro dopo una vittoria) ad apparire in un video sul modello di Aldo Moro (ci mancava solo la scritta delle Br alle spalle) bene, io me ne starei volentieri a casa. Sulla vicenda di Felice Evacuo – costretto a difendersi per aver salutato gli ex della Nocerina, dopo essere stato invitato da un gruppo di tifosi a lasciare la città entro sera, con il colpevole, drammatico, avallo della società, che poi ha ritrattato – voglio subito chiarire che non ce l’ho con i beneventani che pure metto in croce per il loro primato che detengono insieme all’Inter di non essere mai stati in B.

Anzi, ho fatto amicizia su Facebook con il sannita Remigio Di Blasi cui non è piaciuto lo sfottò, epperò gli ho subito ricordato quelli degli stregoni dopo l’effimera vittoria in casa nostra. Vero, coautore Antonello Candelmo? Ci sta, lo sfottò. Quello che non ci sta è trasformare una passione che rimanda ai sentimenti migliori della nostra vita, che la rendono degna di essere vissuta (amicizia, famiglia, affetto per la nostra città e lealtà verso chi vive la stessa passione per altri colori) in una sorta di guerra, come un amore che – lo leggiamo ogni giorno sui giornali – può tracimare in tragedia perché assolutizzato, trasformato in una sorta di mito disperato e distorto.

Follie su follie, ora ci tocca pure fare i conti con la follia delle curve chiuse, dopo le tante stranezze burocratiche che bisogna già fronteggiare per vedere una partita. No, il calcio che vorremmo è un altro. Caro Gianluca Capiraso, quando abbiamo ideato questa rubrica tu mi hai giustamente obiettato che poteva essere un rischio legarla nel titolo alla sorte di un allenatore. Un rischio, è vero, ma assolutamente calcolato. I fatti ci danno ragione prima e più del previsto.

millesi
“Ciccio” Millesi, capitano dell’Avellino ed esempio per lo spogliatoio

Come avremmo potuto sperare di essere lì al terzo posto senza soldi (perché non ce ne sono) e senza poter acquistare fuoriclasse al di fuori di quelli che avevamo già (Izzo, Zappacosta, Castaldo) se questa squadra e questa città, e questo pubblico non avessero compreso, come mi pare sia avvenuto, la lezione di mister Rastelli? Quale lezione? Ve lo spiego. Rovistando in Internet questa settimana ci sono state alcune cose emblematiche. Proprio tu, Gianluca, hai scritto su Avellino-Calcio.it un pezzo sul capitano in panchina Ciccio Millesi che ho sottoscritto parola per parola. E come è stato contento, il capitano, nell’accorgersi che il primo a “ritwittare” – si dice così – l’articolo è stato il capitano facente funzione, il suo “vice” Angelo D’Angelo.

federico e vincenzo angiulli
Federico Angiulli con papà Vincenzo, sempre al seguito dei Lupi

Quello che se gioca Ciccio (per intenderci) sarebbe costretto a cedergli la fascia. E come è bello vedere un altro idolo non utilizzato (ancora) come il Pitone Raffaele Biancolino, che interviene su Twitter per dire a tutti i calciatori biancoverdi che smessaggiano di notte di andare a nanna, come fosse un fratello maggiore. E che dire del grande Vincenzo Angiulli che oggi, imperterrito, sarà al seguito dei lupi nonostante al figlio (che è e resta un grande) non sia ancora toccato neanche per un minuto solo correre in mezzo al campo con la maglia biancoverde? Ricorderete il “tweet” (il messaggio) di Davide Zappacosta che al rientro dall’Under 21 incoraggiava “Fez”, Federico Angiulli, il suo compagno di stanza, a tenere duro, che presto sarebbe toccato a lui.

Ecco mister, è questo il pallone che mette in moto anche noi, senza motivo di dovercene pentire: non importa se gioca uno o l’altro, siamo tutti partecipi di una grande avventura, insieme, e noi sugli spalti vogliamo dire la nostra accanto a voi. Ma tu devi sapere che soffriamo tanto nel vedere questi grandi e assoluti protagonisti dello scorso anno mordere il freno (ci interessiamo persino della sorte del “reverendo” Gianluca De Angelis, e Giosa, ditemi di Antonello Giosa, sapete come se la passa per caso?) confidiamo quindi in te che presto possa esserci anche modo per loro di giocarsi le loro carte. Anche perché oggi è dura.

Dimenticatevi le partite spavalde che abbiamo giocato sin qui. Dopo l’esame di maturità con l’Empoli e la tesi di laurea col Bari, come li ha chiamati il mister, oggi sarà la volta della prova di specializzazione. Ci dovremo specializzare in cinismo e sapienza tattica, per fare di necessità virtù con le assenze e gli acciacchi. Prima fra tutte l’assenza proprio di Zappacosta che costringe il mister a rimescolare le carte a centrocampo. Cui si è aggiunto un improvviso acciacco al polpaccio di Gigi Castaldo e un malessere di Alessandro Fabbro. Proveranno entrambi in mattinata, ma noi scommettiamo che saranno alla fine della partita. Resta, con lo spostamento di Bittante a destra il dubbio a sinistra fra De Vito e Millesi, ma potrebbe toccare al primo partire titolare, con Ciccio pronto a subentrare nella ripresa.

Lo schieramento quindi dovrebbe essere questo:
In porta
TERRACCIANO
In difesa
IZZO, FABBRO, PISACANE
A centrocampo:
BITTANTE, D’ANGELO, ARINI, SCHIAVON, DE VITO
In attacco:
CASTALDO, GALABINOV.

Sarà dura, ma con mille lupi al seguito anche oggi l’impresa è possibile. Basta crederci.

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