Siena-Avellino, Vincenzo Riccio: “Il segreto dei lupi è l’umiltà”

La redazione di Avellino-Calcio.it ha intervistato in esclusiva l’ex centrocampista dei lupi Vincenzo Riccio. Il giocatore, che ha giocato anche con la maglia del Siena, ha parlato della partita di domenica che vedrà opposte proprio le due squadre. Riccio si è soffermato anche sui ricordi che ha della sua esperienza in biancoverde, condita da due promozioni e da una retrocessione. Riccio è entrato nel cuore dei tifosi dell’Avellino per la sua grinta e la sua determinazione.

Vincenzo Riccio

 Ecco l’intervista completa a Vincenzo Riccio:

 Lei ha vestito le maglie di entrambe le squadre nella sua carriera.  Come si presenta la partita di domenica?

 “Ho ottenuto una promozione in Serie A con il Siena e due con l’Avellino. Ho  dei bei ricordi di tutte e due le piazze e mi sono trovato benissimo da  entrambe le parti. Il Siena è un avversario tosto, appena retrocesso dalla  Serie A e che potrà mettere in difficoltà l’Avellino. Diciamo che a Siena il  calcio si vive in maniera diversa, perchè lì la gente è distratta da altre  discipline. C’è il palio, che raccoglie l’interesse di tutti gli sportivi della città  durante l’anno e poi c’è il basket dove la Montepaschi è sempre stata una  delle migliori d’Italia. La gente si sta avvicinando al calcio in questi anni  dopo la promozione ottenuta nel 2003. In questi anni il Siena sta vivendo  tra la A e la B, salendo e scendendo, ma sta diventando una realtà  calcistica  importante. Per l’Avellino sicuramente non sarà una  passeggiata, come  non lo sarà con nessuna squadra perchè il campionato  di B è lungo e  difficile”.

 Il Siena quindi è una delle candidate alla promozione in Serie A?

 “Sicuramente è una delle favorite. Ha in rosa giocatori di tutto rispetto che  potrebbero giocare tranquillamente anche in Serie A. Alessandro Rosina è  un lusso per la B, poi c’è Angelo e tanti altri…”

I tifosi biancoverdi si stanno preparando per la trasferta di Siena, probabilmente l’Avellino sarà rappresentato da un gran numero di tifosi… 

Il tifo ad Avellino è qualcosa di spettacolare. Parlando di esodo io ricordo la semifinale play-off giocata contro la Reggiana prima di giocare la finale contro il Napoli. Si giocava sul neutro di Cremona ed io ricordo di almeno 3000 tifosi venuti a sostenerci che avevano riempito la gradinata dello stadio e l’avevano colorata di biancoverde. Cremona di certo non è vicina ad Avellino e quella trasferta non è stata cosa da poco. Fu un’invasione. Ad Avellino tutti seguono il calcio, è una città piccola ma allo stadio sia in casa che fuori riesce a fare numeri da grande squadra. Un altro ricordo che porto sicuramente nel cuore è quello del derby con la Salernitana vinto per 4-0. Segnai un gran gol dalla distanza e nell’intervista post-gara lo ribattezzai “cuppino”, credo che questa parola sia rimasta impressa ai tifosi e se la ricordino ancora con piacere. La differenza tra Siena ed Avellino è questa: Siena come altre piazze è distratta da altre cose, ad Avellino invece si mastica calcio. In quasi tutte le piazze del Sud è cosi, si cresce a pane e pallone. Ricordo con grande piacere la promozione in Serie A del Siena, quando tornammo in città c’erano tremila tifosi in festa ad aspettarci al campo….

Se fosse successo ad Avellino…

“Penso che ad Avellino i tifosi ci avrebbero comprato la casa ad ogni giocatore. Anzi, ce l’avrebbero costruita proprio loro”

Ad Avellino i giocatori sono dei lottatori. Un centrocampo formato da gente come Arini e D’Angelo che corre per tutti i 90 minuti, proprio come Riccio; è questo il segreto di questa squadra?

Io credo che i ragazzi dell’Avellino siano semplicemente giocatori che rispecchiano a pieno la piazza. Ad Avellino ho sempre detto che servono i D’Angelo, gli Arini, i Massimo, perchè servono giocatori che ci mettono il cuore in campo. Farti volere bene dai tifosi dell’Avellino è facile: basta dare l’anima in campo. Dai l’anima nel calcio e automaticamente raggiungi risultati ed obiettivi. Uno dei punti di forza poi è Massimo Rastelli. Un allenatore capace, bravissimo e molto umile, che sta portando avanti un grande progetto. Se poi vai a fare 2+2 tutti questi elementi portano ad una sola parola: umiltà. Credo che questo sia fondamentale per le vittorie dei lupi”

Nell’Avellino domenica mancherà Davide Zappacosta, convocato nell’Under 21 di Gigi Di Biagio. Sarà un’assenza importante? Quale giovane nell’Avellino ti sta colpendo di più?

Adesso che è stato convocato anche nell’Under 21 è troppo facile dire che Zappacosta è un gran giocatore. Sicuramente può arrivare in alto. Tuttavia nel calcio anche il più bravo può perdersi per strada, se non continua a lavorare con costanza e facendo sacrifici. Nel calcio tutto quello che dai ti vale, l’importante è non montarsi la testa. Questo non vale solo per Zappacosta ma per tutti. Comunque non credo che sarà un problema la sua assenza domenica perchè Rastelli avrà già pronto un ricambio, come ad esempio Bittante. Un giovane che mi ha colpito è sicuramente Armando Izzo. Non è bravo, di più. Sta sorprendendo tutti e anche lui potrà fare una carriera importante se non si perderà per strada. Questi giovani crescono comunque bene sotto un ottimo maestro come Massimo Rastelli”

Infine, un pronostico per la partita?

Eh… qua io mi trovo in mezzo a due fuochi. Mi esprimo come fanno tutti, non dico che finirà in pareggio ma spero che vinca il migliore”

RIPRODUZIONE RISERVATA – Intervista realizzata da Aldo Pio Feoli

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