Avellino Calcio, sono giorni di attesa…

Entro venerdì la questione societaria dovrebbe finalmente risolversi

Sono giorni di attesa in casa Avellino. La vicenda del possibile ingresso di D’Agostino in società tiene con il fiato sospeso i tifosi, che all’indomani della sofferta salvezza ottenuta contro il Latina, speravano si iniziasse subito a programmare la nuova stagione. Ed invece da quel giorno è rimasto tutto bloccato, con Novellino che ancora non ha firmato il rinnovo e il ritiro estivo non ancora pianificato.

Proviamo dunque a fare il punto della situazione, piuttosto intricata. Appare ormai chiaro come il progetto di volere allargare la compagine societaria sia di Michele Gubitosa, vero sponsor di D’Agostino. D’Agostino che entrerebbe in società solamente con potere decisionale, vale a dire con una quota superiore al 50%, che rileverebbe quindi da Taccone, il quale ora detiene l’80% delle quote, con il restante 20% di Gubitosa.

Lo scoglio maggiore all’operazione è dunque nelle quote di Taccone, che è disposto a cedere la sua maggioranza a un prezzo che evidentemente D’Agostino ritiene troppo alto. Il patron, che ha rilevato l’Avellino nel 2009 dopo il doloroso fallimento, ha ripetuto venerdì di preferire D’Agostino ad altre potenziali offerte, ma di non poter certo svendere le sue quote (discorso ovviamente legittimo per qualsiasi imprenditore).

Venerdì dovrebbe essere la giornata decisiva per chiudere il tutto, altrimenti si ritarderebbe troppo la programmazione per la stagione 2017-18, che con la Coppa Italia partirà ufficialmente già ad inizio agosto. Ma prima ancora c’è da fare l’iscrizione al campionato e risolvere la questione del Partenio.

Gli scenari ipotizzabili al momento ci sembrano due. Il primo è che Taccone non solo rimanga al timone dell’Avellino, ma che acquisisca anche il 20% delle quote di Gubitosa, il quale ieri in una intervista ha affermato che andrà via nel caso non entri D’Agostino.

Il secondo scenario è che invece D’Agostino acquisisca le quote di maggioranza di Taccone, con Gubitosa che resterebbe come secondo azionista (magari al 30-40%) e l’attuale patron che al quel punto uscirebbe del tutto, anche perché i rapporti con Gubitosa sembrano piuttosto deteriorati.