Sorbo Serpico e il suo parco archeologico di Castel Serpico

Dopo Sirignano riprendiamo il nostro tour in Irpinia da Sorbo Serpico, piccolo comune montano di circa 500 abitanti. Sorge ai piedi dei monti Picentini e la conca Avellinese, nella valle del torrente Salzola, affluente del Sabato. Il comune è a pochi chilometri da Avellino. E’ medaglia d’oro al merito civile, concessa per il terremoto del 1980. Il nome del paese deriva dal sorbo, ossia la pianta diffusa nelle regioni mediterranee. Il termine Serpico, invece, deriva dal nome latino di persona Serpicus, oppure da serpeus (serpente), in riferimento alla presenza di un luogo di culto dedicato a Serapide.

Sorbo Serpico Veduta

La prima frequentazione del territorio di Sorbo Serpico si fa risalire all’epoca romana, durante la quale alcuni coloni si sarebbero insediati nell’area per utilizzarne le notevoli risorse idriche. Ciò sarebbe testimoniato dalla presenza dei ruderi di un acquedotto dell’età imperiale, che faceva giungere l’acqua fino alla Colonia Augusta Abellinarum, l’odierna Atripalda. I Longobardi eressero un castrum sulla collina che fronteggia l’attuale abitato, come già risultava nel 901. Di Castrum Serpico si parla in un documento del 1146. Il vero e proprio borgo si sviluppò nel Medioevo, col semplice nome di Serpico, e venne aggregandosi attorno al castrum. Tuttavia, il borgo medioevale venne abbandonato nel XV secolo, a seguito di una terribile pestilenza, che ridusse la popolazione ai minimi termini. Tra i feudatari ricordiamo i Gesualdo, i Galeota ed i Della Marra di Serino. L’abbondanza di acque ha caratterizzato la storia di Sorbo Serpico, che in passato vantava diversi mulini e cartiere. In prossimità della sorgente Falcito, si possono ammirare i ruderi di un’importante cartiera risalente al XVIII secolo, che operò fino al 1890, quando venne riconvertita in mulino. Nel 1862 venne aggiunto Serpico a Sorbo. Come tanti comuni irpini, Sorbo Serpico ha subito tanti terremoti, ultimo quello del 1980, che danneggiò alquanto l’elemento storico più importante, il castrum longobardo.

Il Castello di Sorbo Serpico
Il Castello di Sorbo Serpico
Ruderi del Castello
Ruderi del Castello

Sulla sommità del monte che sovrasta Sorbo Serpico, sorgeva il Castello di Serpico, edificato dai Longobardi tra il IX ed il X secolo, al fine di proteggere l’area dalle possibili incursioni dei Bizantini, con cui a lungo combatterono. Il Castello di Serpico aveva un’importanza strategica, al fine del controllo dei traffici e dei passanti, visto che per la sua posizione, consentiva agevolmente di controllare due strade, quella che arrivava a Serpico da nord, l’altra, quella proveniente da Guardia da sud. Come al solito, attorno al Castello vennero sorgendo delle casette e nacque il borgo medioevale, che venne protetto da mura, entro le quali affluivano i residenti dell’area in caso di pericolo. Oggi, il sito è denominato Parco archeologico di Castel Serpico e si raggiunge lasciando la strada, attraversando un sentiero tra castagneti: vi si trova una chiesa in rovina, probabilmente la cappella castri.

Chiesa Madonna NeveAl centro del paese di Sorbo Serpico sorge la Chiesa Parrocchiale Santissimi Nomi di Gesù e Maria, oggi più nota come Chiesa di S.Maria della Neve. Non sono state tramandate molte notizie storiche sulla Chiesa di S.Maria della Neve, le cui origini possono però farsi risalire agli inizi del XVII secolo. Unica data di cui si e rintracciato documento certo è quella che fa riferimento alla presa di possesso della Chiesa Matrice parrocchiale da parte di tale arciprete Giuseppe Titomanlio, evento datato 1 gennaio 1626.

Piazza principale di Sorbo Serpico
Piazza principale di Sorbo Serpico

E’ comunque facile immaginare quale sia stato il destino che nel corso dei secoli ha vissuto la Chiesa, destino molto simile a quello di tanti altri monumenti, fatto di momenti gloriosi, testimoniati in questo caso dal bell’altare ligneo, dai notevoli affreschi di Francesco Solimena o dalle statue policrome del 700 e dell’800; ma fatto anche di momenti difficili, come i vari eventi sismici che hanno segnato nei secoli le strutture. La chiesa del tipo a pianta centrale è costituita da un corpo principale ad unica navata e da un corpo annesso distribuito su due livelli, adibito ad uffici parrocchiali ed a Congrega secondaria. In stile chiaramente barocco, la struttura, semplice e regolare, è scandita dal susseguirsi di archi e lesene, di semplice concezione, coronati da capitelli, in stile ionico.

Palazzo brancaccio
Palazzo brancaccio

A Sorbo Serpico troviamo il Palazzo Brancaccio, un palazzo baronale, costruito tutto in uno con l’annessa Cappella della SS. Annunziata, ai primi del 1600, da Don Nicola Maria Brancaccio, Principe di Ruffano. Detto complesso di fabbricati fu ceduto dai Signori Brancaccio al Signor Alessandro Maria Scarpa nel 1769. Dagli eredi di questi nacquero le modifiche e le ripartizioni attuali dello intero stabile. A Sorbo abbiamo anche il palazzo Titomanlio che, oltre a presentare una gradevole facciata, si caratterizza per un cortile interno ed un bel giardino, ubicato nella parte posteriore della struttura.

Sorbo Serpico - Palazzo brancaccio
Sorbo Serpico – Palazzo brancaccio

Lasciamo Sorbo Serpico e ci diamo appuntamento alla prossima settimana a Sperone, nel Vallo di Lauro.