Soriano in Nazionale, Orgoglio di Sperone: Un Pomeriggio con la sua Famiglia

Abbiamo già dedicato spazio a Roberto Soriano, centrocampista della Sampdoria, nato in Germania ma di origini irpine, convocato nella Nazionale Italiana di Antonio Conte per i prossimi impegni internazionali. Vi abbiamo raccontato la sua storia, un orgoglio per tutta l’Irpinia ma soprattutto per il piccolo paese di Sperone, nel quale da giorni si parla solo di lui. Lì lo aspettano in tanti, per festeggiarlo come si deve. Noi di Avellino-Calcio.it siamo andati proprio nel paesino di 3000 abitanti, dove si reca Roberto appena ha del tempo da dedicare alla sua famiglia. Abbiamo incontrato il nonno, un uomo che rispecchia in pieno l’identità irpina. Emigrato in Germania per cercare lavoro, nonno Michele è riuscito a costruire un futuro per sé e per i suoi cari attraverso la fatica dura, in quel di Darmstadt. Adesso vive spensierato nella sua casa speronese. Appena arrivati un cane ha tentato di assalirci, come farebbe con qualsiasi sconosciuto, ma il padrone ha provveduto subito a calmarlo e a farci accomodare, entusiasta di raccontare la storia di suo nipote.

Nonno Michele
Nonno Michele

“O’ vaglione ha sempre giocato a pallone – esordisce Michele – il padre gli ha trasmesso la passione per il calcio, lui faceva l’allenatore e ha cresciuto fin da piccoli i suoi due figli (Soriano ha un fratello giocatore di nome Elia ndr) con un pallone tra i piedi. Roberto è stato notato subito, dopo che ha iniziato a giocare nella scuola calcio di Darmstadt, è passato al Bayern Monaco, dove grazie alle strutture sulle quali possono contare lo hanno allenato a dovere. Il calcio è la sua vita”. Tra un racconto e tante risate, Michele ci dice che ormai per seguire le gesta di Roberto ed Elia usa l’Internètma sente spesso i suoi nipoti, che definisce “bacchettoni“. La convocazione in Nazionale è stata un’emozione unica, e la popolarità di Roberto si ripercuote anche nella sua vita di tutti i giorni: “Mi fermano per strada. Ma hai capito che è stato convocato in Nazionale? E mi fanno ‘no sacco e domande! Io sapete che faccio, la sera mi metto vicino al computer, e vedo quello che fa Roberto…”. Nonno Michele ci avrebbe voluto intrattenere ancora un po’, ma il tempo stringe e vogliamo raccontarvi di più delle origini di Roberto. Salutiamo anche il cane che solo mezz’ora prima ci aveva inveito contro e nel congedarci Michele, da grande signore, ci ricorda che la porta di casa sua è sempre aperta.

Non facciamo molti kilometri prima di arrivare nella casa dello zio di Roberto, Luca D’Avanzo, dove il centrocampista della Samp è solito fermarsi quando è in Irpinia. Riusciamo a capire quale sia l’abitazione riconoscendo una signora con la tuta del Bayern Monaco affacciata alla finestra. Non può essere un caso. Ci invita ad entrare e ad accoglierci c’è un vecchietto dagli occhi strapieni di gioia ed allegria, il nonno materno. Conosciamo Luca, che ci mostra subito i tanti ricordi conservati di Elia e Roberto. Dalle foto appese al muro, di Elia con la maglia del Darmstadt e di Roberto, in cornice con le maglie di Bayern e Sampdoria, fino ad una raccolta di tutte le pagine della Gazzetta, del Mattino, del Corriere che parlano della storia di questo talento dal sangue irpino.

Talento SorianoGiornali Soriano“Vedere Roberto giocare in maglia azzurra è un sogno per noi, un’emozione indescrivibile. Lui ha iniziato a giocare nel Darmstadt – ci rivela lo zio – poi lo ha preso il Bayern Monaco, e durante un Torneo in Asia è stato notato da osservatori italiani, che lo hanno riportato qui”. Quegli osservatori erano niente di meno che Marotta e Paratici, allora dirigenti della Sampdoria. “Quando è tornato in Italia noi siamo stati strafelici, anche perché adesso lo vediamo molto più spesso. Quando Elia e Roberto erano bambini e venivano qui, stavano sempre nel cortile a scambiarsi passaggi con il pallone, quando erano in viaggio dalla Germania all’Italia, ogni volta che c’era una sosta con la macchina non perdevano tempo a scendere in mezzo alla strada per dare due calci. Ed io allora dicevo: questo diventerà un calciatore…”.

Soriano Bayern
Soriano, al Bayern e con la maglia dell’Italia

Roberto, nonostante sia nato in Germania, si è da sempre sentito italianissimo, e le sue origini gli sono rimaste nel cuore, come ci ricorda Luca: “Appena ha un po’ di tempo, anche due-tre giorni, viene qui. Il rapporto che lo lega a questa terra è indissolubile”. In passato si è parlato anche di un interessamento del Napoli nei suoi confronti, trasferimento che avvicinerebbe Soriano a casa, ma lo zio ha un sogno nel cassetto per il nipote: “Io spero sempre che giochi bene, non mi interessa il colore della maglia. Giocare nel Napoli sarebbe il sogno di qualsiasi calciatore, ma io vorrei vederlo giocare nell’Inter, la mia squadra del cuore. Tra l’altro Roberto segue con simpatia l’Avellino”. Dopo un’altra splendida chiacchierata con la parte materna della famiglia di Soriano, non possiamo che scattare una fotoricordo. Prima di andare via, riceviamo in dono biscotti e frutta, e il nonno ci allieta con alcuni dei suoi racconti di quando si trovava in Francia e in Venezuela.

Lasciamo anche l’abitazione di Luca e della sua famiglia, con in mente la fantastica storia della vita di Roberto, che ha coronato il sogno di qualsiasi bambino, ed ha ancora un futuro radioso davanti a sé. D’altronde, si sa, “il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”.

Soriano a Coverciano
Soriano a Coverciano
soriano sperone
Soriano a Sperone

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