Spes Hirpinorum Virtus Est: l’Avellino Calcio è ad un bivio

La stagione 2016/2017 si è conclusa, “finalmente”, diranno molti tifosi. Tante le squadre deluse, tra queste l’Avellino, non tanto per i risultati poiché l’obiettivo di quest’anno non erano i play off (anche se in alcuni momenti della stagione, con l’arrivo di mister Novellino, parecchi in Irpinia guardavano la classifica con molta speranza), quanto per la sofferenza patita per ottenere una salvezza che, ad inizio campionato (ore 20:29 del 27 agosto 2016), sembrava potesse essere arrivare in maniera agevole.

Centrata la permanenza in cadetteria, non c’è stato neanche il tempo di festeggiare che già iniziavano le voci di nuovi avvicendamenti societari, soci, percentuali, Presidenti che per fortuna (parere personale) non ci sono stati: 100% Taccone più nuovo main sponsor (Sidigas).

La società ha messo subito in chiaro di non voler scendere a compromessi dimostrandosi solida (oltre che capace – dal 2013/2014 sempre in serie B, da tempo in Irpinia non si vedeva una tale continuità) e di non aver bisogno di nessuno per andare avanti… nessuno, tranne uno: Walter Novellino. La sua conferma dà continuità (ovviamente), ma soprattutto valorizza il progetto Avellino, rappresentando una garanzia per l’anno che sta per iniziare. Persona capace, attenta a qualsiasi dettaglio ma, nonostante il suo curriculum, estremamente umile.

Novellino conferenza stampa 2017-18

L’umiltà evidenziata dall’atteggiamento tattico della squadra (4-4-2 classico) ha permesso di avere una media da play off nel girone di ritorno. L’umiltà di posizionare ogni pedina nel ruolo più congeniale (senza fare la pretesa di fare il “Mago”) e, grazie al suo carisma, la possibilità di avere a disposizione l’anima di tutti i suoi calciatori, hanno permesso di uscire vincitori, nonostante tutto. Nonostante il penultimo posto in classifica ereditato dalla gestione Toscano, nonostante gli infortuni, nonostante i punti di penalizzazione.

Ora si riparte dalla stessa umiltà, in campo e fuori dal campo, grazie a movimenti societari intelligenti (non è certo questo il tempo di fuochi d’artificio, ci aggiorniamo a fine mercato) che stanno portando nella terra dei Lupi gente affamata, di prospettiva e affermata, volti nuovi e piacevoli conferme. Rizzato, Pecorini, Laverone, Ngawa, Di Tacchio, Falasco dimostrano quanto la società voglia fare bene, iniziando dalla base.

All’ambiente, storicamente diffidente, di Avellino l’obbligo di sperare e lasciar lavorare la società, come ha dimostrato di saper fare la Curva Sud che, durante i colloqui tra il Presidente Taccone e i possibili acquirenti, è stata sempre alla finestra, senza mettere pressioni (comprensibili ma inutili e controproducenti), dimostrando ancora una volta (vedi girone di andata) che le voci di calciatori che non volevano andare ad Avellino, a causa delle pressioni della caldissima tifoseria avellinese, fossero solamente messe in giro da chi non vuole bene all’Avellino.

Pertanto, l’unica cosa da fare in questo momento è pazientare, sperare e farsi contagiare dall’entusiasmo del Mister al momento del rinnovo, ripensando alle dichiarazioni rilasciate durante le settimane antecedenti la firma, nelle quali faceva intendere (piuttosto chiaramente) di voler rimanere ad Avellino solo ad una condizione: lottare per l’Olimpo. Tutti uniti intorno al mister Novellino, al Presidente Taccone e alla società, come un vero branco.