Sponsor nelle serie minori, dall’Avellino ai grandi sponsor

Calcio e sponsor, un binomio di antica tradizione. Da sempre, le maglie della squadre di calcio, sono rivestite da uno sponsor commerciale. Anche l’Avellino ai tempi in cui ha calcato i campi della Serie A, ha potuto vantare grandi sponsor a livello nazionale, come per esempio Iveco (marchio Fiat) o Santal, che diedero un ottimo contributo alle casse societarie biancoverde per raggiungere la salvezza.

Quel decennio è stato certamente quello più prospero per questo binomio; allora le grandi marche (ma non solo) facevano la corsa per apporre la propria scritta sulle magliette delle compagini di Serie A. Oggi però la situazione nel panorama italiano è molto diversa, sia in Serie A che in quelle minori.

Per quanto riguarda l‘Avellino, oggi la squadra biancoverde è sponsorizzata da un importante realtà locale, operante nel settore del gas e nell’energia elettrica. Un contributo economico non da poco quello di questa azienda, considerato che da qualche anno alcune squadre di Serie A, uno sponsor non lo hanno proprio.

Con la crisi economica mondiale, infatti, non c’è più la corsa delle aziende per sponsorizzare i club. Questo vale non solo per i medi e piccoli club: basti infatti pensare che due importanti società come Roma e Lazio, che hanno un bacino di influenza notevole, da anni non hanno uno sponsor. Curioso poi il caso della Sampdoria, che ha invece un retrosponsor (cioè il marchio compare dietro la maglia e non davanti).

Esaminando poi il resto del panorama di Serie A, colpisce che la sponsorizzazione più ricca sia quella del Sassuolo (18 milioni di euro), davanti alla Juventus (17 milioni) e il Milan (14 milioni di euro da parte di una nota compagnia aerea, sulle maglie rossonere dal 2010). Nel caso del Sassuolo e della Juventus invece, i marchi sono in realtà un autofinanziamento delle rispettive proprietà.

Quindi seguono Inter e Napoli con cifre un po’ inferiori, e poi via via tutte le altre con sponsorizzazioni nettamente inferiori, che conteggiando tutte le società di A, fanno un totale di poco superiore agli 80 milioni di euro anni.

Pochissimo, se si pensa che in Premier League il solo Manchester United incassa 65 milioni di euro l’anno; non se la passano male neanche le due londinesi Chelsea (56 milioni di euro) Arsenal (42 milioni). E manco a dirlo, neanche un club, in terra d’Oltremanica, è senza sponsor sulla maglietta.

Ma una particolarità del campionato inglese è certamente data dal fatto che il gruppo Mansion, il quale gestisce il sito casino.com sponsorizzi ben due squadre: il Bournemouth e del Crystal Palace. Questione che non sarebbe invece possibile in Italia a norma di legge. Solo una questione di cultura calcistica diversa? Probabilmente si, resta però il fatto che per far tornare a lievitare gli introiti di sponsor, il modello inglese è certamente quello cui ispirarsi per le società italiane.