Summonte, antico centro medievale d’Irpinia

Dopo Sperone riprendiamo il nostro tour in Irpinia da Summonte, paese irpino di circa 1600 abitanti, adagiato in felice posizione sulle falde orientali del Partenio, ad oltre 700 metri di altitudine. Il paese ha origini antichissime, attestate dai ruderi ultra millenari del castello e dal nome latineggiante (Summonte deriva da Sub monte, sotto il monte).

Panorama di Summonte
Panorama di Summonte

Il comune di Summonte è immerso nel Parco Regionale del Partenio e i suoi abitanti risiedono per la maggior parte nel centro urbano e, per il resto, essenzialmente nelle due frazioni Starze ed Embriciera. Queste ultime sono località di lontanissima frequentazione ed erano, in origine, probabilmente, casali altomedievali con funzioni diverse, come sembra suggerire l’etimologia dei nomi. Il suo nucleo centrale è situato alle pendici del monte Vallatrone (da cui la denominazione sub-monte) ai confini del vecchio feudo di Montevergine. In epoca normanna è divenuto centro feudale fortificato.  Per la sua posizione geografica e per la sua morfologia, Summonte gode di un clima temperato-freddo particolarmente idoneo al turismo ambientale.

Veduta di Summonte
Veduta di Summonte

Durante il periodo estivo le temperature variano, in media, dai 20 ai 23 gradi mentre le escursioni termiche si calcolano intorno ai 17 gradi, cosicché anche nei periodi più caldi, le sere appaiono piacevoli perché addolcite da una costante brezza. La presenza incisiva dei venti, in ogni stagione, rende l’aria particolarmente limpida e salubre. Durante il periodo invernale, invece, si verificano precipitazione nevose di breve durata che consentono al territorio di essere ricco di acque provenienti dai profondi valloni che scendono dalla montagna. Il versante del Partenio, lungo il quale è situata Summonte, fa parte di un comprensorio montuoso che si eleva al centro della Campania segnando il limite oltre cui il Sannio storico cede il posto alla pianeggiante Campania Felix.

la Chiesa di S Nicola
la Chiesa di S Nicola

Il granaio di S. Maria del Preposito è l’elemento di maggiore rilevanza del territorio di Summonte. La sua attestazione più antica risale al X secolo. Ceduto in permuta all’abbazia di Montevergine intorno al 1174 diviene, a partire dal 1229, il nucleo di aggregazione del nuovo casale verginiano di Fontanelle. Sono strutture monastiche come questa a promuovere la progressiva trasformazione del paesaggio agrario in un razionale sistema produttivo. Si diffondono in questa zona le colture del castagno, della vite, dell’ulivo e del nocciolo, insieme a coltivazioni particolari come quelle del lino e soprattutto del gelso. Le fondazioni ecclesiastiche favoriscono, inoltre, l’accentramento abitativo. In tale contesto si inserisce la penetrazione normanna verso la fine dell’XI secolo con fini di controllo strategico del territorio. Nel caso di Summonte sembra questa la ragione della scelta localizzativa del castello e della fortificazione del casale. Quest’ultimo potrebbe essere stato, prima di questa fase non il più significativo della zona, dal punto di vista demografico. All’interno del borgo esistevano due chiese. La più importante era dedicata a San Nicola, l’altra di pertinenza del castello era dedicata a San Vito. Se ne può concludere, pertanto, che Summonte sia stato fino agli albori della modernità essenzialmente un presidio militare. L’elemento superstite di tale sistema di fortificazioni è la torre cilindrica. L’attribuzione della stessa è da collocare al periodo normanno; inoltre questa ben definita architettura era stata sovrapposta ad una precedente fortificazione di XI secolo, formata da una torre e da un recinto di pali lignei, senza alcuna connessione strutturale con le parti preesistenti.

Le vicende che hanno interessato Summonte tra XI e XIII secolo consentono di spiegare il succedersi delle diverse strutturazioni difensive. L’incastellamento del centro abitato è attestato per la prima volta nel 1094, ma è probabile, alla luce dei dati ricavati dallo scavo, che si tratti di un borgo murato con una torre posta al centro dell’aggregato di case, nella parte più alta del luogo. Il castrum Submontis faceva parte della contea di Avellino, tenuta da Ruggero de Aquila, ed era stato assegnato in suffeudo a Raone di Fraineta. Costituiva uno dei punti avanzati della difesa della valle avellinese e controllava i percorsi che, provenienti dalla valle Caudina e da Benevento, erano diretti verso Avellino e verso Salerno. Nel 1134 fu preso e distrutto da Ruggero II che, dopo averlo ricostruito, lo fece amministrare da Raone Malerba. Quando nella prima metà del 1300 Summonte passò alla famiglia della Leonessa, il fortilizio, ritenuto poco affidabile, fu trasformato in una torre d’avvistamento di confine e ne fu alterata sia la distribuzione interna sia la configurazione d’insieme.

torre summonte angioina

La torre angioina che fino a pochi anni fa si presentava come un rudere, è stata di recente restaurata recuperandone l’apparecchiatura muraria e ricostruendone i solai lignei fino all’ultimo livello, di cui si è trovata traccia. E’ costruita interamente in pietra calcarea e malta. La ricomposizione della torre è stata effettuata studiando attentamente tutti i particolari costruttivi e riproponendo i materiali e le tecniche costruttive preesistenti, sia come mezzo di rimodellamento degli aspetti architettonici sia come mezzo di consolidamento della fabbrica. La torre è caratterizzata da cinque piani.

Tutta l’area castellare è stata oggetto di interventi e riqualificazioni che hanno portato a ricostituire parte dell’antica cinta muraria. La ripulitura dei versanti e la messa in luce dei resti di antiche costruzioni e dei piani di frequentazione originari hanno consentito la riscoperta dei terrazzamenti del vecchio insediamento dove, tra l’altro, si può godere di un’ampia vista panoramica sul centro urbano e sulla montagna.

Tra gli spazi esterni al castello acquista inoltre particolare rilevanza, la superficie della cosiddetta platea. Questa superficie, restata fino a poco tempo fa in stato di abbandono, è stata oggetto di una recente opera di riscoperta, di risanamento e di risistemazione sulla base dei reperti murari emersi mediante gli scavi archeologici. La sistemazione dell’area ha portato alla realizzazione di una cavea, un teatro all’aperto che con una serie di gradinate sfrutta una acclività naturale senza modificare l’originaria morfologia del terreno. In tale struttura durante tutto l’anno si tengono spettacoli teatrali, concerti di musica classica, presentazioni di opere letterarie, ecc.

Dagli scavi archeologici è emersa la presenza di un antica chiesetta addossata al lato nord del fortilizio. La chiesa, ad aula unica, è stata, in funzione fino ad epoca contemporanea e fu demolita in parte dopo il 1930, in parte negli anni cinquanta per ampliare la sottostante sede stradale. Costruita nella zona settentrionale dell’area, all’esterno del castello, l’antica chiesa è ricordata dalla tradizione orale e documentata da una planimetria catastale del XX secolo.

Il centro storico di Summonte si sviluppa lungo tre direttrici viarie: via Borgonuovo che è la via principale e attraversa il centro urbano, connotando un sistema abitativo suddiviso in due fronti; da quest’ultima si innestano, da un lato, via Varra che risale la collina verso il fronte montano e, dall’altro, via Arco San Nicola che riallacciandosi con via Castello, ove si sviluppa il borgo antico, creano un sistema avvolgente intorno al poggio su cui si erge la torre angioina. Il Borgo medioevale, caratterizzato dalla maestosa torre angioina, in questi ultimi anni è stato oggetto di numerosi interventi di ripristino e di riqualificazione funzionale con un difficile lavoro di restauro accompagnato da indagini archeologiche e ricerche storico-documentarie, volte a ricostituire l’apparecchiatura dell’antico complesso castellare pervenendo ad un recupero integrale dell’architettura storica. Lo spazio della torre e del castello oggi riportati all’antico splendore ospitano nel loro interno una mostra permanente, con documentazioni di vario tipo, relative alla storia del territorio e alle sue risorse naturali e il museo civico di Summonte. Il centro storico di Summonte è caratterizzato anche dalla presenza di elementi di pregio e rilevanza architettonica di vario genere. Degni di nota, infatti, risultano essere i palazzi di chiaro impianto cinquecentesco, con corte interna e ingresso monumentale come palazzo Pepere, palazzo Brosca, palazzo Montella e palazzo De Cristofaro.

Arco di San Nicola
Arco di San Nicola

Da segnalare anche l’Arco di San Nicola, dedicato al Santo patrono, di origine medioevale che era una delle porte che permettevano l’accesso alle strutture fortificate del borgo antico. La connotazione attuale è caratterizzata da un semplice arco a tutto sesto realizzato in pietra locale. Sulla sommità dell’arco vi si trova un’edicola anch’essa ad arco al cui interno è raffigurata l’immagine di San Nicola di Bari.

La Chiesa di San Nicola di Bari, probabilmente costruita sulle spoglie di una preesistente chiesa, risale al XVII sec. ed è frutto dell’intervento barocco. L’interno è a tre navate, di cui quella centrale più alta. Oltre l’ampio transetto si apre la parte absidale terminale con il coro centrale, che accoglie l’altare maggiore, e le adiacenti cappelle che concludono le navate laterali. L’altare maggiore risale al 1717 ed è dedicato alla SS. Annunziata. E’ di estrema eleganza e raffinatezza e costruito con marmi policromi nei colori giallo di Siena, rosso antico e verde serpentina e finemente decorato.

Oltre alla chiesa di San Nicola di Bari, vi è la chiesetta di Sant’Andrea, risalente al 1559. Molto semplice è il suo interno con un unico altare centrale ed un ampio arco a tutto sesto con degli affreschi raffiguranti scene di vita del Santo Martire Vito. La facciata è priva di decorazioni e presenta il classico coronamento a timpano con occhio centrale ovale.

In adiacenza alla chiesa di San Nicola vi sono la Congrega del SS. Rosario ed il campanile. La Congrega del SS. Rosario, risalente al 1600, è caratterizzata dalla presenza di un coro ligneo intagliato dell’epoca con sedili e spalliere di pregevole fattura arricchiti da motivi classici e naturalistici. Inoltre vi si trova un altare in marmi policromi dedicato alla Madonna del Rosario con sovrastante nicchia contenente la statua della Madonna con bambino in braccio del XVII secolo.

Lasciamo il meraviglioso borgo medievale di Summonte per ritrovarci la prossima settimana a Taurano.