Toscano esonerato, solo sue le responsabilità?

Dopo 16 giornate di Serie B in cui praticamente non è stato mai ben visto dalla piazza, Mimmo Toscano è stato esonerato da allenatore dell’Avellino. Anche il suo ultimo difensore ufficiale, Walter Taccone, quello che gli ha fatto 3 anni di contratto, ha dovuto cedere. La situazione non poteva continuare così, anzi forse si era andati anche oltre il limite consentito.

Una squadra che in casa vince qualche partita senza mai dimostrare una vera compattezza e che in trasferta diventa carne da macello, non può rischiare di giocarsela così fino a fine campionato. I giocatori, tranne durante la sessione di mercato invernale, non possono essere cambiati e chi paga è sempre l’allenatore. Avellino non fa eccezione e Toscano saluta, tra l’altro con la particolarità di non aver allenato sul campo l’ultima partita da allenatore biancoverde.

Ora si sprecano i nomi per il suo successore. Nomi già fatti tante volte in passato e sempre più insistenti nelle ultime settimane. Toccherà al futuro allenatore dell’Avellino l’arduo compito di riconquistare la fiducia dell’ambiente e il carattere di una squadra che in verità questa determinazione non l’ha mai davvero dimostrata. Ma questo prossimo tecnico biancoverde cosa potrà davvero fare?

Nessun allenatore nella storia del calcio ha mai portato con sè alcuna bacchetta magica, neanche “il mago” Herrera che vinceva con l’Inter negli anni ’60. Tanto lavoro, meticolosità nei dettagli, allenamenti specifici e tanti altri dettagli fanno la differenza, ma rientrando in un concetto tra i più semplici e popolari del mondo del pallone, in campo alla fine scendono i calciatori. I giocatori che allenava Toscano li allenerà anche Novellino, o Gregucci, o qualche nome a sorpresa e saranno gli stessi che hanno perso a Perugia, a Ferrara o a Cesena.

Quando il prossimo tecnico si siederà in panchina al Partenio-Lombardi, o quando guiderà il suo primo allenamento troverà una situazione più o meno come questa: praticamente zero terzini destri, un paio di terzini mancini dal rendimento insufficiente, un centrocampo a cui mancano sia polmoni che cervello (nel senso di regia, nessuna offesa naturalmente). Castaldo che non è quello di 3 anni fa, Ardemagni che continuerà ad essere l’ombra di sè stesso, e anche “sè stesso” non è che sia un fenomeno. Un Mokulu che non vede mai la porta. Un Verde che, chiamato a gran voce da tutti come salvatore della patria, ancora deve dimostrare anche solo di valere la categoria.

Questa squadra l’aveva Toscano e l’avrà un altro allenatore. E quest’ultimo dovrà insegnare a tutti i terzini (o adattabili) in rosa, come crossare. Dovrà insegnare a verticalizzare al centrocampo, dovrà spiegare al meglio i tempi di gioco di una squadra che non riesce a creare praticamente nulla, spesso a causa di errori grossolani, anche tecnici. Insomma, tante cose che molto difficilmente possono essere insegnati a dei giocatori quasi tutti fatti e formati. Probabilmente si potrebbe lavorare sulla testa dei calciatori, quello si. E speriamo che possa bastare per la salvezza, anche se dovesse arrivare all’ultima giornata.

Leggi anche:

Toscano esonerato, per l’Avellino un contratto triennale da pagare