Trapani Avellino: 3-22-35, quando la notizia era appesa a un filo

Cari amici,
3 22 35, iniziamo questa rubrica dando i numeri. Perché questa trasferta in terra siciliana ci porta indietro nel tempo a quelle della polverosa serie C di fine anni ’60 o inizi anni ’70, quando il fenomeno calcio ancora non era esploso in città, il lupo non aveva calcato ancora gli scenari del professionismo e se la giocava a volte in campi angusti e lontani della Sicilia della Calabria o del Salento. Non c’era Internet, naturalmente, nemmeno le radio private e certo non si poteva pretendere che la radio nazionale si occupasse dei campionati minori e di una C che allora era a tre gironi, dunque sterminata anche a voler leggere solo i risultati finali. E allora noi ragazzini di allora ci si arrangiava come si poteva per sapere – che so – il risultato di Acquapozzillo-Avellino. Il coautore della rubrica Antonello Candelmo ricorda che il padre a volte lo spediva davanti alla ricevitoria di totocalcio al Corso, dove lavorava il mitico Pasquale Tommaselli che metteva esposto il risultato su una lavagnetta – poi messosi in proprio a via Colombo – mentre l’editore della mia precedente rubrica Salvatore Marzullo ricorda che si andava, sempre al corso, alla mitica Racchetta, il bar che era posto sulla destra salendo nella zona della vecchia caserma dei Carabinieri, ma credo fosse un’epoca già un po’ successiva. Io invece avevo trovato un modo più sbrigativo. Prendevo l’elenco, andavo alla voce Unione Sportiva Avellino,componevo il numero e chiedevo “Che cosa ha fatto l’Avellino?”. Ci avevo preso l’abitudine, tanto che poi ho finito per mandarlo a memoria: 3 22 35, appunto, lo ricordo ancora. Mi rispondeva una voce gentile, credo che fosse il mitico segretario Alfonso Carpenito, e così la trepidazione era finita. Tutto mitico, direte voi, e sì, perché allora le persone e i posti erano un po’ come un’istituzione.
Altri tempi. Questa trasferta in terra siciliana mi mette invece un po’ di malinconia, perché per la prima volta non ci sarà il nostro glorioso stendardo del club di Roma, che eravamo riusciti a portare anche in campi che nella programmazione non avevamo considerato alla nostra portata, e parlo di Brescia e di Crotone. Anzi nella città pitagorica è avvenuta una cosa incredibile. Prima di trovare un modo per spedirvi il nostro Claudio De Pascale si era offerto su Facebook di portare il nostro simbolo un giovane che vive a Roma, ma con il papà di origini irpine. Si era presentato così, giurando amore eterno all’Avellino, pur ammettendo che si trattava della prima trasferta. La cosa ci aveva un po’ insospettito, non ce la siamo sentiti di affidarci a uno alle prime armi. E meno male perché al ritorno il giovane ha cambiato idea, ha detto che forse è meglio scegliersi una squadra più vicina, ci ha fatto quindi sapere che si è fatto tifoso del Latina, e chissà nel frattempo, dopo Crotone, e dopo aver portato male anche ai pontini, non abbia cambiato idea di nuovo. Noi invece che questa malattia ce la portiamo avanti da decenni andiamo avanti imperterriti. “Siamo uomini o manichini?”, scherziamo fra noi a Roma volendo alludere al cognome, un po’ storpiato, di questo di questo tifoso un po’ volubile in cerca di squadre vicine e possibilmente vittoriose.
A Trapani passiamo, allora. Ma sarà il pienone al nostro pub in via dei Latini, quartiere San Lorenzo, per vedere la partita insieme. Ormai è diventata una sorta di ambasciata avellinese nella Capitale, per la partita con lo Spezia si è presentato in incognito, alla maniera di Terracciano che è venuto a trovarci per ben due volte, Fabio Silvio Taccone, il figlio primogenito del presidente, che fa il ricercatore in Belgio ed era di passaggio per la Capitale. Si è fatto anche la tessera – e dal Belgio – ringrazia per l’accoglienza.

Fabio Silvio Taccone(Fabio Silvio Taccone)

Non ho avuto modo di salutarlo perché ero a Spezia, dove in curva ho fatto invece un incontro altrettanto gradito con Vincenzo Angiulli e la figlia. E lasciatemi spendere ancora una volta delle parole per questo splendido papà, padre di uno splendido giocatore. Parlo dell’atleta per il contributo che ha dato lo scorso anno, parlo dell’uomo, del giovane anzi, che sta aspettando con pazienza il suo turno, allenandosi con grande lena, senza un briciolo di polemica e certo con un papà così bravo e attaccato ai colori bianco verdi il compito è un po’ meno gravoso. Ma noi, mister, vogliamo bene a Fez Angiulli, e come lui aspettiamo con pazienza che arrivi anche il suo momento, invitandolo a non demordere, così come fanno i compagni in questo splendido gruppo che è l’Avellino di Rastelli.
Oggi altri arrivi al pub, è annunciato Antonello Cavaliere, prestigioso operatore di Sky, che non si vedeva da tempo, così come è annunciato il rientro nei ranghi del suo collega Francesco Marzullo, e non ricorderemo di nuovo quell’incontro casuale che avemmo alla frontiera fra Libano e Israele a parlare dell’Avellino. Ma soprattutto è annunciato il mitico cantore di Adrano e Castrovillari, il grande Daniele Miceli che verrà anche lui a farci visita. Eh, con la tua voce e prima ancora con quella di Carmine Losco i tifosi in esilio hanno iniziato ad arrangiarsi meglio, ma prima con quel 32235 era un casino proprio, caro Daniele, per sapere il risultato dei lupi.

Daniele Miceli(Daniele Miceli)

Della Juve non dico molto, ne parlerò lunedì a Linea Verde Sport, ma la gente della mia generazione non vive per ragioni comprensibili con particolare trepidazione questa gara, noi – come il mister – puntiamo al mantenimento e se possibile al miglioramento della categoria, abbiamo quindi l’occhio fisso soprattutto sul campionato. Questa rubrica anzi, “La Rastrellata”, si basa proprio sull’idea che questo mister, se lo lasciamo rastrellare bene il terreno, lo scontro con la Juve ce lo farà vedere, nell’arco di qualche anno, a petto a petto, con i tre punti in palio. Posso solo preannunciare che noi “romani” a Torino ci saremo, con il nostro stendardo e i nostri “steccati”, ma soprattutto esordiranno fresche di produzione le nuove sciarpe con la tanto discussa dicitura in romanesco (“Daje lupo daje”) destinate a fare epoca.

Daje Lupo
E veniamo alla formazione. Visto che Fabbro, Abero e Saracinesca Teracciano pur rientrati nei ranghi non sono ancora arruolabili, e vista la squalifica di Pisacane, sembrerebbe piuttosto scontata. Se non fosse proprio per l’esigenza di un certo turnover che la prossima gara imporrebbe, che il mister però sembrerebbe escludere, ribadendo che lui ha la testa solo a Trapani. Trapani che ricorda, fra l’altro, un’impresa piuttosto recente, la conquista della Supercoppa di Lega pro, che io intesi festeggiare nottetempo su Facebook, con un’estemporanea poesia dedicata a capitan Millesi, che all’ultimo minuto si erse come ultimo baluardo con Di Masi ormai fuori gioco con una vistosa fasciatura alla gamba. Ciccio dovrebbe essere della partita, anche perché stavolta Bittante serve in difesa sulla sinistra in luogo dello squalificato Pisacane. Per il resto il mister si riserva due dubbi. Uno a centrocampo, dove è difficile tenere fuori D’Angelo di questi tempi, ma probabilmente sarà di nuovo così alla luce della strenua difesa che il mister ha fatto di Togni. Che sta crescendo, ma purtroppo appare ancora lontano da una condizione ottimale. L’altro dubbio in attacco, dove Galabinov non vive un gran momento, però anche in questo caso noi scommetteremmo sulla riconferma, con Soncin pronto a subentrare nella ripresa.
Quindi:
SECULIN, IZZO, PACCARISI, BITTANTE, ZAPPACOSTA, ARINI, TOGNI, SCHIAVON, MILLESI, CASTALDO, GALABINOV
Forza lupi, e alla prossima!

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