Tutti al Partenio e non fate arrabbiare il mister. Ok?

Cari amici, non fate arrabbiare il mister, «ok?». Perché – non so se l’avete notato – il segno che il mister è incazzato è dato, oltre dall’occhio che improvvisamente si infiamma e l’inflessione che diventa repentinamente dialettale, dall’insistenza di quella domanda («Ok?…. Ok?… Ok?») come a dire: «Ci siamo capiti?». Se è incazzato forte la conferenza stampa si può anche chiudere là. Quest’anno il mister in versione «ok» l’abbiamo visto già – credo – tre volte e chissà che non sia buon segno. Ricordo il dopo-partita di Nocerina-Avellino, ricordo anche quello di Avellino-Latina dell’anno scorso, la prova più sfortunata dei lupi che poteva costarci la vittoria del campionato, nella quale fummo riagguantati all’ultimo minuto in dieci. Ricordo con quale remissività incassò accuse in gran parte ingiuste e certamente ingenerose. Quest’anno invece il mister non le manda a dire, e chissà che non sia un segno positivo. Anzi, penso sicuramente che lo sia. Il mister percepisce che sia diventato chiaro alla quasi totalità come il miracolo Avellino – perché di miracolo si tratta – sia in gran parte legato alla sua figura e al gruppo, e al metodo, di lavoro che è riuscito a imporre.
A proposito di Nocerina, registriamo il tragico epilogo della loro avventura in LegaPro… Eppure, prima di quella partita decisiva in casa nostra lo scorso anno ce l’abbiamo messa tutta per ficcarci nei casini, fra gemellaggi eccessivi, aperture di curva Nord, asta per il logo, esplosioni al campo di allenamento dei lupi, tutti eventi accaduti la settimana prima di quella gara cruciale con la Nocerina. E se non fosse stato per il mister per la sua capacità, insieme al dg Enzo De Vito, di tenere il gruppo al riparo dalle polemiche, se quella partita la avessero vinta loro, chissà che non staremmo parlando oggi di una sorte a parti invertite.
Tuttavia ancora ci provano. È bastata Novara, prima sconfitta veramente meritata, sebbene non priva di attenuanti anch’essa, per far risvegliare il partito minoritario e avventuristico degli anti-rastrelliani, che io ringrazio in quanto tengono in piedi questa rubrica, che altrimenti perderebbe del tutto la sua ragione sociale. La contestazione però è rimasta sotto traccia per fortuna e il mister non ha sentito di dover replicare. Niente «ok» stavolta. Anzi, ne ha tratto nuove motivazioni per restare sul pezzo, in chiara differenziazione con i proclami del presidente che nel mese di pausa si era spinto molto in avanti con le aspettative. Intendiamoci, nulla è compromesso, siamo ancora lì e chi è davanti non ha mostrato di stare meglio di noi alla ripresa delle ostilità. Tuttavia l’obiettivo deve essere uno solo: arrivare entro primavera (21 marzo) alla fatidica quota dei 50 punti e da lì in poi provare l’azzardo, mettendo in campo le mitiche carovane che – favorite si spera dal bel tempo – potranno aiutarci a centrare l’obiettivo play off che sembra essere alla nostra portata. Andare per step insomma, e nel frattempo stare sul pezzo come il mister ci richiama sempre.

Massimo Rastelli allenatore Avellino
Concentrati quindi su questo anticipo del Partenio-Lombardi con il Latina. I presagi sono abbastanza positivi. Il tifoso romano – col papà irpino – che aveva abbracciato la causa biancoverde a Crotone con i risultati che sappiamo, ha poi virato – vallo a capire – per i pontini fondando il Latina Club Roma. Anche se non disdegna nel contempo il tifo per i nerazzurri maggiori dell’Inter. Ma la sua presenza all’Olimpico in loro sostegno per Roma-Inter ha portato agli stessi risultati disastrosi. In buona sostanza basterebbe sapere che è oggi al Partenio a tifare Latina – ma dubito purtroppo – e sarebbe fatta. Mi ha mandato comunque un messaggio alla De Coubertin («Vinca il migliore») ma non so come interpretarlo. Intanto si è fermata una delle stelle di questo Latina, Jefferson Andrade Siqueuira, e chissà che non sia questo già un segno del negativo influsso del mutevole tifoso pontino. L’altro presagio, che giudico altrettanto positivo, me lo ha fornito ieri il collega di Latina Gianni Santamaria che dopo una settimana di strano silenzio stampa ha rotto le resistenze, si è avvicinato alla mia postazione e ha pronosticato che i suoi «trafiggeranno più volte quella pippa di Terracciano». A parte che si tratta di Saracinesca – altro che pippa, se ne accorgeranno presto tutti – ho provato a chiedergli dove trova tutti questi soldi il Latina e se quest’anno sperano di non averli buttati, come accadde per i “rinforzi” dello scorso anno. Non mi ha risposto.
Comunque scherzi a parte, lascio il mare cupo e increspato di Ostia sotto la bufera di vento e pioggia per recarmi ad Avellino nella consapevolezza della difficoltà di questa prova. Dovremo battagliare per vincere ma se riuscissimo almeno a muovere la classifica facendo un primo passettino verso lo step dei 50 punti io non ne farei un dramma.

millesi
Chiudo con tre pensieri. Uno rivolto al capitano Ciccio Millesi, di compiacimento per la scelta definitiva di rimanere ancora con noi, sono certo che il mister troverà per lui una nuova sistemazione tattica e che farà una grande primavera come lo scorso anno. Il suo andar via mi avrebbe davvero rattristato e sarebbe stato un pessimo segnale. L’altro pensiero è rivolto a Paolo Pagliuca. Avevo saputo da mia nipote, attraverso sua figlia compagna di scuola, della difficile prova che lo attende, ma mi era stato detto di non dire niente e così ho fatto. Poi ho letto le coraggiose parole su Facebook dell’aiuto preparatore cui mi sento legato da antica amicizia e allora posso dirgli apertamente: «Forza Paolo, sono con te». Infine un pensiero ai diffidati che oggi tornano in curva. È un momento di grande gioia per loro e per tutti noi. Mi rivolgo in particolare a Frank Pennisi. Non avresti mai pensato di tornare e trovare l’Avellino in B saldamente al terzo posto. Vivremo delle belle avventure e mi raccomando – superata qualche incomprensione che abbiamo avuto – restiamo uniti, che ci attende un grande sogno da vivere e da realizzare, fosse pure solo quello di mantenere la categoria, obiettivo sul quale tutti, l’estate scorsa, nutrivamo seri dubbi.
Venendo infine alla formazione credo che alla luce dell’infortunio di Izzo e del pieno recupero di Fabbro non possa che essere questa: TERRACCIANO, FABBRO, PECCARISI, PISACANE; ZAPPACOSTA, D’ANGELO, ARINI, SCHIAVON, BITTANTE; CASTALDO, GALABINOV.
E ora tutti al Partenio per proseguire questa grande avventura. «Ok?»

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