Udinese-Avellino 2-6 (Serie A 1986-87): la partita che entra nella storia

Il 15 marzo del 1987 è una data da ricordare. Al termine della gara, quando il tabellino segna Udinese-Avellino 2-6, tutti stentano a crederci. L’Avellino di Vinicio ha, praticamente, seppellito di reti la malcapitata Udinese, andando a prendersi al Friuli due punti che la proiettano sempre di più nelle zone tranquille del centro classifica. Per l’Udinese, oltre a subire l’onta dell’umiliazione, la sconfitta significa quasi serie B. L’Avellino trova l’impresa, la vittoria di Udine, infatti, entra di diritto nella leggenda. I lupi cogliono il risultato più clamoroso della loro storia: è la vittoria con il maggiore numero di reti segnate in trasferta. Nelle parole di Schachner si capisce il senso della storica affermazione: << Dopo il primo tempo, quando siamo entrati negli spogliatoi, non potevo crederci, dovevo chiedere quanto stavamo. Da quando sono in Italia, non ho mai visto un risultato del genere>>. La vendetta di Vinicio (costretto a dimettersi l’anno prima per far posto proprio a De Sisti) è servita. Pronti via e, al 6’, l’Avellino passa subito in vantaggio. Errore dell’ex Criscimanni che, nel tentativo di evitare un calcio d’angolo, regala palla a Boccafresca; il laterale (nell’inedito ruolo di terzino destro) trova Benedetti in beata solitudine al centro dell’area, piattone destro e palla in rete.

0-1 Benedetti
0-1, Benedetti

Al 10’, l’Avellino trova il raddoppio. Rimpallo al limite dell’area tra Colomba ed Edinho, la palla arriva a Bertoni che, di prima intenzione, scarica un violento esterno destro che batte Brini dopo aver colpito prima la traversa. Non sono passati nemmeno dieci minuti e l’Avellino è già in vantaggio di due reti. Poco dopo la mezz’ora la squadra di Vinicio cala il tris. Il merito è di Schachner, l’attaccante austriaco (tornato a livelli che gli competono) si beve due avversari in progressione e tira in porta. La palla si avvia in rete ma, poco prima di entrare, Alessio gli dà il tocco decisivo. L’Avellino è scatenato, 35’ minuto. Fuga sull’out destro di un’imprendibile Bertoni, cross al centro per l’accorrente Schachner che di testa porta a quattro le marcature. Il risultato con cui si chiude la prima frazione di gioco è emblematico: Udinese-Avellino 0-4,mai successo prima in serie A. Nella ripresa si aspetta la reazione d’orgoglio dei bianconeri, ma tutto ciò non avviene. Minuto 66’, lancio di Colomba per Schachner, l’attaccante in un fazzoletto di terra si beve tre avversari e di sinistro inchioda nuovamente Brini: 0-5.

0-5 Schachner
0-5, Schachner

L’Avellino, messo al sicuro il risultato, cala d’intensità e solo nel finale incassa la reazione friulana. All’82’ Chierico accorcia le distanze (serpentina al centro della difesa irpina e tocco a porta vuota dopo aver saltato anche Di Leo) ma, all’85’, l’Avellino ristabilisce le lunghezze grazie alla doppietta personale di Benedetti (scambio con Schachner e girata ad incrociare del biondo centrocampista). Sembra finita ma, all’89’, il Campione del Mondo Collovati corregge in rete un preciso cross dell’argentino D.Bertoni. Udinese-Avellino termina 2-6.

1-6 Benedetti
1-6, Benedetti

La bella pagina di sport avellinese si chiude con una sorta di gemellaggio tra le due tifoserie. I tifosi di casa, infatti, una volta appresa la sconfitta lasciano il proprio settore per unirsi ai tifosi irpini. Una bella immagine di un calcio che non c’è più. Ritornando alla partita, in trasferta un risultato del genere non si verificava dalla stagione 1973/74. Quella volta il 6-2 era stato ottenuto dalla Juventus contro il Napoli al San Paolo. Curiosamente, la gara Udinese-Avellina attira sempre molte reti. Nella stagione 1980/81 se ne contarono addirittura nove: quella volta però vinse l’Udinese 5-4. Al termine del match, dagli spalti del Friuli, piovono pesanti insulti ai padroni di casa, il grido <<venduti>> è tra i più gettonati.

Colantuono tallona Branca
Colantuono tallona Branca

Il difensore bianconero Galparoli non cerca attenuanti: << E’ stato un dramma anche per noi. L’accusa di essere un venduto mi ha terribilmente offeso, ecco perché ho polemizzato vivacemente con il pubblico >>. Anche il tecnico De Sisti è in preda allo sconforto. La sua Udinese, partita con una penalizzazione di nove punti, è ormai con tutti e due i piedi in serie B: << Un risultato del genere non mi è mai capitato, nemmeno da calciatore >>. Euforia, invece, in casa irpina. La vittoria in terra friulana è di quelle che non si dimenticano. L’Avellino vola verso la salvezza, la vendetta di Vinicio è compiuta: << Per l’Avellino è più facile giocare fuori casa che in casa e la prova è venuta dalla partita di Udine, ove per la verità non credevo di arrivare a tanto, ma ritengo che tutto sia dipeso dal crollo psicologico dei nostri avversari. Udine ora mi rimpiangerà >>. Udinese-Avellino: la vittoria in trasferta più larga dei lupi in serie A.

udine

 

 

15 marzo 1987, 22° giornata

Udinese-Avellino 2-6

Udinese: Brini 5, Galparoli 5, Storgato 5, Galbagini 5 (31’ D. Bertoni 5,5), Edinho 5,5, Collovati 5,5, Branca 5, Miano 5, Graziani 5, Chierico 5,5, Criscimanni 5 (46’ Colombo 5). In panchina: Abate, Rossi, Tagliaferri. All.: De Sisti 5.

Avellino: Di Leo 6,5, Colantuono 6,5, Boccafresca 7, Gazzaneo 7, Amodio 6, Romano 6,5, A. Bertoni 7, Benedetti 7,5, Schachner 7, Colomba 6,5, Alessio 6 (66’ Murelli 6). In panchina: Coccia, Garuti, Casale, Tovalieri. All.: Vinicio 7

Arbitro: Fabricatore di Roma 6,5

Marcatori: 6’ Benedetti (Av), 10’ Bertoni (Av), 34’ Alessio (Av), 35’ e 66’ Schachner (Av), 82’ Chierico, 85’ Benedetti (Av), 89’ Collovati

Spettatori: 21 mila circa (8.861 paganti + 11.795 abbonati)

Bertoni lancia la maglia in curva
Bertoni lancia la maglia in curva