Una Canzone per… la risalita dell’Avellino

UNA CANZONE PER… – Per tornare ad essere protagonista, all’Avellino serviva un avvenimento dal contorno romanzesco e rocambolesco. Questo è arrivato puntuale, nel momento più importante, nella partita più importante. Già, perché il 3-2 in rimonta rifilato negli ultimi minuti al Lanciano in quello che era un vero e proprio scontro salvezza significa 22 punti in classifica, zona calda respinta e orbita play-off più vicina. Gli abruzzesi, in vantaggio per 0-2 dopo 50′, infatti, hanno subito l’incredibile crescendo dei padroni di casa, che non hanno loro lasciato scampo.

IL BOLERO DI RAVEL – Crescendo frutto di un ritmo indiavolato e del cuore di una squadra che non muore mai. Proprio per questo sarà l’Avellino di mister Attilio Tesser il protagonista del nostro appuntamento settimanale con la rubrica “Una Canzone per.” Il pezzo che abbiamo deciso di attribuirgli non si tratta di un brano cantato e dal genere moderno, bensì di una composizione classica. Quest’ultima, realizzata nel lontanissimo 1928, è tutt’oggi eseguita dalle migliori orchestre del mondo. Lo stile che la caratterizza particolarmente è quello dell’ostinato, ossia un ritmo in continuo crescendo ripetuto sempre sulle stesse note. Forse avete già indovinato il titolo, forse no. Sta di fatto che stiamo parlando del celebre Boléro di Maurice Ravel.

AVELLINO-LANCIANO, UN’AVVENIMENTO MERAVIGLIOSAMENTE DRAMMATICO – Non lo diventerà quanto il capolavoro del compositore francese, ma di certo Avellino-Lanciano è diritto entrata nell’album dei ricordi biancoverdi. Il motivo di ciò non è racchiuso solo nella rimonta, se ne vedono a bizzeffe oggi giorno, bensì nello spirito, nei muscoli e nel cuore della squadra di Tesser. Ribaltare uno svantaggio di due reti casalingo nel secondo tempo è un’impresa quasi titanica, che proprio grazie a queste tre componenti l’Avellino è riuscito ad ottenere. In più, come detto prima, il contorno romanzesco che questa partita ha assunto rende il tutto ancora più emozionante. E i meriti di ciò non possono non andare al match-winner, a bomber Luigi Castaldo, al ritorno al gol dopo la squalifica e in lacrime per la commozione. Lacrime che sono segno di un avvenimento meravigliosamente drammatico, che riconsegna la gloria a squadra e tifosi.

MAURICE RAVEL, IL MAESTRO DEL BOLERO – E’ a primo impatto drammatica anche la composizione di Maurice Ravel, che fonda la sua vena artistica sul boléro, ramo musicale del genere del balletto, tipico del primo dopoguerra. L’inquietezza dei popoli europei e non solo di quella particolare epoca, è riflessa soprattutto nello stile dell’ostinato, che dà origine a un ritmo martellante e in continuo crescendo del brano. Ravel, decisamente ispirato dalla musica spagnola, è considerato il vero maestro, nonché il massimo esponente della melodia dell’ossessione. Il suo Boléro, caratterizzato da un ostinato in due misure, ripetuto dal rullante per addirittura 169 volte, è un esempio di tecnica sublime e profonda conoscenza di tutti gli strumenti musicali. Questi, intervengono nel corso della durata del brano per invigorire il crescendo.

I PLAY-OFF NON SONO UN MIRAGGIO, COL COMO OCCASIONE DA NON SPRECARE – Deve continuare a crescere di partita in partita l’Avellino, che nella prossima sfida affronterà allo Stadio Sinigaglia il Como di Gianluca Festa, ultimo in classifica. I lombardi, reduci da un discreto periodo di forma, devono assolutamente vincere per restare attaccati al treno salvezza, ma i lupi sono più che intenzionati a non permetterglielo. Infatti, considerando i favori del pronostico, questi hanno una grande occasione da non sprecare. Per credere nei play-off, distanti tre punti e per proseguire il loro “Boléro”.