Varese, Cassarà: “Ammiro Berlusconi, io come Papa Francesco”

Nella conferenza stampa di presentazione ha parlato di cori al genoma esplosivo, ha nominato Maradona, Pelè ma non ricordava i giocatori del suo Varese. Il neo presidente biancorosso Pierpaolo Cassarà è diventato un idolo del web per le sue dichiarazioni, alquanto strampalate e bizzarre. In un’intervista rilasciata oggi a La Gazzetta dello Sport, Cassarà ha tirato fuori dal cilindro nuove perle. Chissà cosa penseranno i tifosi del Varese, vedendo la squadra quasi condannata alla Lega Pro ed in mano ad un personaggio del genere.

“Ci stiamo attrezzando, scendere di categoria non vuol dire ridurre. Dobbiamo risvegliare il senso civico della gente, anche chi non ha interesse per il calcio. A suon di 200mila euro alla volta ci stiamo riuscendo, l’umiltà di una briciola può valere il mondo. Chi c’era prima ha portato valangate di soldi e non ha risolto il problema, forse l’ha peggiorato, agendo in maniera premeditata senza coscienza”.  Sulla possibilità di fallimento del Varese: “No, la situazione non è così grave. Ma forse questa è l’ultima chance. Il valore culturale del calcio è quello che porta avanti Papa Bergoglio: la Chiesa è caduta in un abisso e si sta rialzando perché il Papa trasmette il bene. Io allo stesso modo voglio fare il bene del Varese”.

Tra Ferrero e Berlusconi: “Ferrero non lo conosco. Io ammiro Berlusconi: con tutte le problematiche che ha avuto è sempre riuscito a favorire il senso civico. E a me piaceva Bearzot”.

Cassarà crede nella salvezza? “C’è poco tempo, lunedì siamo stati sfortunati. Ma non siamo sul patibolo, la nostra non è sopravvivenza ma resistenza: questa è bella vero? Parlo alla squadra, mi sento già il capobanda di questo Varese”. Il sogno si chiama Serie A“Ma con grande umiltà… La shot-line è già stata scoccata”.

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