Verona-Avellino, Fabio Pecchia è l’ex di turno

La partita di Verona mette di fronte all’Avellino la squadra candidata a vincere il campionato di serie B. L’arduo compito di traghettare nuovamente gli scaligeri in massima serie è stato affidato a Fabio Pecchia.  Per l’allenatore di Formia, dopo i tre anni vissuti da secondo di Benitez sulle panchine di Napoli, Real Madrid e Newcastle, questa è una nuova opportunità dopo il non esaltante inizio di carriera da tecnico, con due esoneri nelle prime due esperienze lavorative: Gubbio in B e Latina in Prima Divisione. La gara contro i lupi di Toscano è un rewind per l’ex centrocampista di Napoli e Juve.

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La sua carriera calcistica, infatti, incomincia proprio in Irpinia. Nel lontano 1985, il talent scout Gino Corrado lo porta ad Avellino dopo averlo visto giocare nel Lenola, paese vicino Formia. A dodici anni entra nelle giovanili della società irpina. Nel 1990/91 vince, con la formazione Primavera, la Coppa Italia. Nella parte finale della stagione 1991/92, con l’Avellino ormai retrocesso in C1, esordisce in serie B. Il 17 maggio del 1992, infatti, l’allenatore Graziani lo schiera titolare nella gara persa contro la Lucchese. Stagione sfortunata per l’Avellino che retrocede in terza serie dopo vent’anni trascorsi tra A e B, mentre Pecchia chiude l’annata con 4 apparizioni in serie cadetta. E’ comunque la stagione 1992/93 che lo consacra definitivamente. Il giovane centrocampista, classe ’73, si rivela pedina fondamentale dello scacchiere di Lombardi. La sua personale stagione si chiude con all’attivo 29 presenze, 7 da subentrato, ed una sola rete (Barletta-Avellino 0-1, 17° giornata). Al termine del campionato parecchie squadre s’interessano al centrocampista. Alla fine, dopo una lunga telenovela, la spunta il Parma che acquista Pecchia per la cifra di 1,5 miliardi per poi girarlo immediatamente al Napoli nell’affare che porta il tandem Zola-Crippa in Emilia. E’ il lasciapassare per la serie A.

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