Vicenza-Avellino, alla scoperta dei prossimi avversari dei Lupi

E’ ancora un’altra formazione veneta l’avversaria dell’Avellino. Questa volta sarà il Vicenza che, allo stadio “Romeo Menti“, ospiterà i Lupi alla ricerca dei primi punti esterni per allontanarsi da una preoccupante posizione in classifica, conseguenza di un avvio stagionale tra i peggiori dal 2005.

Andiamo a conoscere meglio i biancorossi: nato nel 1902 su iniziativa del professor Tito Buy, il Vicenza Calcio è una delle più antiche formazioni italiane, la quale, prima di partecipare ad una gara ufficiale nel 1911 contro il Bologna, esordì nei tornei provinciali scolastici, arrivando ad incontrare, prima della Grande Guerra, tutti i blasoni del nostro pallone: Juventus, Milan, Inter e Bologna.

Nella squadra degli anni ’30 figura un sedicenne che esordì con il Vicenza nella partita di inaugurazione dello stesso stadio che oggi porta il suo nome: contro gli ungheresi del Saroksar, scendeva in campo per la prima volta con la casacca biancorossa Romeo Menti, diventato poi grande e leggenda con gli Invincibili del Grande Torino, sino ad oggi la più vincente squadra italiana, spentasi prematuramente il 4 maggio 1949 nell’incidente aereo di Superga.

Negli anni ’40 il Vicenza è trascinato in Serie A da Osvaldo Fattori (che giocherà nell’Inter) e da Alfonso Santagiuliana (anche lui, dopo Menti, giocherà nel Grande Torino del dopo Superga), restando in massima serie sino al 1948, partecipando anche al girone veneto del Campionato di Guerra durante il secondo conflitto mondiale.

Nel 1953, l’A.C. Vicenza viene acquistata dalla Lanerossi, azienda laniera veneta che associò per 35 anni il proprio nome e il proprio simbolo alla squadra, nonostante il divieto di sponsorizzazioni dell’epoca.

La nuova proprietà investe molto e nel 1954 il Vicenza torna in Serie A, avvalendosi di tanti giovani prodotti del vivaio biancorosso come il futuro commissario tecnico di Italia ’90 Azeglio Vicini, Renzo Cappellaro e Luigi Menti, nipote del grande Romeo, mentre nella formazione del ’62 spicca il nome del trentenne Luis Vinicio, ex bandiera del Napoli di fine anni ’50 , il quale, con la maglia della Lanerossi, realizzerà ben 61 reti in 116 presenze, vincendo il titolo di capocannoniere della Serie A 1965-’66 con 26 marcature.

Nel 1975, dopo 29 anni di campionati di massima serie, il Vicenza retrocede in cadetteria, ritornando in Serie A trascinato da un giovane Paolo Rossi, ridisegnato centravanti da Giovan Battista Fabbri e, nella stagione successiva ’77-’78, i veneti si piazzano secondi dietro la Juventus campione d’Italia, partecipando alla Coppa Uefa. Sono ancora gli anni d’oro del gioiellino Paolo Rossi, il quale, vince anche la classifica marcatori del ’77 con 24 gol, prima di passare alla Juventus, ma gli sforzi economici del presidente Farina compromettono le vicende societarie, con la squadra che retrocede prima in Serie B e poi in Serie C1.

Negli anni ’80 il Vicenza presenta al grande calcio un altro fenomeno: è Roberto Baggio, il quale, però, per via di un infortunio, salta lo spareggio promozione contro il Piacenza che riporta i veneti in Serie B, perdendo il salto in Serie A per una sentenza contro il calcioscommesse, sino alla retrocessione in Serie C1.

Nel 1990 il Vicenza abbandona l’acronimo “Lanerossi” e il simbolo “R” e con Francesco Guidolin in panchina, i veneti nel 1995 conquistano il ritorno in Serie A, trascinati anche da Giovanni Lopez (una carriera tra Lazio e Napoli negli anni ’90–’00) e dall’attuale allenatore dello Spezia Mimmo Di Carlo. L’esperienza in massima serie tocca l’apice nel 1997 quando il Vicenza di Guidolin vince la Coppa Italia contro il Napoli. Di quella formazione facevano parte giocatori che oggi hanno intrapreso la carriera di allenatore: Fabio Viviani, Giovanni Lopez, Domenico Di Carlo e Roberto Murgita.

Nello stesso anno il Vicenza viene acquistato da una proprietà inglese e giunge in semifinale di Coppa delle Coppe, affrontando il Chelsea grazie ai gol di Pasquale Luiso (19 gol in 36 partite con l’Avellino nel 1995-1996). Retrocessi nel 1999 i biancorossi riconquistano subito la Serie A nel 2000 con Edy Reja in panchina ed il trio Comandini – Luiso e Bucchi a gonfiare le reti avversarie, retrocedendo però nel 2001 in B, categoria che mantiene sino ad oggi, venendo ripescato dalla Lega Pro nel 2014.

Nella scorsa stagione il Vicenza ha concluso la Serie B al 13′ posto, con 25 punti ottenuti in casa a fronte di sole 5 vittorie al “Menti“, 10 pareggi e 24 punti in trasferta.

In queste cinque giornate di Serie B, l’avvio della squadra di Lerda è stato faticoso, con tre sconfitte rimediate da Carpi, SPAL e, nell’ultimo turno, perdendo contro l’Ascoli, pareggiando in casa con il Bari e vincendo una sola volta allo stadio “Arechi” contro la Salernitana.

Leggi Anche:

Vicenza-Avellino, l’arbitro è Aureliano di Bologna (Serie B 2016-17)

Vicenza-Avellino, Informazioni per la trasferta (Serie B 2016-17)