Zappacosta alla Gazzetta dello Sport: “Avellino nel Cuore”

Sta cominciando a farsi conoscere nel grande calcio con la maglia dell’Atalanta, ma Davide Zappacosta è uno che nonostante la giovane età dimostra già la maturità, calcistica e non, di un trentenne. Il terzino, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, nonostante le prime luci della ribalta sa che bisogna rimanere con i piedi ben piantati a terra per diventare quel calciatore che tutti adesso si aspettano. Davide non dimentica il suo passato e la città di Avellino, che ancora una volta ha voluto ricordare anche sulle pagine della “Rosa“: “Ad Avellino sono nato calcisticamente. Lì ho cominciato stabilmente a fare il terzino. All’inizio non mi trovavo molto bene, non riuscivo a fare le diagonali, facevo fatica anche con i movimenti, ma poi è cambiato tutto”.

Zappacosta ha una persona in particolare da ringraziare: Da quando è arrivato mister Rastelli è cambiato tutto, mi ha dato una grossa mano. Con lui in panchina abbiamo conquistato una promozione indimenticabile. È iuno che cura i dettagli in maniera maniacale, specialmente la fase difensiva, sono migliorato moltissimo da quel punto di vista. Ho iniziato a prendere il mio primo vero stipendio e ci ho comprato una macchina che resiste ancora (ride ndr)”.

Il paragone con Zambrotta: “Adoro quando mi accostano a Gianluca, stiamo parlando di un Campione del Mondo, un esterno eccezionale. Il giocatore a cui mi sono sempre ispirato però è Nedved. Tutta la mia famiglia è juventina e anch’io. Da piccolo ero sfegatato…”.

La Nazionale: “Sono cose che fa piacere sentire, ti fanno lavorare con una consapevolezza dei tuoi mezzi sempre maggiore. Magari non è più il tempo dei Zambrotta o dei Maldini ma, da Pasqual ad Abate, i terzini dell’Italia mi piacciono tanto. Se toccasse a me sarei contento, intanto continuo ad allenarmi duro per migliorare”.

Leggi anche –> L’Italia scopre il talento Zappacosta, ma ad Avellino già lo sapevano…

Leggi anche –> Da Zappacosta a Trotta: ecco gli azzurrini dell’Avellino