Amarcord di un amore improvviso, inaspettato. L’amore per i lupi, l’amore per il Partenio

La lettere d’amore di un tifoso per l’Avellino

AMARCORD DI UN AMORE IMPROVVISO, INASPETTATO. L’AMORE PER I LUPI, L’AMORE PER IL PARTENIO.

Il 25.10.82 è un giorno per me speciale, un giorno che mi ha segnato perchè nacque un grande amore, un amore inaspettato, l’amore verso i lupi d’Irpinia, verso lo stadio Partenio, verso i colori biancoverdi. Quel giorno nacque un amore fulminante, improvviso, inaspettato, un amore sofferto che durerà per sempre, di questo ne sono sicuro. Ero piccolo, un bimbo, avevo otto anni e mio padre mi portava per la prima volta allo stadio, lui milanista ma simpatizzante dei lupi. Lo seguiva spesso allo stadio con amici di Ottaviano, il nostro paese alle falde del Vesuvio, vicino Napoli. Erano gli anni belli, gli anni semplici, gli anni della felicità fatta di piccoli momenti di aggregazione, gli anni del calcio romantico, degli stadi pieni, delle provinciali terribili. Quindi dell’Avellino, della legge del Partenio.”

“I ricordi sono sbiaditi, lontanissimi, remoti. Ero bimbo, ricordo che ero entusiasta, ma anche impaurito dall’enorme folla, dalle file lunghissime per entrare. Ricordo che faceva freddo e che all’entrata ero incredulo, non capivo cosa c’era davanti a me, un enorme campo verde, la gente che tifava, urlava, sbraitava. Della partita ovviamente non ricordo quasi nulla, mio padre mi disse che avevamo perso uno a zero, ma che la volta successiva avremmo vinto. Tornai a casa stanco, frastornato, ma felice, era nato un grande amore e non potevo ancora immaginarlo. Negli anni successivi ho letto molto di quell’Avellino, di quella partita, e in quel Bologna c’era un calciatore che poi sarebbe diventato un mito assoluto, un mio mito. Era l’anno del suo esordio, era l’anno di un fuoriclasse: Roberto Mancini, genio assoluto.

Negli anni successivi ho continuato a seguire i lupi insieme ai miei due fratelli, spesso allo stadio, e sono cresciuto con quei colori, con il Partenio, con quella gente calorosa. Sono passati tanti grandi calciatori, e tanti mediocri, ma un vero tifoso segue la squadra nelle vittorie e nelle sconfitte, e per una provinciale la vita è molto più dura. Come un vero tifoso, ho seguito i lupi in tutte le categorie, a volte soffrendo, ma spesso gioendo per le promozioni e le salvezze ottenute. Sono passati tanti calciatori, allenatori, ma la maglia resta, la maglia è l’unica cosa che conta”. 

Forza lupi, forza Avellino!

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