Aquilonia, l’antica Carbonara e il suo rito della Quarantana

Aquilonia è una terra di confine tra Irpinia, Puglia e Basilicata, dove sono custodite gelosamente tante antiche tradizioni che coniugano eredità culturali spesso anche molto differenti tra di loro. Tra le usanze più antiche quella della Quarantana merita certamente una particolare attenzione. L’usanza consiste nella realizzazione di un pupazzo vestito di nero, fatto con paglia e stoffa, che simboleggia il Carnevale Morto. Questa specie di fantoccio, appeso al balcone di una casa, tiene in vista sette piume di gallina, sei nere e una bianca. La Quarantana viene appesa il Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima, che quest’anno è stato il 14 febbraio. Da quale momento in poi ogni settimana viene strappata una piuma nera finché non rimane l’ultima penna, quella bianca, che corrisponde alla Settimana Santa che si conclude con la Domenica di Pasqua. In sostanza rappresenta un calendario popolare della Quaresima, un modo per scandire il tempo dedicato al digiuno e alla penitenza in preparazione della Santa Pasqua.

Ovviamente il tutto si lega col carnevale: il colore nero richiama il lutto per la morte di Carnevale, che segna il passaggio al sobrio periodo quaresimale. Il sette, numero delle piume, richiama i sette peccati capitali: ira, avarizia, invidia, superbia, gola, accidia e lussuria.

Aquilonia-Carbonara, la cittá vecchia

Aquilonia è un tranquillissimo paese dell’Irpinia che sorge in posizione di dominio sulla Valle dell’Ofanto, alle falde orientali del Monte Agnone, a destra del torrente Osento, che confluisce nell’Ofanto. L’odierno centro abitato non è antico, essendo stato realizzato a seguito della distruzione, da parte del terremoto del 23 luglio 1930, del vecchio paese, ora denominato Aquilonia vecchia, in precedenza già detto Carbonara, situato poco distante dal nuovo insediamento. Nel territorio comunale rientra anche una grande parte del Lago artificiale di San Pietro, dove è possibile praticare la pesca sportiva, attività all’area aperta e scampagnate.

Oltre al già citato Lago di San Pietro ed alle aree fluviali del fiume Ofanto e del Torrente Osento, le bellezze naturalistiche ed ambientali che offre Aquilonia sono numerose. Delimitano, infatti, il suo territorio, i boschi del Monte Arcangelo (metri 865) e del Monte Mattina (911 metri).

Il territorio di Aquilonia doveva essere coperto di vasti e folti boschi, oggi scomparsi a causa dello sfruttamento agricolo del suolo. La conferma da un lato, è etimologica, derivando il nome del paese dal latino, col significato di “bruna, oscura”, in riferimento ai boschi scomparsi, dall’altro, è economica, visto che lo sfruttamento del legno dei boschi per la produzione del carbone aveva fatto chiamare il paese “Carbonara”.

La Vecchia Carbonara-Aquilonia

Di tale paese, derivato dall’aggregazione di Casali divisi per lungo tempo, si ebbe menzione per la prima volta in un documento del 1078, quando le milizie di Roberto il Guiscardo rasero al suolo il suo castello.

Tra i vari feudatari che si sono succeduti nel possesso di Aquilonia ricordiamo i Cotigni, i Del Balzo, i Caracciolo e gli Imperiale di S. Angelo dei Lombardi. Il 21 ottobre del 1860 ad Aquilonia si verificò una sanguinosa reazione antiliberale, che causò diverse vittime e provocò una durissima repressione. Nel 1862, per far dimenticare il nome Carbonara legato a tali tristi vicende, lo si sostituì con Aquilonia, ritenendo, erroneamente, che il paese fosse sorto sulle rovine dell’antica Aquilonia, dove, nel 293 A.C. la Lega Sannita venne duramente sconfitta dai Romani.

Tuttavia, l’Aquilonia di cui si parla, non è l’attuale Aquilonia, visto che il tremendo terremoto del 23 luglio 1930 la distrusse, perciò è detta vecchia, oggi abbandonata, di cui restano in piedi sia i ruderi di edifici civili del XIX secolo con bei portali in pietra, che ruderi di edifici religiosi. Dell’antico borgo di Aquilonia vecchia si sono oggi riscoperte le strade selciate, si sono rizzate le murature delle case, senza però completarle di modo che resti a perenne ricordo del crudele destino che colpì Aquilonia e i suoi abitanti.

L’antica Carbonara era una città sannita fortificata, coinvolta nelle guerre contro la civiltà romana che alla fine ebbe la meglio; il paese viveva di economia pastorale basata sullo sfruttamento dei pascoli e dei boschi. Nei secoli del dominio romano, il paese sopravvisse come municipio e ne seguì le vicende storiche fino alla sua decadenza ed all’arrivo dei popoli del nord Europa, quando, per difendersi, si arricchì di una rocca fortificata e divenne, insieme ai suoi casali, un centro militare a presidio della vallata dell’Osento e dell’Ofanto.

Chiesa dell’Immacolata

Nella nuova Aquilonia possiamo ammirare la piccola Chiesa dell’Immacolata che presenta un bellissimo portale d’ingresso in pietra. Al vertice del triangolo, si trovano scolpite le immagini della Vergine e del Bambin Gesù. Si tratta di un moderno edificio religioso, che chiude un lato della centrale piazza, su cui si trova anche il Municipio, ed il cui centro è occupato dal Monumento ai Caduti, circondato da giardini e da una fontana. La piazza è il cuore della vita amministrativa e civile della nuova Aquilonia.

Volgendo le spalle alla Chiesa, guardando sulla destra, si vede una discesa. Se la si imbocca, a poche centinaia di metri, si raggiunge la Chiesa o Abbazia di S. Vito. Ubicata ad ovest del paese, la Chiesa o Abbazia di S. Vito trarrebbe le sue origini nella metà del XIII secolo, anche se numerosi interventi successivi hanno inciso significativamente sulla struttura originaria. Affianca la Chiesa, una imponente Torre campanaria, che si sviluppa su tre distinti livelli, terminando con una cuspide piramidale.

Il Museo Etnografico di Aquilonia è composto da 50 vani che si estendono su 1.500 metri quadrati, in cui sono riprodotti con dovizia di particolari elementi ed aspetti della vita passata di Aquilonia. All’interno del Museo Etnografico “Beniamino Tartaglia” si trova una bellissima biblioteca con migliaia di volumi e documenti storici. Nel Museo si custodiscono dei reperti rinvenuti nella Contrada Mattina.

Prevalentemente il turismo ad Aquilonia è di carattere estivo ma nel corso del tempo, anche se ancora con numeri non paragonabili alle zone turistiche vere e proprie, si stanno intensificando le presenze anche durante l’anno. Infatti durante l’anno vengono organizzate manifestazioni culturali, sociali e sportive, non mancano appuntamenti estivi tra cui il più importante è sicuramente la notte del grano che si tiene durante il mese di Agosto; poi abbiamo il palio delle contrade (con la corse delle carrozze) e naturalmente la Quarantana di cui ho parlato ad inizio articolo. La Festa del Santo Patrono, San Vito Martire, si svolge nel mese di giugno (fiera, riti religiosi  e concerti).

Pubblicato da Salvatore Nargi

40 anni suonati, di cui 14 trascorsi a Castelvetere sul Calore (AV) ed il resto in giro per l'Italia, prima a Roma dove mi sono trasferito per motivi di lavoro dei miei genitori e poi a Cremona, dove attualmente vivo e lavoro. Sono sposato con Sara, che amo alla follia, e ho 2 figlie meravigliose.

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