Avellino Calcio, quando l’indifferenza supera la rabbia

La grande maggioranza dei tifosi ha scelto di ignorare la squadra al ritorno da Salerno

I pochi tifosi che dopo il derby hanno aspettato la squadra alla porta Carraia del Partenio

Ieri dopo l’indegna prestazione nel derby dell’Arechi contro la Salernitana conclusosi con una netta e meritata sconfitta per 2 a 0, al ritorno dalla sfida i calciatori dell’Avellino sono stati contestati da un piccolo numero di tifosi, presso la porta Carraia dello stadio Partenio-Lombardi.

Proprio quest’aspetto è la cosa che fa più male, la cosa che deve far maggiormente riflettere. Non ci riferiamo alla (giusta) contestazione in se stessa, ma al fatto che a farla, siano stati davvero in pochi; sintomo di una squadra non più amata dagli irpini, ma di una squadra che ormai fa essere del tutto indifferenti. In altri tempi, probabilmente la contestazione sarebbe stata ben più dura.

Gli ingiustificabili insulti personali a coach Pino Sacripanti, denotano un amore, sicuramente malato, ma pur sempre amore verso la Scandone Avellino. L’Avellino Calcio invece, ha fatto perdere anche la voglia di arrabbiarsi per esso. Solo una cosa è peggio dell’odio, ed è appunto l’indifferenza.

I pochi tifosi che dopo il derby hanno aspettato la squadra alla porta Carraia del Partenio

Un’indifferenza di cui la società di Walter Taccone sta facendo diventare sempre più pregni gli irpini, il motivo di ciò è a nostro avviso da ricercare nel fatto che secondo il popolo calcistico biancoverde, l’Avellino non fa perché non vuole e non perché non può.

L’Avellino Calcio può essere paragonato ad un alunno che nel secondo quadrimestre passa dal 6 al 5.5. Per un buon professore il suo voto finale in pagella sarà 5 per non aver voluto fare, mentre in caso contrario un alunno che passa dal 5 al 5,5, per un buon professore, in pagella prenderà 6, proprio per il fatto che si è impegnato ed è migliorato.

Il nostro appello dunque, è che l’Avellino non sia più come il primo alunno, ma diventi come il secondo alunno.

Pubblicato da Raffaele Ciriello

Nato il 2 maggio 1987 ha conosciuto questo sito giornalistico grazie ad un suo carissimo amico (anche lui collaboratore del sito).

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