Avellino calcio, presentazione Marcolini: “Giocheremo con il 3-5-2”

Le prime parole del nuovo tecnico biancoverde

L’Avellino calcio ha scelto il suo allenatore. É Michele Marcolini, ufficiale dopo la presentazione di questa mattina. Ecco le parole del nuovo tecnico biancoverde.

Sono ovviamente molto contento di essere qui. Vi presento in primis il mio staff: i due collaboratori, Vincenzo Migliaccio e Giacomo Venturi, il preparatore atletico Marco Greco, mentre il preparatore dei portieri Carmine Amato resta. Sono orgoglioso di questa opportunità, della chiamata di una piazza storica che vuole continuare a dire la sua in questo campionato. Ho grande entusiasmo per iniziare questa avventura che, sono convinto, potrà darci grandi soddisfazioni”.

Una grande sfida per lei, con che spirito inizia questa avventura?
Le parole le porta via il vento, nel nostro caso è il campo a dimostrare quello che diciamo. La scorsa stagione all’Alessandria è stata soddisfacente anche se l’epilogo non è stato quello sperato. L’anno prima con il Santarcangelo dovevamo salvarci e invece, senza penalizzazione, saremmo arrivati ai playoff. Volevo salire ancora un gradino, ho trovato una piazza importante come Alessandria, sapevo di partire dal quartultimo posto ma con una rosa importante. Abbiamo capovolto la stagione passando da grandi difficoltà a grande entusiasmo, abbiamo riempito lo stadio. Speriamo di toglierci altre soddisfazioni qui ad Avellino”.

Questo suo salto in B è un atto di incoscienza o di coraggio?
Nella carriera di ognuno ci devono essere degli step, anche i migliori allenatori al mondo passando da un settore giovanile a una big hanno fatto un’esperienza nuova. In cinque anni ho fatto buone esperienze, sono sempre riuscito a creare un rapporto onesto con i gruppi allenati e questo è il segreto di buoni risultati. C’è poi il lavoro, la B è un campionato lunghissimo e difficilissimo, aperto a ribaltamenti, ma il calcio si basa sempre sulla serietà e sul lavoro, sul dare sempre il massimo, fino ad arrivare ai ragazzi. Sono all’esordio in questo campionato ma piu’ che spaventarmi mi dà nuovi stimoli”.

Avellino ha una tradizione di trita-allenatori, cosa si aspetta dalla piazza? E che obiettivi vi siete posti?
L’unico che ha avuto continuità qui è stato Rastelli, esordiente come me, speriamo sia di buon auspicio. Quindi essere esordiente non è per forza negativo. Avellino è stato un trampolino di lancio per la sua carriera, speriamo di fare altrettanto bene. Penso che Rastelli sia ricordato bene qui, il mio obiettivo è lasciare buoni risultati e un buon ricordo. Penso sia importante l’educazione, la persona, ma nel calcio posso anche essere educato ma senza risultati resto solo un incompetente. Ma ho le spalle larghe, racconto sempre poco della mia carriera di allenatore perché questa è un’altra vita, un’altra storia. Ma è normale che quello che ho fatto prima mi ha portato a prendermi delle responsabilità. Mi piace prendermele, forse perché da centrocampista dovevo gestire situazioni difficili ma questo mi ha sempre stimolato e non spaventato.
Sono contento che la società mi metta a disposizione un gruppo in parte confermato perché ha ottimi valori e potenzialità, e come sempre credo che bisogna avere umiltà, la B è delicata, siamo consapevoli della nostra forza e dobbiamo conquistarci le cose di partita in partita. Dobbiamo salvarci portando entusiasmo in città, in piazze come Avellino giocare in un ambiente entusiasta ti dà una grande spinta. Ma questo si ottiene non con le chiacchiere ma con comportamenti e prestazioni. Tengo molto alla preparazione atletica, a correre per tutta la gara, voglio una squadra intensa che renda la vita difficile a tutti”.

Sarà una squadra di giovani? Il modulo sarà il 3-5-2?
Credo che avere un bel mix in squadra è la cosa migliore, programmi basati su troppi giovani sono rischiosi, mentre troppo esperta ha anche qualche contro. Vogliamo un bel mix, portare linfa nuova ed entusiasmo. Sono consapevole che quando non si corre tutto diventa piu’ difficile, non sono un estremista in niente, nè modulo nè preparazione, ci vuole equilibrio ma idee chiare. Non voglio far “morire” la squadra ma fare un lavoro fisico importante”.

A qualche dei suoi tecnici si ispira? La prima volta che lavora al Sud: come vive questa esperienza?
Ho avuto diversi allenatori e penso di aver sempre preso la parte positiva, ho sempre avuto fortuna perché ognuno di loro mi ha lasciato molto e di ognuno cerco di prendere le esperienze che piu’ mi hanno segnato, in positivo o negativo. Al Sud ci ho giocato, a Sora e a Bari, di sicuro ci saranno tante persone che ci chiederanno di fare il massimo e questa è una spinta. Il fatto di dover far bene è chiesto da ogni piazza, una costante per ogni allenatore. Noi allenatore siamo sotto pressione in ogni allenamento e partita, e ogni settimana si ricomincia: una vita che dura 2-3 settimane e poi ricomincia perché è tutto legato ai risultati. Vengo da una società che non ha abitudine di dover cambiare allenatore per forza ma il nostro ruolo è molto delicato e legato a quello che si riesce a ottenere”.

Ha già scelto alcuni calciatori a lei graditi?
Abbiamo idee chiare, ci sono stati dei contatti, qualche giocatore me lo sono sempre portato dietro perché tecnicamente pensavo potesse darmi una mano importante. In quest’ottica qualche singolo che ho avuto ci potrebbe far comodo, non facciamo i nomi perché poi iniziano le aste, ma l’importante è che ci sia l’idea chiara sulla tipologia del giocatore di cui abbiamo bisogno. Ci tengo che siano persone propositive che abbiano volontà e comprensione che il lavoro è la cosa piu’ importante. Tecnicamente abbiamo le idee chiare e questo è importante”.

Ci sarà un’alternativa al 3-5-2?
Come dicevo non sono un estremista, ma non mi piace cambiare continuamente modo di giocare. In un modulo ci sono diverse interpretazioni in base agli avversari, il 3-5-2 di base ti consente di avere il campo occupato al meglio ma non è per forza fisso. L’anno scorso non avevo i giocatori adatti e ho fatto il 4-3-3, quest’anno stiamo costruendo la squadra per il 3-5-2″. 

E’ consapevole che ci saranno 2 derby importantissimi per la tifoseria?
“In tutte le piazze ci sono partite particolarmente sentite che valgono piu’ dei 3 punti a livello psicologico, possono cambiare anche l’umore della piazza e della squadra, l’importante è affrontarle con consapevolezza, sapere che la preparazione non deve stravolgere il modo di lavorare. Se si ha un modus operandi è giusto crederci e portarlo avanti. Sono consapevole che possono essere dei fattori importanti in una stagione”.

Cosa pensa del sintetico? Sa che potrebbe subire critiche per i risultati?
“Le critiche potranno esserci, è normale. Mi piace parlare con le persone, nel modo giusto, è corretto che tutti condividano le proprie idee. Con educazione sono sempre aperto ad ascoltare opinioni diverse. Incontrerò persone che mi definiranno preparato, altre per cui sono incapace, per alcuni educato, per altri maleducato, ognuno si fa la sua idea. Il sintetico è una soluzione intelligente e in alcuni casi necessaria, in Italia siamo indietro rispetto all’Europa e il sintetico ti dà una grande mano perché ti fa allenare al meglio. Allenarsi dove poi si gioca è un vantaggio per distanze e dimensioni del campo”.

Ha parlato di mix tra giovani ed esperti: ha già un’idea del blocco da confermare? 
“Il mix serve ma se si vuole arrivare a prendere alcuni giovani bisogna operare sotto traccia. Ho già un gruppo di valore che può garantire buone prestazioni e la base di partenza è ottima. Analizzeremo tutto al dettaglio in ritiro”.

Quando i primi contatti nella trattativa? Ha già visionato il ritiro?
“La trattativa è stata molto rapida, la società ha incontrato Foscaini e saputo che le strade si sarebbero separate sabato ci siamo incontrati e piaciuti. E’ stata molto veloce, l’idea di entrambi era di sposarsi e lo abbiamo fatto dopo un fidanzamento brevissimo, mi fa piacere di essere stato scelto tra tantissimi allenatori. Se sono stato scelto io ne sono contento e orgoglioso, non fa altro che aumentare la voglia di dimostrare. La società ha visionato il ritiro, io lo farò a brevissimo, sono stato informato che è una struttura ottima e potremo lavorare bene, la vedrò di persona a breve giro di posta”.

La coppia di attacco sarà Castaldo-Ardemagni?
“Ci sarà anche Mokulu che ha avuto un problema fisico ma è di livello. Ho a disposizione lo zoccolo duro formato da giocatori di qualità. Castaldo è una certezza, di personalità, Ardemagni e Mokulu possono rappresentare il top in categoria, hanno fisicità e buon feeling con la porta. Da allenatore sono contento di averli”.

Vuole confermarsi il rinnovo sul campo.
Se la società sarà soddisfatta del lavoro, a prescindere dalla classifica, scatterà il rinnovo. Non sono venuto qui perché volevo tanti anni di contratto, sono felice di essere qui e non ho paura di essere valutato un anno. Ambo le parti devono essere caute, ci studieremo e se tutti saremo contenti, in primis la società perché io lo sono già, scatterà l’opzione e io sarò soddisfatto. Non è un rinnovo legato alla fine della stagione ma da valutare in corso d’opera”.

Pubblicato da Gianluca Spiniello

Appassionato di sport, di calcio in particolare, scrivo per piacere prima che per lavoro, Tifoso di U.S. Avellino e Scandone, cerco di condividere questa passione attraverso le mie parole.

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