Avellino Calcio, salvezza raggiunta. Ma la stagione rimane deludente

Rosa sopravvalutata, derby perso e tante questioni extra-campo hanno rovinato la stagione

L’Avellino, dopo tanta sofferenza negli ultimi mesi, ha finalmente raggiunto la salvezza, che gli consentirà di disputare il sesto di campionato di fila in Serie B. E’ un traguardo storico per la società irpina, come abbiamo già evidenziato, ma detto questo, come ogni fine stagione è tempo di bilanci. E’ quello dell’Avellino 2017-18 non può essere certamente positivo, pure avendo scongiurato la retrocessione in Serie C, che sarebbe stata una catastrofe.

Il motivo è molto semplice. L’obiettivo dichiarato di quest’erano erano i play-off. Lo erano a giugno, quando era stato riconfermato Novellino e buona parte della squadra che aveva raggiunto la salvezza. Lo erano ad agosto, quando è arrivato anche il pezzo pregiato del mercato, Morosini. Erano l’obiettivo ancora a novembre, quando Max Taccone si era dimesso dalla carica di direttore generale per “mancanza di risultati sportivi”. Chiaro dunque, come l’obiettivo stagione non solo non sia stato raggiunto, ma neanche sfiorato.

AVELLINO CALCIO, I MOTIVI DI UNA STAGIONE COMPLICATA

Perché questo è avvenuto? Tanti sono i motivi della cattiva stagione dell’Avellino. Il primo è che, probabilmente, da parte di un po’ tutto l’ambiente, la rosa iniziale è stata sopravvalutata. Pur avendo l’Avellino molti giocatori con buona tecnica individuale, questi sono concentrati soprattutto dalla cintola in su (Morosini, Gavazzi, Bidaoui, Castaldo, Ardemagni) e peraltro, tranne Castaldo, tutti quanti hanno avuto dei problemi, di infortuni e di altro tipo. In particolare l’infortunio di Morosini, a ottobre, ha inciso pesantemente sui destini dell’Avellino, che ricordiamo aveva collezionato 13 punti nelle prime sette giornate.

La stagione è radicalmente cambiata il 15 ottobre, con il derby perso in modo incredibile per 3-2 al Partenio-Lombardi. Oltre al fatto che questa partita rimarrà un onta negativa nella storia dell’Avellino, per come è maturata, la sconfitta subita ha gettato la squadra biancoverde in una crisi nera, di gioco e di risultati, da cui non si è mai più ripresa.

Il parapiglia al fischio finale

Dopo l’illusoria vittoria del 24 ottobre contro la Pro Vercelli, l’Avellino non ha vinto per due mesi, in cui mentre la squadra lentamente scendeva in classifica, fuori dal campo è successo di tutto e di più. Prima, è iniziata la contestazione verso Taccone, per le frasi infelici sulla Salernitana e soprattutto per la trattativa con Ferullo, inviso alla piazza biancoverde anche a causa dell’amicizia dell’imprenditore laziale con Claudio Lotito.

Quindi, la trattativa societaria tra Taccone e l’ex socio Gubitosa, che naufragata per i presunti debiti fuori bilancio della società, ha contribuito ad invelenire ulteriormente l’ambiente già incandescente. Per finire, l’Avellino è stato accusato nuovamente per il calcio-scommesse, nel processo Money-Gate, e la società è stata costretta nuovamente a difendersi in tribunale da un accusa pesantissima, quella di responsabilità diretta, che avrebbe comportato la retrocessione diretta.

In tutto questo caos, la squadra, nel periodo che va dall’8 ottobre 2017 (Bari-Avellino 2-1) al 2 Aprile 2018 (recupero Avellino-Bari 1-2) , in pratica, più di un girone, è riuscita a vincere la miseria di quattro partite, con il risultato di sprofondare in classifica fino ai margini della zona play-out. Arriva quindi l’esonero di Novellino e l’arrivo dell’esperto Foscarini.

Il tecnico ex Cittadella, dopo un buon inizio, sembrava accusare gli stessi problemi che la squadra aveva con Novellino (infortunati, fragilità psicologica). Poi, complice anche un calendario che nelle ultime due ha messo di fronte squadre senza particolari obiettivi di classifica, è riuscito a raddrizzare la barca e a condurla in porto, seppur con tantissima fatica.

AVELLINO CALCIO: QUALI SCENARI?

All’indomani della salvezza, è giunta la notizia del fallimento della trattativa societaria con i fratelli Gravina. Dunque, può piacere o no, ma è ancora Taccone l’unica certezza dell’Avellino. La speranza è che si impari dai tanti errori di questa stagione, per programmare un futuro più tranquillo e dei campionati più ambiziosi, perché i tifosi dell’Avellino, e in particolare i 2.000 che ieri si sono recati a Terni, meritano di più di una salvezza conquistata all’ultima giornata.

Gravina a Sport Channel: “Trattativa per l’Avellino terminata”

Dolomiti Energia Trento-Sidigas Avellino 84-68 Risultato Finale