Castelvetere piange Agostino Della Gatta ad un anno dalla scomparsa

Il ricordo ad un anno dalla prematura scomparsa

Circa un anno fa, nella notte tra il 29 e il 30 gennaio 2017, nella sua casa di Nusco, in Alta Irpinia, è venuto prematuramente a mancare Agostino Della Gatta, a soli 48 anni, ideatore del progetto di promozione Irpinia Turismo e, fino ad allora, gestore dell’Albergo Diffuso nel Borgo antico di Castelvetere sul Calore. Agostino Della Gatta era innamorato dell’Irpinia e delle sue eccellenze. Ha promosso fino alla fine il territorio dove è nato e cresciuto, quel territorio che lo ha portato in giro per il mondo a promuovere un patrimonio unico nel suo genere.

Agostino ha promosso l’albergo diffuso di Castelvetere sul Calore, autentico gioiello di un borgo antico recuperato e valorizzato. Ha promosso le bontà irpine in ogni evento nazionale e internazionale tessendo una rete proficua di scambi con imprenditori, aziende e buyers. Con lui, un anno fa, è andato via un pezzo eccellente di questo territorio che va non solo promosso ma soprattutto difeso. Era l’anima di Irpinia Turismo, uno dei maggiori esperti di marketing territoriale e ricettività d’Irpinia. Un innovatore, sempre attento alle nuove tendenze, delegato per la Campania dell’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi.

Agostino Della Gatta

Con l’Albergo Diffuso di Castelvetere, altra sua creatura di cui era molto orgoglioso, aveva portato in questo piccolo comune dell’Irpinia turisti da ogni parte del globo, Cina inclusa. Per questo e non solo per questo Castelvetere ricorda Agostino della gatta ad un anno dalla sua scomparsa; lui che qui ha lasciato un indelebile ricordo: la sua creatura, l’albergo diffuso.

Castelvetere Sul Calore, la terrazza sull’Irpinia, si trova più o meno al centro della verde terra e sorge a 750 metri sul livello del mare, situato sulle pendici del monte Tuoro, alto 1424 metri, facente parte dei Monti Picentini. A valle è percorso, invece, dal fiume Calore Irpino. Caratteristico è il paesaggio circostante: la vista si estende nelle zone limitrofe fino a comprendere circa altri 30 paesi dell’Irpinia, un numero raramente eguagliato dai  vicini centri abitati e che fa di Castelvetere una vera e propria “terrazza sull’Irpinia“.

L’Aglianico

L’Albergo Diffuso, denominato “BC Borgo di Castelvetere – Albergo Diffuso”, è sostanzialente una struttura ricettiva alberghiera situata in un unico centro abitato, formata da più stabili vicini fra loro, con gestione unitaria e in grado di fornire servizi di standard alberghiero a tutti gli ospiti. L’albergo diffuso è, in primo luogo, un albergo, anche se particolare, che non si costruisce, ma che nasce mettendo in rete case pre-esistenti. In altre parole l’albergo diffuso è un albergo orizzontale che si caratterizza per una serie di requisiti, che sono stati messi a punto dopo una lunga serie di esperienze sul campo, avviate a partire dai primi anni ’80 in Friuli e Sardegna. E’ anche il caso del Borgo Antico di Castelvetere sul Calore, anche se di recente formazione. L’obiettivo del progetto è quello di rianimare i centri storici di piccoli comuni, garantire uno sviluppo eco-sostenibile e alla portata di tutti, favorire la crescita economica delle comunità. Caratteristico dei centri storici di comuni fino a 5mila abitanti, l’albergo diffuso deve essere in grado di garantire abitabilità, vitalità, vivibilità e animazione della vita economica attraverso attività commerciali enogastronomiche e di artigianato tipico.

A Castelvetere, conclusi i lavori di recupero e sistemazione del borgo, è stato inaugurato il rinnovato, caratteristico e suggestivo centro storico, che è diventato una struttura ricettiva turistica originale, la cui formula si è rivelata assai adatta per comuni e borghi che ospitano centri storici dotati di interesse culturale e di attrattività. L’albergo diffuso nasce per offrire un’esperienza di soggiorno all’interno di una piccola comunità, di un centro storico, a cui il turismo può fornire lo stimolo per la nascita e lo sviluppo di nuovi servizi e l’opportunità di crescita attraverso la valorizzazione dei prodotti e della cultura locali. E’ un albergo a tutti gli effetti ma ha la peculiarità di aderire al territorio in cui sorge ed è particolarmente rispettoso dei contesti ambientale ed urbano preesistenti, dal momento che non si basa sulla costruzione di nuovi immobili ma sull’utilizzo e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente. L’albergo diffuso si rivolge a coloro che sono interessati a soggiornare in un contesto urbano di pregio, a vivere a contatto con i residenti, più che con gli altri turisti e ad usufruire di normali servizi alberghieri, come la colazione in camera o il servizio ristorante.

L’iniziativa ha fatto sì che si potessero valorizzare vecchi edifici chiusi e non utilizzati, ed al tempo stesso si realizza anche un indotto per l’economia e lo sviluppo turistico. Per diventare albergo diffuso, il borgo di Castelvetere sul Calore ha aderito all’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi di cui Agostino Della Gatta era referente per la Campania. Il centro storico irpino è stato pioniere in Campania per quanto riguarda il recupero degli edifici e la loro destinazione turistica. Agostino aveva fatto dell’albergo diffuso di Castelvetere il fiore all’occhiello degli alberghi diffusi di tutto il territorio provinciale.

La maccaronara

Per la sua posizione geografica, tutta la  valle del fiume Calore, di cui Castelvetere fa parte, è ricca di vitigni che producono uve di varie specie (barbera,  sangiovese,  coda di volpe, aglianico); tra queste, sicuramente il  fiore all’occhiello di Castelvetere è il vitigno Aglianico, da cui vengono prodotti i vini Aglianico DOC ed il Taurasi DOCG. Di non minore importanza sono le coltivazioni di olive da olio, di castagne, di noci, di nocciole, di pere “spadoni” e di mele “lemongelle”. Altre produzioni locali sono gli insaccati: sopersate (soppressate), sausicchi (salsicce) e prosciutto crudo. Inoltre il sottobosco castelveterese è ben fornito di funghi (anche porcini), fragole di bosco, origano e tartufi, che rendono rinomata la cucina tradizionale, arricchita ancora dalle ottime paste caserecce, tra cui un posto di rilievo deve essere riservato alla maccaronara di Castelvetere, tipica pasta lunga per la quale a metà agosto si allestisce solitamente l’omonima sagra, giunta nel 2014 alla XXXVII edizione, accompagnata però anche da cecaluccoli, cavatielli, orecchie ‘e prieuti (trad. “orecchie di prete”) e fusilli.

Il monumento più rappresentativo e più visitato del paese  è senza ombra di dubbio il Santuario diocesano dedicato a Maria Santissima delle Grazie, Patrona di Castelvetere, che si festeggia in due momenti durante l’anno, il 28 aprile e il 2 luglio. Delle due date riveste maggiore importanza quella del 28 aprile, perché è in questa occasione che si svolge la processione a cui partecipano le cosiddette “spunziatrici” (dispensatrici), bambine di circa otto/nove anni, vestite di bianco e ornate da numerosi monili d’oro, proprio come la statua della Madonna delle Grazie, accompagnate da un cavaliere e da una madrina.

La fontana dello zoppo

Altri monumenti  interessanti di Castelvetere, oltre alle Chiese di Maria Santissima delle Grazie e di San Lorenzo, innanzi citate, sono la Fontana dello Zoppo, un tempo lavatoio pubblico, costruita in pietra locale agli inizi del 900; poi troviamo la Cappella cimiteriale, la prima in Italia che venne costruita prima dell’Editto di Saint Cloud; la Chiesa di San Michele, dalla quale è possibile visionare tutto il panorama circostante data la sua posizione privilegiata, posta ad un’altezza maggiore rispetto al centro abitato. Infine la Ripa, oggi rinominata Borgo Antico, una volta il centro del paese, che nel dopo terremoto del 23 novembre 1980 è rimasto praticamente disabitato. Il Comune, con la ricostruzione post-terremoto di nuove abitazioni in altre zone del territorio comunale, ha acquisito tutti gli immobili della Ripa, che, nel tempo, sono stati oggetto di una profonda ristrutturazione. Qui si trova la chiesa di Santa Maria Assunta con il Campanile Settecentesco. Oggi nel Borgo Antico, quasi completamente  ristrutturato, sorge l’Albergo Diffuso, creatura voluta dal compianto Agostino Della Gatta, il cui ricordo resterà nelle menti, nei cuori e nelle anime dei castelveteresi di ieri, di oggi e di domani.

Bonn-Avellino 79-74, Sacripanti: “Abbiamo perso dando il massimo”

Telekom Bonn-Sidigas Avellino 79-74, pagelle: Rich dannosissimo