C’era una volta il Commendatore Sibilia

Negli anni ottanta nel guardare il calendario della Serie A potevi facilmente imbatterti in squadre come Avellino, Catanzaro, Ascoli, Catania, Como o Pisa. Nel calcio di oggi dove a farla da padrone sono sempre di più le televisioni e i soldi, una cosa del genere, salvo alcuni casi, diventa sempre più difficile. Quello di allora era un calcio di provincia, ma le loro presenze non erano casuali ma bensì l’espressione di piccole città con una grande passione dietro. Era l’epoca di presidenti come Sibilia, Massimino, Rozzi e Anconetani personaggi, per non dire padri-padroni, che tennero alto il vessillo della provincia nell’allora campionato più bello del mondo.  Ad un anno di distanza dalla morte del Commendatore, i ricordi che ancora oggi ci “perseguitano” sono ancora tanti, tantissimi.

Sibilia è stato un personaggio dalla “doppia vita”. Se quello “privato” poteva apparire in certi versi discutibile (presunti legami con la camorra che gli costarono l’arresto; la medaglia d’oro consegnata al boss Cutolo), quello “calcistico” dimostrò grandi doti manageriali. La sua capacità è sempre stata quella di andare a prendere calciatori sconosciuti o quasi, giovani di belle prospettive e calciatori reduci da infortuni o da annate storte; amalgamare il tutto e puntualmente il risultato era sempre lo stesso: salvezza in campionato e cessione dei pezzi pregiati a qualche big. L’affare più grande da lui operato in massima seria resta, senza dubbio, quello con la Juventus (di cui lui era simpatizzante): Tacconi, Favero, Limido e Vignola ceduti alla Vecchia Signora per 12 miliardi di vecchie lire. Senza dimenticare gli allenatori e i calciatori che sono transitati per Avellino: Marchesi, Bianchi, Barbadillo, Carnevale, De Napoli, Juary e chi più ne ha più ne metta.

Antonio Sibilia Un Anno Senza Te

 

A distanza di un anno il suo ricordo è ancora vivo, oggi che non c’è più ci rimangono le sue intuizioni calcistiche e qualche strafalcione linguistico: Sibilia:<< Fummo andati in Brasile e comprammo Juary>>. Cronista: <<Presidente…. Siamo…>>. Sibilia: << Dicevo, fummo andati in Brasile e comprammo Juary…>>. Cronista: << Presidente….SIAMO>>. Sibilia: << Ma che si venuto pure tu?>>.

ANTONIO SIBILIA: UN ANNO SENZA TE

Pubblicato da Stefano D'Argenio

Mi chiamo Stefano D’Argenio, sono nato ad Avellino il 17 dicembre 1981. Appassionato di calcio, seguo le sorti dell’Avellino da più di vent'anni, collezionando nel tempo qualsiasi cosa riguardasse la squadra (articoli, foto, video). La passione in tutti questi anni non è mai diminuita, anzi mi ha portato a creare una pagina “Storia dell’Avellino calcio” che è attiva su facebook.

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