Chi è Samorì, possibile acquirente dell’Avellino

Scopriamo chi è uno degli imprenditori interessati all’Avellino

Giorni caldi in casa Avellino. Walter Taccone è atteso dalla scelta sul possibile acquirente della società biancoverde. Serve un investitore che lo convinca per aiutarlo nelle spese per la Serie B. Nel discorso  c’è anche la questione stadio Partenio-Lombardi, un discorso che potrebbe convincere eventuali acquirenti a fare uno sforzo maggiore.

Uno dei nomi su cui Taccone sta ragionando è quello di Gianpiero Samori. Non una novità considerato l’interesse già di un anno fa del modenese nei confronti dell’avellino con anche un incontro con Taccon e 12 mesi fa. In attesa di scoprire se esiste una trattativa reale con Samorì e se si arriverà ad una conclusione, i tifosi dell’avellino possono solo aspettare e nel frattempo cerchiamo di conoscere meglio chi è questo Gianpiero Samorì, direttamente dal suo sito personale www.gianpierosamorì.it.

Mi chiamano avvocato, professore, assicuratore, industriale, immobiliarista, editore, etc..

Non è facile ricondurmi a un’unica categoria. Di certo, sono una persona molto eclettica che ha fatto tutto da solo partendo dal niente. Sono nato a Montese, in provincia di Modena, il 25 Maggio 1957. Dopo la maturità scientifica, mi sono laureato con lode all’università di Giurisprudenza di Bologna. Nel 1984 divento procuratore legale. Nel 1987, dopo il Dottorato di Ricerca, ottengo il titolo di professore di Diritto Fallimentare presso la Facoltà di Giurisprudenza di Urbino, ruolo che ancora ricopro con grande passione e orgoglio insieme a quello di Avvocato.
Dal 1991 al 2000 ho presieduto il Consorzio Lattiero Caseario Italiano, di cui sono stato anche Commissario Governativo negli anni ‘90. Nel 2002 ho costituito, diventandone presidente, Banca Modenese S.p.a. e Assicuratrice Milanese S.p.a. Infine, sono tra i soci fondatori di Bper Futura, un’associazione senza scopo di lucro che si propone di promuovere una partecipazione attiva, cosciente ed informata dei Soci alla vita sociale della Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Da sempre sono attivo nel reclamare una politica di gestione delle banche più attenta alle esigenze dell’economia reale, consapevole che l’arginare gli incredibili privilegi di cui gode la casta dei banchieri sia l’unico modo per limitare la gestione autoreferenziale e dannosa che questi ultimi stanno portando avanti da troppi anni: è la banca a dover essere al servizio dei cittadini, non il contrario”.

 

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