Chirurgo irpino di Pietradefusi salva un bimbo con trapianto di fegato

Il giorno di Natale, a Padova, un chirurgo irpino, di Pietradefusi, il dott. Umberto Cillo, con la sua equipe, ha effettuato il trapianto di fegato ad un bambino, salvandogli di fatto la vita. Il dott. Umberto Cillo, originario di Pietradefusi, è direttore del reparto di Chirurgia epatobiliare dell’ospedale di Padova, dove è stato effettuato l’intervento in questione. Il fegato trapiantato è stato prelevato dal corpo di un bambino di 4 anni deceduto all’estero.

Pietradefusi, il paese d’origine del dottor Cillo è la patria del torrone irpino di Dentecane, località frazione del comune di Pietradefusi (‘A Preta in dialetto), un comune irpino della media valle del Calore di circa 2.000 abitanti. Fa parte dell’Unione dei Comuni della Media Valle del Calore e la sua frazione Sant’Elena Irpina ospita la sede comunale. Le altre frazioni del comune sono Pietra, Dentecane, Sant’Angelo a Cancelli, Pappaceci e Vertecchia.

Il paese è noto per la produzione artigianale del torrone esportato in tutto il mondo anche se il grande pubblico associa il torrone al nome della frazione Dentecane, nella quale effettivamente hanno sede le 5 aziende di produzione del famoso dolce: Di Iorio Vincenzo, I.T.A.N. Dei F.lli Nardone, I.T.A.P. Industria torrone e affini Politano Sas, Nardone Di Nino Nardone & C. Snc e infine Pantorrone Garofalo.

Situato al confine tra le province di Avellino e Benevento, Pietradefusi si estende ai piedi di Montefusco e occupa la parte collinare situata nella Media Valle del Calore, alla sinistra del fiume. La zona è caratterizzata da rilievi non molto elevati che separano la valle di questo fiume da quella del Sabato. Il Comune si trova a 400 metri sul livello del mare anche se la frazione Sant’Angelo a Cancelli si trova a ben 500 metri di altitudine. La parte a Nord del Comune è composta dalla “Piana di Vertecchia” dove trovano posto a numerose aziende agricole.

Il paese vanta origini medioevali perchè si sviluppa tra il XII e il XIII secolo. Lorenzo Giustiniani, nel suo “Dizionario Ragionato del Regno di Napoli, 1804, descrive “Questa terra si vuole surta da cinque secoli, comprende quattro villaggi, chiamati Pappaciceri, Pisciano, Serra e Venticane. Gli abitanti ascendono a circa 5000 “. L’origine storica è testimoniata, dalla suggestiva Torre Merlata, appartenuta nel XVI secolo ai duchi Acquaviva d’Aragona, costruita dal nobile Giacomo Tocco nel 1431, nella terra “della Pietra delle fusi”, la quale richiamò i profughi del distrutto San Pietro della Sala. Il nobile Tocco diede inizio su una piccola collina rocciosa, e cioè su una grossa pietra, sita a nord-ovest di ciò che rimaneva di S. Pietro della Sala, alla costruzione di una piccola fortezza, costituita da una casa-castello con al centro, nel suo punto più alto, un grosso torrione merlato. In seguito a questa costruzione seguirono quelle dei casali vicini, in particolare di quello di Venticano, distrutto nel 1528 di Francesi. Queste furono tanto numerose che nel giro di pochi anni nacque un grosso paese, non a caso, chiamato “Pietra delli Fusi” cioè Pietradefusi. L’Università di Pietradefusi era ben organizzata, risulta infatti che possedesse, oltre alla fortezza, un centro religioso identificato dalla Chiesa di S. Maria del Piano, una farmacia e un centro studi, entrambi curati dai monaci di Montevergine.

Il centro antico consente di ammirare i suggestivi panorami tra cui la Monumentale Chiesa Collegiata della SS. Annunziata, costruzione in stile barocco, imponente per le sue linee architettoniche e decorative. A Dentecane ammiriamo la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo che si trova all’angolo tra Via Roma e Via Dionisio Pascucci. Quest’ultimo è stato colui che la fece costruire nel 1815 in memoria del figlio Paolo morto prematuramente. La facciata presenta tre portali d’ingresso. Quello centrale è affiancato da due nicchie che in passato ospitavano le statue dei santi a cui la chiesa è dedicata. La facciata presenta un grande rosone in pietra locale e vetrate colorate. La chiesa di San Giuseppe si trova, invece, di fronte al campo sportivo ed è il più antico edificio tuttora esistente di Pietradefusi. Oggi ne rimangono solo dei ruderi, ma rimangono in piedi la facciata e parte delle mura perimetrali. Fu probabilmente costruita nel 1773 dall’abbazia di Montevergine. Essa era di dimensioni modeste e si può ancora ammirare il portale in pietra. La Chiesa della Madonna dell’Arco è un edificio abbandonato e sconsacrato ed era la vecchia sede della Confraternita della Madonna dell’Arco. Si trova negli immediati pressi della Torre Aragonese ed è provvista di un imponente torre campanaria. Santo Patrono del Comune di Pietradefusi è S. Faustino Martire.

La Torre Aragonese è il fulcro attorno al quale si è sviluppata l’odierno centro storico. Essa è stata edificata nel 1431 dal nobile Giacomo de Tocco. La Torre è definita Aragonese per via dei duchi Acquaviva D’Aragona che furono feudatari dal XV al XVII secolo. L’intera struttura era concepita come un palazzo signorile con l’aggiunta del grande torrione a pianta quadrata.

Da oltre 130 anni nel mondo prospera la Congregazione delle Suore Francescane Immacolatine, fondata a Pietradefusi l’8 dicembre 1881 dal Cappuccino Padre Ludovico Acernese e ispirato dalla serva di Dio Teresa Manganiello. Si è concluso il 22 maggio 2010 il processo di beatificazione di Teresa Manganiello, giovane contadina irpina, che con la sua vita intensa e breve (1849-1876) diede una dirompente testimonianza di virtù evangelica. La “monachella santa” che nutrì una forte e costante brama di vita religiosa è stata pietra angolare per la fondazione dell’Istituto delle Suore. A lei è dedicato il Museo presso la Casa Madre delle Suore Immacolatine in un convento nel centro storico di Pietradefusi splendidamente restaurato. Attualmente la Congregazione è diffusa in Italia, in Brasile, nelle Filippine, in India, Australia e Indonesia. E’ stato anche girato un film su Teresa Manganiello “Sui passi dell’amore” (2012) che, oltre al circuito cinematografico, è stato anche trasmesso da Rai Uno.

Oltre al torrone, di cui si è fatto cenno all’inizio, a Pietradefusi troviamo altri ottimi prodotti tipici: i Fusilli, fatti a mano dalle donne nei giorni di festa anche se oggi si preferisce acquistarli nei pastifici artigianali presenti in zona. La Braciola pietradefusana che consiste in fette di carne bovina arrotolata e tenuta insieme da uno spago da cucina. Essa contiene formaggio e diverse erbe e si deve far cuocere nel ragù lentamente. Rappresenta il piatto tipico della domenica. La zona di PIetradefusi è caratterizzata da una presenza di molti vini tra i quali spicca, per tipicità del territorio, l’Aglianico. A Pietradefusi si produce l’olio “Irpinia – Colline dell’Ufita”.

Appuntamento alla prossima settimana con l’Irpinauta per far visita ad un’altra splendida località irpina!

Mercato Avellino 2018, Suagher in uscita?

Mastalli, l’agente: “Avellino è una società che piace”