Frog One: lo smartphone irpino low cost

La società irpina HS Informatica ha lanciato sul difficile mercato degli smartphone il suo smartphone low cost e dual sim: il Frog One. Le caratteristiche dello smartphone, che sarà in vendita a soli 49 euro, sono molto interessanti: Android 7.0 Nougat, CPU da 1.3 GHz Quad Core, GPU Mali 400 MP2 500Mhz, 16 GB di memoria di cui 8 interni e 8 esterni su sd compresa nel prezzo, RAM da 1 GB, fotocamera frontale da 2.0 mpx e posteriore da 5.0 mpx, connettivitá 3G, Wi-Fi, batteria da 2150 mAh, dimensioni 143 x 73,5 x 9,9 mm, possibilità di montare due sim. Frog One è acquistabile direttamente dal sito della iREPLACE oppure in uno dei 50 punti vendita in Italia.

C’è tanta Irpinia in questo smartphone economico, visto che l’azienda che lo commercializza è l’HS Informatica di Michele Gubitosa, entrata di recente in IReplace.

Non a caso, lo spot del Frog One è girato nella città di Avellino, nella centralissima Piazza Libertà. Per i meno giovani si tratta del centro di Avellino, il luogo di riunione per la discussione con gli amici e, in un lontano passato, per la frequentazione di alcune caffetterie che occupavano i locali al piano terra di alcuni palazzi ricostruiti o restaurati, o anche per la passeggiata lungo la strada che tagliava la Piazza, collegando direttamente il Corso con Via Nappi. La denominazione precedente era di Piazza dei Tribunali, visto che il Palazzo Caracciolo ebbe la funzione di luogo di amministrazione della Giustizia. La Piazza presenta una forma irregolarmente rettangolare, più precisamente trapezoidale, visto che il lato su cui si sporge il Palazzo di Governo è più lungo di quello su cui insiste il Vescovato. Altro edificio da segnalare presente sulla Piazza è il Palazzo Testa. Nella vecchia conformazione della Piazza, prima delle demolizioni per il suo ampliamento, erano presenti anche la vecchia Chiesa del Rosario (legata al Palazzo di Governo, ex Convento) e la Chiesa di S. Francesco (lato sede ex Banco di Napoli).

Dalla piazza Libertà parte il Corso Vittorio Emanuele II che qualifica notevolmente Avellino, differenziandola nettamente da cittadine di simile dimensioni, nessuna delle quali può vantare una strada principale che presenta le sue positive peculiarità: lunghezza (due chilometri), ampiezza, posizione in piano, lastricato in pietra lavica, presenza di edifici significativi, bella prospettiva (si vede in lontananza la Torre dell’Orologio. Sul Corso Vittorio Emanuele II, che rappresenta la strada principale di Avellino e su cui prima del terremoto nei giorni festivi si assisteva allo struscio, si affacciano il Palazzo del Governo, che ospita la Prefettura, il Palazzo De Peruta (angolo iniziale di Via Pasquale Stanislao Mancini), un tempo sede del Municipio, la Chiesa del SS Rosario, il Convitto Nazionale Pietro Colletta, la Villa Comunale.

Il proseguimento di Corso Vittorio Emanuele è Viale Italia, un tempo Viale Regina Margherita, che ospita dei bellissimi platani. Di certo, la presenza di un viale alberato è antica, visto che è attestata da documenti già alla fine del XVII secolo ed all’inizio del XVIII secolo. Da Corso Vittorio Emanuele e Piazza Libertà si scorge la Torre dell’Orologio, simbolo di Avellino, un bel monumento in stile barocco che sovrasta la Piazza Amendola, dove si trova il Palazzo della Dogana, anche se la sua base è collocata dietro le palazzine che sporgono su tale piazza, esattamente alla Salita dell’Orologio, nei pressi dell’ingresso delle Grotte longobarde. La torre è alta circa quaranta metri. La Torre sarebbe stata edificata su di una preesistente rocca delle antiche mura di Avellino (precisamente su di una precedente torre di avvistamento a sua volta edificata su un precedente campanile). Invece, recentemente, si è ritenuto che la sua realizzazione avvenne nel XVII secolo, su progetto di Cosimo Fanzago. Data la sua altezza e la sua collocazione, la Torre dell’Orologio sovrastava gli edifici circostanti e la sua sommità è visibile da lontano, persino dalla fine del Corso Vittorio Emanuele II.

L’Ingresso della Villa Comunale

Nella parte alta del Corso Vittorio Emanuele II troviamo la Villa Comunale che è quel che rimane del vecchio Orto botanico, istituito dal Consiglio Provinciale del Principato Ultra nel 1819.  L’attuale notevole varietà di piante, tra cui spiccano i platani ed i tigli, è frutto del lavoro iniziato nel 1839 relativo ad una sperimentazione voluta dall’Economista Federico Cassitto. La struttura venne inaugurata, però, più di dieci anni dopo, il 31 luglio 1850, in un momento non fortunato, visto che la carenza di fondi che si registrò a seguito dell’Unificazione italiana, impedì che all’Orto Botanico venissero dedicate le cure che meritava. Nel 1916, si ebbe il passaggio amministrativo dalla Provincia al Comune, onde consentirne una pubblica fruizione. Nel 1956, il Ministero della Pubblica Istruzione vincolò con Decreto l’area, in parte impiegata per la realizzazione del Museo Provinciale Irpino e della sovrastante Biblioteca Provinciale.

Palazzo della Dogana

Qui sotto potete visionare il video dello spot del Frog One, realizzato in Piazza Libertà ad Avellino, dalla quale, facendo pochi e gradevoli passi, è possibile visitare le bellezze del capoluogo Irpino appena descritte. Non vi resta che fare visita alla capitale d’Irpinia scattando tante belle foto col vostro smartphone, magari proprio un Frog One.

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