La maccaronara di Castelvetere cucinata da chef D’Agostino

La maccaronara di Castelvetere

Si è tenuta a Napoli dal 27 al 29 ottobre scorsi l’edizione 2017 di “Cibo a Regola d’Arte”, la kermesse del Corriere della Sera sul buon cibo, che per 5 edizioni ha portato i più grandi chef a Milano con un grandissimo successo di pubblico: 12.000 le presenze per l’ultima edizione milanese.

La cucina del Sud sta vivendo una stagione felice, ricca di riconoscimenti internazionali: è da questo Rinascimento gastronomico che Corriere della Sera ha voluto partire per riflettere e raccontare le radici di una tradizione importante senza scadere nel folklore, un mix di passato culinario, pensiero contemporaneo e biodiversità, tra memoria e contaminazioni esterne. Con la consueta felice combinazione di laboratori di cucina, masterclass e conversazioni a ingresso libero il pubblico ha potuto incontrare chef stellati, ma anche scrittori, artisti e uomini di spettacolo. Direttore artistico della manifestazione, come per le altre edizioni, è stata la food editor del Corriere della Sera Angela Frenda.

Lo chef D'Agostino
Lo chef D’Agostino

È nelle migliori osterie di Avellino che Gianluca D’Agostino, originario di Castelvetere sul Calore, inizia la sua carriera culinaria; subito dopo tocca alla capitale, dove lavora nelle cucina di Angelo Troiani e Fabio Baldassarre. Seppur giovane lo chef, classe 1977, colleziona tante e importanti esperienze, come quella al Don Alfonso 1890, alla Locanda Locatelli di Londra e all’Alkimia e Coure di Barcellona. Sulla sua strada poi Napoli e la cucina del Veritas: nel 2010 si trasferisce nel capoluogo partenopeo, una città bellissima e piena di contraddizioni e con un patrimonio gastronomico importantissimo. La cucina di Gianluca D’Agostino attinge dalle tradizioni che vengono riproposte alla clientela del Veritas in modo contemporaneo e senza perdere di vista l’obiettivo, quello di soddisfare sempre il palato di chi varca le porte del ristorante. Al Veritas, lo chef di Castelvetere ha un solo obiettivo: rinsaldare ogni giorno il legame fra alta cucina e i frequentatori del suo ristorante napoletano. La sua è una cucina contemporanea intesa come un mix fra tradizione e modernità. Il Veritas è un ristorante gourmet che spazia fra pesce carne e verdure, e che presta molta attenzione al territorio con piatti che hanno un forte legame con la tradizione.

D'Agostino 3

Il paese d’origine dello chef D’Agostino, Castelvetere sul Calore, è posto più o meno al centro dell’Irpinia, sorge a 750 metri sul livello del mare ed è situato sulle pendici del monte Tuoro, alto 1424 metri, facente parte dei Monti Picentini. A valle è percorso, invece, dal fiume Calore Irpino. Caratteristico è il paesaggio circostante: la vista si estende nelle zone limitrofe fino a comprendere circa altri 30 paesi dell’Irpinia, un numero raramente eguagliato dai vicini centri abitati e che fa di Castelvetere una vera e propria terrazza sull’Irpinia.

D'Agostino

Per la sua posizione geografica, tutta la valle del fiume Calore, di cui Castelvetere fa parte, è ricca di vitigni che producono uve di varie specie (barbera, sangiovese, coda di volpe, aglianico); tra queste, sicuramente il fiore all’occhiello di Castelvetere è il vitigno Aglianico, da cui vengono prodotti i vini Aglianico DOC ed il Taurasi DOCG. Di non minore importanza sono le coltivazioni di olive da olio, di castagne, di noci, di nocciole, di pere “spadoni” e di mele “lemongelle”. Altre produzioni locali sono le ottime paste caserecce, tra cui un posto di rilievo deve essere riservato alla maccaronara di Castelvetere, tipica pasta lunga per la quale a metà agosto si allestisce solitamente l’omonima sagra, giunta nel 2017 alla 40^ edizione; ed è proprio questa pasta che ha proposto Gianluca D’Agostino alla kermesse “Cibo a Regola d’Arte”, spiegandone i segreti e come prepararla e cucinarla.

La maccaronara di Castelvetere
La maccaronara di Castelvetere

Castelvetere è rappresentata senza dubbio dal Santuario diocesano dedicato a Maria Santissima delle Grazie, Patrona di Castelvetere, che si festeggia in due momenti durante l’anno, il 28 aprile e il 2 luglio. Delle due date riveste maggiore importanza quella del 28 aprile, perché è in questa occasione che si svolge la processione a cui partecipano le cosiddette “spunziatrici” (dispensatrici), bambine di circa otto/nove anni, vestite di bianco e ornate da numerosi monili d’oro, proprio come la statua della Madonna delle Grazie, accompagnate da un cavaliere e da una madrina.

Veduta di Castelvetere
Veduta di Castelvetere

Altri monumenti  interessanti di Castelvetere sono la Chiesa di San Lorenzo, la Fontana dello Zoppo, la Cappella cimiteriale, la prima in Italia che venne costruita prima dell’Editto di Saint Clou, la Chiesa di San Michele, dalla quale è possibile visionare tutto il panorama circostante data la sua posizione privilegiata, posta ad un’altezza maggiore rispetto al centro abitato e, infine, la Ripa, oggi rinominata Borgo Antico, una volta il centro del paese, che nel dopo terremoto del 23 novembre 1980 è rimasto praticamente disabitato. Il Comune, con la ricostruzione post-terremoto di nuove abitazioni in altre zone del territorio comunale, ha acquisito tutti gli immobili della Ripa, che, nel tempo, sono stati oggetto di una profonda ristrutturazione. Oggi nel Borgo Antico, quasi completamente ristrutturato, sorge un Albergo Diffuso e qui si trova la chiesa di Santa Maria Assunta con il Campanile Settescentesco.

L'Albergo diffuso a Castelvetere
L’Albergo diffuso a Castelvetere

Merita una breve menzione anche il Carnevale castelveterese, sicuramente meno famoso di quelli più blasonati ma non meno affascinante. Tant’è che risulta tra i più artistici ed più rinomati Carnevali d’lrpinia e della Regione Campania. Baluardo del Carnevale, ma anche di altre feste del paese, rimane la tarantella montemaranese, antico e coinvolgente ballo, tipico di queste zone.

Vi rinnovo l’appuntamento a giovedì prossimo con l’Irpinauta e vi invito a recarvi a Castelvetere sul Calore per assaggiare la maccaronara e non solo.

Pubblicato da Salvatore Nargi

37 anni, di cui 14 trascorsi a Castelvetere sul Calore (AV) ed il resto in giro per l'Italia, prima a Roma dove mi sono trasferito per motivi di lavoro dei miei genitori e poi a Cremona, dove attualmente vivo e lavoro. Sono sposato con Sara, che amo alla follia, e ho 2 figlie meravigliose.

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