Money Gate, per l’Avellino chiesta la retrocessione

Come era ampiamente prevedibile, nella prima udienza del processo Money Gate, per l’Avellino è stata chiesta la retrocessione d’ufficio in Serie C per responsabilità diretta, oltre a tre punti di penalizzazione da scontare la stagione successiva per la pluralità dei soggetti coinvolti. Mano pesante dell’accusa anche con Taccone (chiesti 5 anni di inibizione e 70.000 euro di ammenda) e con De Vito (4 anni e 60.000 euro di ammenda).

Non si è fatta però attendere la replica dell’avvocato Chiacchio, che ha tirato in ballo una sentenza del Tribunale per il caso Doni (un altro caso di calcioscommesse), dicendosi dunque tranquillo per l’assoluzione dell’Avellino. Ora i giudici avranno qualche giorno per decidere, e la sentenza di primo grado potrebbe arrivare da mercoledì a venerdì, considerato che il 23 in Serie C inizierà il girone di ritorno (dove vi milita il Catanzaro).

Per quanto riguarda invece l’eventuale processo di appello Money Gate, che si sarà quasi sicuramente, la sentenza dovrebbe arrivare entro il 21 gennaio, quando riprenderà il campionato di Serie B. In attesa della sentenza di primo grado, la speranza è che questa richiesta non influisca psicologicamente sulla squadra, che domani sarà impegnata in un delicatissimo confronto contro l’Ascoli al Partenio-Lombardi alle ore 15.00.

Money Gate, il Video del Processo su Catanzaro-Avellino

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