A Montoro torna Giro d’Italia dopo nove anni

Il Giro d’Italia torna in Irpinia nel 2018, dopo l’assenza del 2017. L’edizione numero 101 della corsa rosa partirà dall’Israele il 4 maggio prossimo, per poi sbarcare in Sicilia, precisamente a Catania, mentre l’ultima tappa è prevista per il 27 maggio a Roma.

L’ottava tappa invece vedrà protagonista l’Irpinia perché essa prevede il percorso Praia a Mare – Montevergine e si svolgerà sabato 12 maggio 2018. La lunghezza complessiva della tappa è di  208 km e terminerà col secondo arrivo in salita e la quinta volta di Montevergine al giro in questo secolo. Dopo la costa Lucana del Tirreno e il Cilento, costeggiando le spiagge fino a Salerno, la carovana rosa attraverserà l’Irpinia, transitando, dopo ben 9 anni, nel comune oggi denominato Montoro, istituito il 3 dicembre 2013 dalla fusione dei comuni di Montoro Inferiore e Montoro Superiore con Legge Regionale n°16 dell’11 novembre 2013, a fronte del referendum consultivo sull’unificazione del 26 e 27 maggio 2013, terminato con il 77.41% dei votanti complessivi favorevoli all’unificazione.

Montoro, un comune irpino di circa 20.000 abitanti, posto a 190 metri sul livello del mare e costituito da 15 frazioni: Aterrana, Banzano, Borgo, Caliano, Chiusa, Figlioli, Misciano, Piano, Piazza di Pandola, Preturo, San Bartolomeo, Sant’Eustachio, San Felice, San Pietro, Torchiati. Con Decreto firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in data 28 aprile 2015 è stato concesso al Comune di Montoro il titolo onorifico di Città.

Montoro Inferiore

Il vecchio paese di Montoro Inferiore sorge alle falde del Monte Salto (958 metri) ed alle pendici occidentali del Monte o Pizzo San Michele (1564 metri), detto anche Monte del Toro, o Monte Taurino o Angelo, nella fertile pianura alluvionale nota come Piano Parelle o Parrelle, nel mezzo della Valle di Montoro. Esso si caratterizza per un territorio variegato, la cui altitudine va dai 160 ai quasi 1000 metri d’altitudine. Tale differenza altimetrica conferisce al territorio montorese una notevole varietà, offrendo sia montagna che aree rurali con campi ottimamente ed intensamente coltivati.

L’ex Montoro Superiore sorge anch’esso alle pendici occidentali del Monte o Pizzo San Michele (1564 metri) da cui lo sguardo si allunga sulla sottostante pianura, adagiato in una bella conca verdeggiante, delimitata dai boschi dei Monti Picentini. Il paese era rinomato in passato per le sue manifatture di tela e la presenza di un grande mercato, mentre oggi è un attivo centro agricolo dai fertilissimi campi coltivati a cereali, ortaggi, vigneti e frutteti. L’ex territorio comunale di Montoro Superiore, dove si trovano cave di tufo calcareo e di pietra bianca, è formato da tanti borghi distinti, quasi paesi autonomi, che comprendeva oltre Torchiati, sede del Municipio dal 21 agosto 1829, le frazioni di Banzano, Sant’Eustachio, San Pietro, Aterrana, Caliano e Chiusa. Il verde dei campi, solo parzialmente urbanizzati, e quello dei boschi, nonchè le montagne circostanti creano un contesto naturalistico ed ambientale davvero interessante, rendendo piacevole un’escursione rilassante ed ossigenante.

Castello Longobardo Montoro Inferiore

In posizione panoramica sulla collina della frazione Borgo, si trovano i possenti ruderi del castello medioevale longobardo, già esistente nell’887, quando apparteneva a Guaifiero, che in lotta con il Console napoletano Sergio, venne spodestato. Nel 987, il Castello venne conquistato dalle truppe del Conte Melefrit, che vi si stabilì. Nel 1075, la proprietà del Castello andò al normanno Raeli. Dal 1304, si avvicendarono diversi feudatari, che ricostruirono la struttura difensiva tra il XIV ed il XV secolo. Nel 1531, il Castello andò al Conte Bartolomeo Juniore, che morì senza eredi, facendo incamerare Castello e feudo al Regio fisco. L’imponenza dei ruderi lasciano intuire il rilevante ruolo svolto dal fortilizio difensivo durante il Medioevo. Dell’originaria struttura restano una torre quadrangolare, una porzione centrale del corpo di fabbrica ed un’ulteriore torre quadrangolare più piccola e isolata, divenuta colombaia.

Nei pressi del Castello di Borgo, seguendo la strada sterrata in discesa che fiancheggia i ruderi della struttura difensiva, si raggiunge il Santuario di S. Pantaleone, già esistente nel 1282, secondo quanto risulta dai documenti conservati presso l’Archivio storico di Montevergine. La Chiesa di San Leucio, detta anche al Borgo, un tempo era denominata Corpo di Cristo. La Torre campanaria è affiancata alla facciata, anche se domina nettamente il complesso architettonico.

L’incantevole borgo medioevale di Aterrana, che si trova ai piedi del Monte Toro o S. Michele, colpisce particolarmente, nonostante che sia, in gran parte, abbandonato. Aterrana è un luogo molto, anzi, fin troppo tranquillo. Dal punto di vista architettonico ed artistico si segnalano la Chiesa Parrocchiale di S. Martino e la Chiesa di Montevergine. La Chiesa di S. Martino è un antico edificio religioso a tre navate, la cui esistenza è documentata nel 1309.

Santuario dell’Incoronata

La frazione Torchiati, dove vivono circa 1400 persone, deve il nome alla sua posizione geografica, ai piedi del Monte Incoronata, da cui sarebbe “torchiato”, cioè soffocato, oppresso. Torchiati ha avuto una storia alquanto tormentata, caratterizzata da distruzioni e ricostruzioni, come quella conseguente alla tremenda alluvione del 28 ottobre 1505, che causò lo spostamento dell’insediamento più in piano, attorno alla Chiesa di S. Maria di Loreto, già a quel tempo attorniata da alcune abitazioni e che sarebbe divenuta la Chiesa Parrocchiale.

Veduta di frazione Torchiati

Si tratta di un edificio religioso ben tenuto, che domina la piazzetta antistante. La facciata presenta un elegante portale d’ingresso in travertino ed è corredata da due torri campanarie, una più minuta fornita di orologio, l’altra più corposa e più alta. Nonostante l’edificio sia stato ricostruito ripetutamente, persistono, all’interno della Chiesa, tracce delle strutture preesistenti. All’ingresso di Torchiati ci si imbatte in un’imponente struttura religiosa formata dalla Chiesa francescana di S. Maria degli Angeli, con l’annesso Convento dei Frati Minori Osservanti. All’interno del Convento si segnala il chiostro, risalente al XVIII secolo, affrescato con scene di vita francescana. Nei pressi della Chiesa di S. Maria degli Angeli e dell’annesso Convento dei Frati Minori Osservanti, si possono vedere i resti del Castello Medioevale, di cui restano attualmente tracce delle strutture difensive. In posizione elevata rispetto a Torchiati, a dominio della valle sottostante, si trova l’antico e celebre Santuario dell’Incoronata o di Maria Santissima dell’Incoronata. Non si sa quando l’edificio venne eretto, presumibilmente in epoca longobarda, anche se è certa la sua esistenza prima della seconda metà dell’VIII secolo

I prodotti tipici del paese sono la Cipolla Ramata di Montoro e il Carciofo di Montoro. Il territorio, inoltre, rientra nell’area di produzione del Caciocavallo silano DOP, della Castagna di Serino, del Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP e della Melannurca campana IGP. Particolare menzione merita la cipolla ramata di Montoro: negli anni la diffusione di questa particolare varietà si è diffusa anche in altre zone della provincia di Avellino. In quest’area ha trovato condizioni climatiche ottimali. Essa predilige infatti, suoli sciolti e ben drenati, ricchi di sostanza organica.

Coltivata spesso in consociazione con il mais, la Cipolla Ramata di Montoro si raccoglie nella seconda metà di giugno e costituisce una delle produzioni di maggior pregio tra le orticole della provincia. Essa, infatti, a differenza delle altre cipolle, presenta un’elevata tenuta alla cottura, che si aggiunge alle eccellenti caratteristiche organolettiche che ne fanno un prodotto molto richiesto sui mercati nazionali e internazionali. Si presenta dolce al gusto e intensamente aromatica all’olfatto, ottima per qualsiasi preparazione alimentare.

Pubblicato da Salvatore Nargi

40 anni suonati, di cui 14 trascorsi a Castelvetere sul Calore (AV) ed il resto in giro per l'Italia, prima a Roma dove mi sono trasferito per motivi di lavoro dei miei genitori e poi a Cremona, dove attualmente vivo e lavoro. Sono sposato con Sara, che amo alla follia, e ho 2 figlie meravigliose.

Serie B, probabili formazioni 34a giornata

Avellino-Perugia, l’arbitro è Piccinini di Forlì (2017-18)