Nei cinema il film-documentario su Ciriaco De Mita, il re di Nusco

Come tutti abbiamo appreso dai media nazionali, poche settimane fa Ciriaco De Mita ha compiuto 90 anni. Ma le cronache di queste settimane parlano dell’ex presidente del Consiglio per il docu-film che lo vede assoluto protagonista e che è stato presentato il 4 febbraio scorso a Lioni, in Alta Irpinia. Il film-documentario si intitola  De Mita, l’animale politico – La storia e il futuro dell’Italia nell’analisi del suo ultimo protagonista”. E’ stato realizzato da Carmine Caracciolo e Roberto Flammia, entrambi di Gesualdo, sempre in Irpinia, ed è prodotto da Irpinia Film Commission in collaborazione con Fondazione Carlo Gesualdo. Il film è arrivato nelle sale il 5 febbraio scorso, tre giorni dopo il novantesimo compleanno del suo protagonista: Ciriaco De Mita, l’animale politico. Nella narrazione viene ricordato il tempo dell’infanzia a Nusco, il passaggio nella metropoli milanese, la formazione e la prima pratica politica, il rapporto con i principali protagonisti degli accadimenti nazionali e internazionali, passati e presenti. Attraverso alcuni  passaggi toccanti, si arriva alla conclusione con una attenta analisi della situazione attuale e un implacabile confronto fra la prima e la seconda Repubblica.

Ma oggi Ciriaco De Mita non è ancora uscito dalla scena politica italiana. Tutt’altro! Infatti attualmente ricopre la carica di sindaco del suo paese natale dal 26 maggio 2014, Nusco: il balcone d’Irpinia. De Mita raggiunse l’apice del prestigio politico negli anni ottanta quando fu presidente del Consiglio dei Ministri. È stato inoltre segretario nazionale e poi presidente della Democrazia Cristiana e quattro volte Ministro della Repubblica. Deputato dal 1963 al 2008 ed eurodeputato dal 2009, dopo la DC ha fatto parte del Partito Popolare Italiano e della Margherita e dal 2008 dell’Unione di Centro. Ha inizialmente aderito al progetto del Partito Democratico. Non ricandidato alle elezioni politiche del 2008 per via dello statuto del PD che puntava a un rinnovo della classe politica, ha aderito all’Unione di Centro. Ultimo importante incarico ricoperto è stato quello di presidente della seconda Bicamerale per le riforme costituzionali tra il 1993 e il 1994. Fu soprannominato criticamente il padrino della DC e l’uomo del doppio incarico (segretario della DC e Presidente del Consiglio).

Una veduta di Nusco

Il paese di De Mita sorge sullo spartiacque tra le alte Valli dell’Ofanto e del Calore, arroccato attorno all’alta cima della collina su cui sorgeva il castello, di cui oggi restano solo alcuni ruderi ed è senza dubbio uno dei Comuni più alti e più belli dell’Irpinia, perché si trova in splendida posizione panoramica, tanto da essere definito il Balcone dell’Irpinia, da cui si vedono il Terminio, il Partenio, il Montagnone di Nusco, il Taburno, il Matese, il massiccio del Vulture e l’Appennino Dauno.

Il territorio di Nusco è variegato: le valli, riccamente irrorate dall’acqua dei fiumi Calore ed Ofanto e da numerosi torrenti, che alimentano ben trenta fontane, vedono prevalere una florida agricoltura, che dà lavoro a gran parte della popolazione (uva da vino, noci, cereali) e la pastorizia. In collina prevalgono gli alberi da frutta ed i castagneti. Nelle aree montagnose il sottobosco è generoso nel fornire una buona qualità di tartufi, fragole, lamponi e more. Le montagne sono prevalentemente ricoperte da boschi cedui. Altre attività di rilievo sono rappresentate da piccole iniziative industriali e dal terziario. La maestosa Cattedrale dedicata a S. Amato ed i numerosi edifici gentilizi attestano l’antica grandezza di Nusco.

S. Amato

Il nome del paese si ricollegherebbe a Nusco, termine popolare utilizzato per indicare il muschio che abbonda nel sottobosco del paese irpino. Certi, invece, sono i diversi ritrovamenti archeologici, anche recentissimi come quelli presso il castello, che testimoniano l’antica frequentazione del territorio di Nusco, almeno all’epoca romana. In origine e per molti secoli, Nusco non fu che un aggregato di pochi villaggi, uno in cima alla montagna e gli altri distribuiti (presumibilmente) sulle rovine di Ferentino. Sulla cima della montagna venne edificato un castello, in passato erroneamente attribuito ai Greci, ma oggi sicuramente riferibile ai Longobardi. Le origini del borgo vero e proprio risalirebbero proprio a tale periodo, VII-VIII secolo, o al più tardi alla prima metà del IX secolo, quando la popolazione dispersa tra casali e campagne, si aggregò attorno al castello citato. La tradizione, tuttavia, vuole che la vera crescita si sia avuta successivamente, quando nell’XI secolo, Sant’Amato, Nuscano (nato il 997 o nel 1004), primo Vescovo del paese (ed oggi suo Patrono) fece da catalizzatore, attraendo ulteriormente la dispersa popolazione attorno al castello, promettendo doni e cospicui sussidi.

SS. Trinitá

Nusco ha dato i natali numerosi personaggi, che diedero lustro al paese in svariati campi dello scibile umano: S. Amato, primo Vescovo del paese e suo Patrono; Antonio Cefalo, medico insigne del XVI secolo, autore di diverse opere; Nunzio Maria Della Vecchia (1788-1936), autore delle “Ricerche sulla vera posizione dei Campi Taurasini” e di “Memorie della Cittá di Nusco”; Gennaro Passaro, autore, tra l’altro, di un’ottima bibliografia su Sant’Amato.

Cattedrale e Torre campanaria

A Sant’Amato, Patrono e nativo di Nusco, è dedicata l’imponente Cattedrale che giganteggia sulla piazza centrale del paese irpino. Sebbene l’originaria struttura sia stata edificata nell’XI secolo, la chiesa ha subito diversi modifiche nel corso dei secoli. Accanto al portale d’ingresso, si eleva l’imponente torre campanaria della Cattedrale di Nusco, alta 33 metri. La chiesa della SS. Trinità ha origini antiche, molto oltre il XIV secolo, fino a giungere all’XI secolo. Qualora tale impostazione fosse corretta, l’edificio religioso avrebbe fatto parte del nucleo originario del paese, che si costituì tramite l’aggregazione delle genti delle campagne e dei casali attorno al castello. In tale evenienza, la SS Trinità sarebbe una delle più vecchie diocesi di Nusco, che l’Arcicescovo di Salerno Alfano I avrebbe istituito, durante il Papato di Gregorio VII ed il regno di Roberto il Guiscardo.

Numerosi sono i palazzi gentilizi di Nusco. Primo fra tutti il Palazzo Vescovile che presenta una facciata molto semplice, in stile barocco, con un bellissimo portale in pietra chiara locale. Poi il palazzo Ebreo è un edificio gentilizio in stile neoclassico risalente al XVIII-XIX secolo, che si trova lungo il lato sinistro della Cattedrale. Poi il palazzo Natale, con lo splendido portale e gli interessanti lavori in ferro battuto, si presenta con una facciata rosa e risale al XVIII secolo.

Vedremo in quante e quali sale sarà proiettato il fil ma soprattutto quale successo potrà avere.

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