Paternopoli e la sua sagra del broccolo aprilatico

Si è svolta da giovedì 19 a sabato 21 aprile a Paternopoli la consueta “sagra del broccolo aprilatico” (chiamato così perché viene raccolto nel mese di aprile), che si è tenuta in piazza XXIV maggio, organizzata come sempre dalla Pro Loco per celebrare uno dei prodotti di eccellenza del territorio che, dal 2012, è diventato presidio Slow Food. Il broccolo aprilatico di Paternopoli è iscritto all’albo dei prodotti tipici tradizionali. Si presenta di colore verde scuro intenso e dalle cime croccanti se crude, ma succose e di sapore gradevole dopo la cottura.

Piantagione di broccolo aprilatico

Il ciclo vegetativo di questo broccolo è lunghissimo, gli ortolani seminano a fine estate un piccolo appezzamento da cui ottengono le piantine che andranno a trapiantare prima dell’arrivo del freddo invernale. La raccolta avviene solo con l’arrivo della primavera, a partire da fine marzo che, quando la stagione lo consente, arriva fino a metà maggio. Prima però la pianta deve aver sviluppato un uno scapo fiorale abbastanza grande che viene cimato in modo da permettere un abbondante ricaccio laterale, sono proprio queste cimette infatti che vengono raccolte con molta cura dagli ortolani di Paternopoli.

La raccolta viene fatta manualmente, cogliendo gli scapi e parte delle foglie, le più tenere, e mettendo tutto insieme a formare dei mazzi. Le cime devono essere prese quando ancora sono raccolte e il fiore è chiuso. In questo modo il prodotto si conserva anche per una settimana se mantenuto in locali freschi e bui. Una ricetta paternese lo vede abbinato a sarde, aglio e limone, ma in generale è un ottimo ingrediente per la preparazione di primi piatti di pasta fatta in casa (fusilli arrotolati a mano ad esempio) o per il pancotto, oppure come semplice contorno che ben si sposa, nella tradizione locale, con la carne di maiale.

Nella kermesse interamente dedicata al gusto sono state protagoniste anche sei cantine locali, alcune delle quali reduci dal Vinitaly 2018, perché il vino da queste parti rappresenta l’altra grande eccellenza del territorio.

Paternopoli conta cira 2.500 abitanti e sorge sulle rive del fiume Calore. Il toponimo del paese, che fino al 1863 era denominato semplicemente Paterno, deriva dall’aggettivo latino paternus (paterno) e da -poli (dal greco pòlis, città) aggiuntovi posteriormente per distinguerlo da altri comuni omonimi. Il borgo è citato già in un atto notarile dell’817, anno in cui Pietro Marepai dona Paterno agli abati di Montecassino e di San Vincenzo al Volturno. Le prime testimonianze di una presenza umana a Paternopoli risalgono al Paleolitico medio, periodo cui si riferiscono una serie di strumenti trovati sul finire del secolo XIX nelle campagne circostanti. Durante l’epoca romana, la zona rientrava nel territorio della vicina città di Aeclanum (odierna Passo di Mirabella) e materiali archeologici ed architettonici, iscrizioni funerarie e tombe, rinvenute nelle contrade Casale, San Pietro e Serra, attestano la frequentazione quasi ininterrotta del luogo dal I secolo a.C. alla tarda età romana.

Chiesa di San Nicola

A Parternopoli si possono ammirare alcuni interessanti siti. La Chiesa di San Nicola è un monumentale edificio di culto che risale al 1522, anche se nel corso della sua storia ha subito diversi rifacimenti e ristrutturazioni, soprattutto nel Settecento e, più di recente, intorno alla metà del secolo scorso. La facciata, piuttosto articolata, è preceduta da una scala pentagonale che conduce all’alto portale lapideo d’ingresso, con frontone triangolare spezzato.

All’interno della chiesa, a tre navate divise da pilastri, con otto cappelle laterali, si trovano numerose opere d’arte di rilievo, tra cui una tela settecentesca con la miracolosa immagine di Santa Maria della Consolazione, tre dipinti del Vigilante della seconda metà del XVIII secolo raffiguranti rispettivamente la Vergine del Rosario, l’Annunciazione e l’Ultima Cena, un busto ligneo policromo del 1737 di Gennaro D’Amore con le sembianze di San Vincenzo Ferreri, un artistico altare in marmi policromi sempre settecentesco. Allo stesso periodo sono pure riferibili il fonte battesimale con vasca in pietra scolpita, un confessionale in legno intagliato, un’acquasantiera a conchiglia, l’organo monumentale a canne ed un rilievo su lastra tombale visibile nella pavimentazione della chiesa. Nel 1951 lungo le pareti interne, tra gli archi e le finestre, sono stati collocati dodici nuovi dipinti su tela del Girosi con scene allegoriche e figure di santi. All’edificio parrocchiale è affiancata la torre campanaria.

La piccola Chiesa di San Giuseppe, edificata nel 1534, presenta nella semplice facciata a capanna con varie decorazioni, un portale in pietra con superiormente l’iscrizione latina “Universitas Paterni”, una monofora circolare ed una nicchia. All’interno, ad una sola navata, si può ammirare un prezioso altare in marmi policromi con decorazioni scultoree in stile tardo-barocco. Vi si conservano anche un artistico coro ligneo del XVIII secolo, qualche scultura in legno policroma ed una tela raffigurante una Madonna con Bambino.

La costruzione originaria della Chiesa di San Sebastiano risale al XVI secolo: rifatto interamente in età moderna e sede, fino al trentennio scorso, di un’antica confraternita, ha una semplice facciata a capanna dotata di un portale lapideo settecentesco con frontone triangolare spezzato da una monofora rettangolare di piccole dimensioni. L’interno dell’edificio, ad una sola navata, conserva l’antico altare in marmi policromi con decorazioni in stile barocco e fino a qualche anno fa vi era una tela del XVIII secolo raffigurante San Sebastiano.

Il centro antico del paese è caratterizzato da un dedalo di viuzze, ove si trovano ancora edifici tardo-rinascimentali con murature in pietrame e torrette angolari. Edifici signorili, come Palazzo Famiglietti, Palazzo De Conciliis, Palazzo De Rossi, Palazzo Ziviello, con artistici portali e fregi architettonici, sono visibili anche lungo il corso Vittorio Emanuele, nella piazzetta San Vito e nelle strade adiacenti. Tra gli altri monumenti si segnala, in piazza IV Novembre, la settecentesca Fontana Acqua dei Franci. Nei dintorni del paese si trovano i ruderi del Convento dei Minori Conventuali (XVI secolo) con l’annessa Chiesa di Santa Maria a Canna. In località Casale si trova la Chiesa di San Pietro che conserva ancora l’originale altare marmoreo e la pavimentazione in cotto, mentre la facciata è dotata di un portale lapideo architravato.

Carnevale Paternese 2015

Ogni anno, a Paternopoli, in occasione del Carnevale, si tiene una caratteristica sfilata di carri a cui viene assegnata una tematica specifica. Il Carnevale Paternese normalmente si svolge in due giorni: domenica e martedì grasso, giorni in cui accorrono miglia di persone. I costruttori dei carri sono giovani, artigiani e appassionati che, di anno in anno, portano in piazza idee diverse ed in perfetta sintonia con lo spirito e l’allegoria della festa. Alla realizzazione dei carri allegorici partecipano anche esperti di pittura e di lavorazione dei materiali.

Composizione artistica della notte del Lauro

Nella notte compresa tra il Sabato Santo e la Domenica di Pasqua, è in uso che i ragazzi del paese donino, quale segno del loro amore, una pianta di alloro alle proprie fidanzate, mogli oppure semplicemente a ragazze per loro importanti. In tale notte, denominata Notte del Lauro, si può assistere alla creazione di artistiche composizioni a volte arricchite di fiori, uova pasqualie quant’altro suggerisca la propria fantasia. La Santa Domenica poi, la maggior parte dei balconi, ingressi o giardini delle case delle amate sono ornati da tali composizioni e, come da tradizione, si gira per il paese per osservare l’operato notturno degli artisti.

Come ogni tradizione che si rispetti, ha anche il suo lato meno romantico. Infatti, per rispondere ad un rifiuto o per dimostrare il proprio disprezzo nei confronti di una ragazza, è possibile anche trovare un’altra pianta: il sambuco. Tale pianta, a differenza dell’alloro, viene portata in senso di spregio, in quanto dopo diverse ore dal taglio emana uno sgradevole odore.

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