Petruro Irpino, il paese salvato dagli immigrati

una veduta di Petruro

Petruro Irpino conta circa duecento abitanti e, come tanti comuni dell’entroterra irpino, rischia di scomparire. Ma in un’epoca storica segnata dai problemi dell’immigrazione, cerca di risolvere il suo problema dello spopolamento accogliendo venti rifugiati. L’esperimento messo in campo per fermare il calo demografico per ora funziona. Due giornalisti di Propaganda Live de LA7 sono andati a Petruro Irpino con una semplice telecamera e armati di curiosità umana per parlare di questa storia di inclusione. Una storia normale, se non fosse che storie come questa in genere non trovano facilmente spazio in televisione.

Il servizio è andato in onda a fine gennaio e potete vederlo qui sotto. I giornalisti hanno incontrato 200 irpini di Petruro autoctoni e 20 immigrati. Petruro Irpino è il paese più piccolo d’Irpinia. Ed è proprio questa la storia che ci raccontano, quella di 220 persone che vivono in un paesino nel quale il sindaco, visto il drammatico calo demografico, decide di avviare un programma di accoglienza per provare a salvare la sua terra da morte certa.

Quindi il sindaco, senza indire alcuna assemblea cittadina, parla direttamente con gli abitanti del suo paese, uno a uno, e li convince che non c’è nulla da temere, perché gli immigrati non sono un pericolo per loro, ma una risorsa. Per questo motivo i 200 abitanti di Petruro Irpino, dal 2016, ospitano un progetto Sprar destinato a 20 richiedenti asilo, di cui 14 posti per nuclei familiari e 6 per nuclei familiari monoparentali. La vita del paese e dei suoi abitanti è cambiata in meglio. Vi invito a vedere il servizio perché spiega tante cose.

Petruro Irpino sorge in felice posizione panoramica su uno sperone roccioso nella media Valle del fiume Sabato. In merito all’origine del toponimo, con riferimento alle tracce di insediamenti di epoca romana ritrovati nel territorio, Petruro deriverebbe dal latino Petra (rupe, roccia), oppure secondo altri da Petrurium, pietra-roccia. Ipotesi entrambe plausibili considerando l’orografia del luogo. Tra il 1927 ed il 1945, Petruro perse l’autonomia amministrativa e venne assorbito da Chianche. Nel 1950 a Petruro venne aggiunto l’aggettivo Irpino.

La Chiesa di San Bartolomeo

La Chiesa parrocchiale di Petruro è dedicata a S. Bartolomeo, per la precisione a Bartolomeo di Cana di Galilea, che i Vangeli ricordano come uno dei dodici Apostoli, perciò noto come S. Bartolomeo Apostolo, Patrono principale di Benevento e Petruro, festeggiato il 24 agosto. La facciata della Chiesa, bianca e lineare, essenziale nella sua semplicità, ha un’ampia scalinata che conduce al portale in pietra con in cima una croce. Di fianco appare l’imponente il campanile, leggermente più alto della Chiesa.

La fontana a pila

Petruro Irpino ha mantenuto il caratteristico impianto medioevale, con viuzze, stradine, piazzettine, palazzetti con bei portali in pietra, finestre e balconi con pietre intarsiate e lavori in ferro battuto. Tra gli edifici gentilizi spicca il Palazzo Marchesale. Inoltre vi è il Palazzo Capozzi, che dista poco dalla Chiesa Parrocchiale di S. Bartolomeo Apostolo. Sempre nel centro storico si trova il Palazzo Troisi, risalente al Medioevo, che si caratterizza per un cortile interno ricoperto da una tipica pavimentazione formata da pietre arrotondate. Il paese ha anche una fontana denominata A Pila, ubicata nel centro del paese, vicino al Municipio. Il cartello turistico dedicato alla Fontana fornisce un’unica informazione: risale al XVII secolo. Si tratta di una fontana di piccole dimensioni collocata al centro di una piazzetta, quasi accanto al Monumento dedicato ai Caduti.

Anche se è il più piccolo dei paesi d’Irpinia, Petruro offre comunque bei monumenti e spettacolari panorami da vedere, oltre che insegnare come trasformare il problema dell’immigrazione in un’opportunità di crescita.

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