Pino Sacripanti: il miglior allenatore d’Italia ma non il miglior coach

Un’analisi sul coach della Scandone, al centro delle critiche

Mentre è ancora viva l’amarezza per la repentina eliminazione dalle Final Eight di Firenze (tale stato emotivo sarà presente in tutti almeno sino a domenica), con alcuni che danno la colpa di ciò a coach Pino Sacripanti, noi ci stiamo chiedendo è davvero colpa sua? Secondo noi almeno da un punto di vista tecnico, assolutamente no ed ora di seguito vi spieghiamo i motivi.

Partiamo da un concetto fondamentale Pino Sacripanti è di gran lunga e senza possibilità di smentita il miglior allenatore d’Italia, ma non è il miglior coach.

Le differenze tra due cose che sembrano la stessa quali sono? Ora vi spieghiamo. Se c’è uno capace nel 90% dei casi di migliorare i propri cestisti (ci sono casi, tipo quale sembra essere quello di Fitipaldo in cui è impossibile riuscirci) questo è senza ombra di dubbio Pino Sacripanti, difatti grazie a lui molti giocatori migliorano (ad esempio Buva e Nunnaly, ma pure Cervi) e rendono come non hanno mai reso in carriera; ciò rende senza ombra di dubbio l’uomo di Cantù il miglior allenatore d’Italia.

Dopo aver parlato di Sacripanti come allenatore, parliamone come coach, in questo caso per onestà intellettuale, va detto che ha dei limiti, limiti a nostro avviso però, più caratteriali-emotivi che tecnici: difatti la Scandone quando gioca bene è di gran lunga la squadra che gioca meglio di tutte.

Tuttavia sembra mancare proprio nei momenti importanti. Come mai manca proprio nei momenti topici? Può dipendere da due motivi, il primo: giocatori di qualità ma con poco carattere, il secondo: l’ostinazione di Sacripanti a puntare sopratutto nei momenti topici, sempre e comunque sui più forti, anche nel caso in cui essi non si reggano praticamente in piedi (e quando li cambia, li cambia spesso tutti insieme), oltre al fatto che in tali frangenti sembra dimenticarsi di dare gli schemi.

Esistono dunque coach migliori di Sacripanti? Possiamo dire di si. Esistono allenatori migliori di lui? A nostro avviso no.

Dunque siete davvero sicuri che la Sidigas con un coach migliore, ma al contempo un allenatore peggiore di Sacripanti andrebbe meglio? A nostro avviso no, perché se è vero che non sbaglierebbe i momenti importanti e pur vero che probabilmente tali momenti non arriverebbe nemmeno a giocarseli.

Ci vengono in mente le parole che proprio Pino disse lo scorso anno, quando fu ospite ad una trasmissione su Rai Sport, in cui dall’alto della sua onestà e della sua umiltà disse: “Un giorno mi piacerebbe essere il secondo di Marques Green”. Un uomo del genere non si può far altro che lodarlo.

Venezia-Avellino, Convocati: assente Moretti, ritorna Gavazzi

Venezia-Avellino, i convocati di Inzaghi