Il presepe di Montevergine in Vaticano

In Vaticano, davanti alla Basilica di San Pietro, lo scorso 7 dicembre è avvenuta l’inaugurazione del Presepe e dell’illuminazione dell’albero di Natale. I tradizionali allestimenti rimarranno accesi fino alla notte di domenica 7 gennaio 2018, quando si commemora il Battesimo del Signore e si conclude, nella liturgia, il Tempo di Natale.

Cosa c’entra l’Irpinia in tutto questo? Ebbene, quest’anno, è stata l’Abbazia territoriale di Montevergine ad offrire il Presepe per il Natale 2017 al Vaticano. L’opera d’arte, realizzata in stile settecentesco secondo la più antica tradizione napoletana, ha visto impegnato un laboratorio artigianale partenopeo ed è stata costruita su un’ampia superficie di circa 80 metri quadri, con un’altezza di circa sette metri. E’ stata ispirata alle opere della misericordia, rappresentata da 20 figure, con un’altezza variabile intorno ai due metri e composte in terracotta policroma, occhi in cristallo ed abiti in tessuto. Ad accompagnare il Presepe ci sarà l’ormai tradizionale e maestoso albero di Natale, che quest’anno è stato donato dall’arcidiocesi di Elk, in Polonia.

Il meraviglioso Santuario di Montevergine si trova nel territorio comunale di Mercogliano, un modesto centro d’Irpinia con i suoi quasi 13.000 abitanti, confinante col capoluogo Avellino. Il nome Mercogliano sembra derivare da Mercurianum che, secondo alcuni studiosi, indicherebbe la presenza in questi luoghi di possedimenti dei magistri mercuriales, i magistrati che amministravano il culto di Mercurio. Essendovi sorta dopo la guerra sannitica una colonia romana, il luogo conservò il nome del luogo dove, appunto si venerava il culto di Mercurio, fino al medioevo con la denominazione di Castrum Mercuriani, da cui deriva il nome attuale. Importanti testimonianze e reperti archeologici, testimoniano la presenza nel territorio di Mercogliano di insediamenti romani risalenti al IV secolo. In questo periodo storico vanno collocate le vicende della cristianizzazione dell’Irpinia, con i Santi Modestino (attuale patrono di Mercogliano e di Avellino), Fiorentino e Flaviano, che trovano la morte proprio nella zona di Mercogliano.

Mercogliano conta numerose frazioni tra cui Montevergine, dove vi si trova l’omonimo santuario cattolico. Il più famoso dei Santuari d’Irpinia, vale a dire l’Abbazia di Maria Santissima di Montevergine, che si scorge anche percorrendo l’autostrada A16 tra i caselli di Avellino Ovest ed Avellino Est. Il Santuario di Montevergine è un complesso monastico mariano ed è monumento nazionale. L’abbazia territoriale di Montevergine è una della sei abbazie territoriali italiane. Al suo interno viene venerato il quadro della Madonna di Montevergine e si stima che ogni anno sia visitato da circa un milione e mezzo di pellegrini.

La storia del santuario di Montevergine è strettamente legata alla figura di Guglielmo da Vercelli, un monaco eremita vissuto tra l’XI e il XII secolo, attratto dai pellegrinaggi nei luoghi della cristianità. Rientrato in Italia dopo un lungo viaggio a Santiago di Compostela, decise di intraprendere un nuovo pellegrinaggio verso Gerusalemme ed al fine di prepararsi spiritualmente si rifugiò presso il monte Serico, ad Atella, dove è protagonista della guarigione di un cieco. Ripreso il viaggio verso la terra santa, giunge a Ginosa, incontrandosi con Giovanni da Matera, il quale gli consiglia di rinunciare al pellegrinaggio e di operare per il servizio divino nelle terre d’Occidente: Guglielmo rifiuta i consigli del santo e prosegue per il suo cammino fino a che non viene malmenato da un gruppo di briganti. Ricordatosi delle parole di Giovanni e dopo una lunga riflessione spirituale, comprende la nuova strada da seguire, ossia quella di ritirarsi in solitudine e dedicarsi alla meditazione.

Il piazzale della funicolare a Mercogliano

Giunto in Irpinia, sente che la volontà di Dio è quella di farlo risiedere su un monte, oggi conosciuto come Partenio, ad una altitudine di oltre mille metri. Con il passare del tempo la fama di santità di Guglielmo aumentò sempre più, tanto che sul monte, spontaneamente, iniziarono ad arrivare uomini desiderosi di abbracciare uno stile di vita dedito alla preghiera e alla solitudine. Allo stesso tempo si decise anche la costruzione di una chiesa, consacrata nel 1126, dedicata alla Madonna, ma, contrariamente a quanto è spesso raccontato, non si verificò alcuna apparizione: Guglielmo seguì soltanto la sua profonda devozione nei confronti della Vergine Maria. Ben presto i monaci di Montevergine si riunirono in una congregazione detta Verginiana, riconosciuta ufficialmente l’8 agosto 1879 da papa Leone XIII. Dopo la morte di San Guglielmo, nel 1142, il santuario raggiunse il periodo di massimo splendore tra il XII ed il XIV secolo, quando si arricchì di numerose opere d’arte e si espanse notevolmente grazie alle offerte di feudatari, papi e re: fu in questo periodo che venne donato il dipinto della Madonna, oggi venerato nella basilica cattedrale, ma anche numerose reliquie, tra cui le ossa di San Gennaro, che furono poi trasferite nel duomo di Napoli nel 1497.

Invitando tutti ad andare ad ammirare il presepe di Piazza San Pietro a Roma, ci diamo appuntamento alla prossima settimana con l’Irpinauta.

Pubblicato da Salvatore Nargi

40 anni suonati, di cui 14 trascorsi a Castelvetere sul Calore (AV) ed il resto in giro per l'Italia, prima a Roma dove mi sono trasferito per motivi di lavoro dei miei genitori e poi a Cremona, dove attualmente vivo e lavoro. Sono sposato con Sara, che amo alla follia, e ho 2 figlie meravigliose.

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