Processo Catanzaro-Avellino, udienza rinviata ad aprile

Nulla di fatto per il Processo di appello del Money Gate che slitta a dopo Pasqua

Il Processo di Udienza di oggi per l’Inchiesta sul Money Gate per Catanzaro-Avellino è andata con un nulla di fatto. La sentenza è rinviata in data 11 aprile, probabilmente con inizio alle ore 15:00, anticipata rispetto alla data iniziale, ovvero quella del giorno 18 aprile per favorire la disputa della gara interna contro il Frosinone del 17 aprile. Ecco il resoconto della giornata di oggi.

Poco prima delle ore 15:00, arrivano al Tribunale Federale i legali del presidente Walter Taccone, non presente in aula quest’oggi, e del ds Enzo De Vito. Il dibattito è iniziato con ampio ritardo rispetto all’orario di inizio a causa di una precedente udienza di breve durata. Poco dopo è arrivato anche l’attuale patron del club calabrese Floriano Noto, già presente nell’udienza del 19 dicembre.

Verso le ore 16:00, ha ancora preso il via, con la Corte Federale che si è riunita, in via preliminare, per esaminare alcuni atti, forse proprio quelli depositati dalla procura di Palmi. Alle ore 16:20 sta per iniziare l’udienza. La prima questione è quella inerente al provvedimento della Commissione Disciplinare del Settore Tecnico su Francesco Cozza. Si teme un rinvio dell’udienza in quanto la Corte Federale ha chiesto di approfondire sulla vicenda.

Infatti, pochi istanti fa, è arrivata la conferma da parte del Tribunale Federale Nazionale del rinvio dell’Inchiesta in data 11 aprile. Inizialmente era fissata per il giorno 18, ma è stata anticipata per non andare sotto alla gara interna contro il Frosinone, in programma il 17 aprile. In merito alla decisione presa oggi da parte del TFN, il legale della società biancoverde, ovvero l’avvocato Eduardo Chiacchio, ha dichiarato: “Inutile discutere di questa decisione se è stato disposto il rinvio dell’udienza a causa della sentenza Cozza“.

Ricordiamo che nello scorso 19 dicembre, il club biancoverde del presidente Walter Taccone e del ds Enzo Di Vito e della società calabrese, che milita in Lega Pro, dell’ex presidente Cosentino, erano stati prosciolti nella sentenza di primo grado dopo la richiesta iniziale era quella della retrocessione in Lega Pro per l’Avellino con tre punti di penalizzazione, cinque anni di squalifica per il presidente Taccone e quattro per il ds De Vito, più cospicue ammende.

Pubblicato da Alfonso Parisi

Nato nel giugno del 1990 a Bisaccia residente a Mercogliano, sin da bambino grande tifoso dell'Avellino e appassionato di calcio.

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