Scandone, bisogna ripartire non ricominciare: Sacripanti deve restare

I motivi per cui speriamo che il tecnico canturino venga riconfermato

Ad Avellino in questi giorni sta tenendo bando il toto tecnico, con i supporters biancoverdi che si domandano a chi toccherà l’onore e l’onere di guidare la Sidigas Scandone Avellino durante la prossima stagione. Noi dopo un’attenta ed approfondita analisi, siamo giunti alla conclusione che la scelta migliore sarebbe la riconferma di Pino Sacripanti.

Ecco i motivi per i quali secondo noi Sacripanti andrebbe confermato

Partiamo da un fatto innegabile (dato che ci sono i numeri a dimostrarlo) Sacripanti è il tecnico più vincente della storia della Scandone Avellino e a dimostrarlo stanno il 65% di vittorie conseguite da quando lui guida la Sidigas, numeri mai raggiunti prima di lui.

La squadra in questi 3 anni è stata stabilmente nelle parti nobili della classifica, certo è mancata la vittoria di un trofeo, la così detta ciliegina sulla torta, ma appunto la ciliegina sarebbe stata un di più su di una torta già di per se saporitissima.

Sacripanti per quanto possa avere dei limiti come coach in quanto non sempre gestisce bene i timeout e sembra entrare in paura negli ultimi istanti delle sfide punto a punto (mentre riteniamo le rotazioni corte un obbligo a cui è stato costretto e non una sua colpa); riteniamo che al contempo sia un grandissimo allenatore, probabilmente (per non dire sicuramente) il migliore d’Italia.

Lo è perché oltre ad essere in grado di creare gruppo e di far giocare bene le proprie squadre (difatti la Scandone finché ha retto ha espresso il miglior gioco d’Italia), è capace di migliorare i cestisti a sua disposizione.

Non va dimenticato che in questi anni la Sidigas oltre ad avere i grandi campioni come Joe Ragland ha anche avuto cestisti che non sapevano neppure stare in campo come ad esempio Hamady Ndiaye  ed è difatti clamorosa la differenza tra come era il Centro senegalese appena arrivato ad Avellino e come era diventato prima dell’infortunio subito. La crescita esponenziale di Hamady la si deve a Sacripanti.

Considerando che la Scandone Avellino, non è né l’Olimpia Milano né tanto meno la Reyer Venezia che può permettersi di prendere tutti giocatori già di qualità conclamata, non ci serve un buon-ottimo coach tipo ad esempio Walter De Raffaele, ma ci serve un grande allenatore come è appunto Pino Sacripanti.

La nostra speranza, come quella di tutti i tifosi della Scandone che analizzano la situazione in maniera approfondita nel suo insieme, senza fermarsi solo al mero risultato finale, è che Sacripanti continui a guidare la Scandone, magari con un progetto almeno triennale.

Un progetto triennale è diverso dal restare semplicemente 3 anni in una squadra, in quanto un progetto si basa sulla conferma di molti cestisti (ad esempio Trento), in modo da poter finalmente portare avanti un discorso tecnico.

Per tale motivo ci auguriamo che Sacripanti venga riconfermato e con lui anche molti cestisti.

Pubblicato da Raffaele Ciriello

Nato il 2 maggio 1987 ha conosciuto questo sito giornalistico grazie ad un suo carissimo amico (anche lui collaboratore del sito).

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