Taccone: “Non abbandono la nave. Con Foscarini parleremo tra 7-8 giorni”

Le parole del presidente dell’Avellino

Giornata importante in casa Avellino. Il presidente della società biancoverde Walter Taccone ha parlato in conferenza stampa nella sala stampa del Partenio-Lombardi.

La conferenza inizia con l’introduzione del progetto “US AVELLINO UP!“. Taccone presenta il dottor Andrea Di Luccio che spiega questa applicazione, in cosa consiste e come lavora.

Successivamente a questa presentazione, Walter Taccone prende la parola per rispondere alle domande dei giornalisti in sala.

Oggi 31 maggio non sappiamo ancora se Taccone terrà il timone in autonomia o dovrà parlare con altre persone. Ho parlato con il mister oggi, di tanti aspetti non solo tecnici. Ma di organizzazione in generale. Abbiamo parlato del coinvolgimento dell’organizzazione intorno all’Avellino. Se resto io non ci sono problemi, ma se non resterò solo io devo presentare la situazione e quindi anche il mister ad eventuali nuovi arrivati. Chiunque venga su può prendere l’80% delle mie quote a 0, ma deve garantirmi e convincermi continuità e serietà. La salcezza la possiamo fare da soli ma noi dobbiamo puntare in alto, alzare l’asticella. Con il mister ci siamo presi 7-8 giorni di attesa per capire la società come evolverà”. 

Lei sente di rassicurare i tifosi sull’iscrizone?

Non c’è mai stata una possibilità che l’Avellino non si iscrivesse”. 

Tra questi gruppi interessati ad entrare nell’avellino, ci sono trattative avanzate?

Un paio si, li conosco già. Altri due sono stranieri e devo valutare bene e capire bene la serieta degli investitori”.

Lei comunque resterebbe anche se vende l’80%. 

Alcuni di questo gruppi mi hanno chiesto comunque di restare anche come presidente della società”. 

Sul futuro tecnico?

“Il direttore De Vito e io abbiamo già una squadra fatta. All’80% è fatta. Restano Pecorini, Falasco, Ngawa, Migliorini. In mezzo abbiamo 5 centrocampisti nostri. In avanti resta Gigi, torna e resta Mokulu, Ardemagni resta. Abbiamo già 15-16 giocatori. Che diventeranno 22-23”.

Affari per lo stadio nuovo?

Nessuno viene qui per costruire. Poi c’è un imprenditore che potrebbe lavorare sullo stadio, con un progetto accordato dal comune prima”.

Lei garantisce per l’Avellino. Quando parla di garanzie intende anche dopo eventuali e malaugurata retrocessioni?

Assolutamente sì. Tramite la gestione rientreremo anche dei debiti. Ì soldi li possiamo cacciare. Quest’anno ho speso 300mila euro per Morosini, 250mila per Cabezas, 180mila per Marchizza e stavamo per retrocedere. Con Gubitosa ero più attento nelle spese,  quest’anno da solo ho fatto più errori e me ne prendo le responsabilità”. 

Tra questi investitori c’è qualcosa che già pensa potrebbe entrare, le dà più fiducia?

Si uno dei due che conosco è piu riflessivo, credo sia più convincente. L’altro mi spinge a chiudere subito, è più garibaldino”

In questi anni tante parole su investitori ma poi mai niente realizzato. Come mai? E sulla squadra, considerato il campionato, è sicuro del valore tecnico di questi giocatori?

Sulla prima domanda: a parlare sono tutti bravi. Quando si deve mettere mano alla tasca, la gente ci pensa 100 volte. Nel calcio come mi ha detto Stirpe, è facilissimo entrare ma è quasi impossibile uscire. Recuperare i soldi é impossibile. Trovare una persona disposta a fare questo, è molto difficile. Sulla seconda domanda: avrei voluto rifare il campionato con la stessa squadra, secondo alcuni tecnici avremmo potuto fare i playoff. Ci sono stati tanti momenti negativi che possono avere  influito. Ma potevamo essere nelle prime 8. La nuova squadra, integrando lo zoccolo duro, potrà fare bene”.

Lei con un’offerta congrua, cederebbe il 100%?

“Il 100% no, non si vende, neanche per offerte economiche importanti. Io in 9 anni ho fatto la seconda storia dell’Avellino. Io uo un impegno morale nei confronti della città. Non abbandono la nave”. 

Se dovesse rimanere lei da solo, suo figlio Massimiliano che ruolo ha?

“È dimissionario nei rapporti con la Figc, ma ha un contratto di consulenza con noi”. 

Resta come direttore generale?

Per adesso rimane. Se viene il nuovo socio e vuole cambiare, mio figlio dà le dimissioni”. 

Notizie su sede del ritiro e organizzazione della campagna abbonamenti?

Abbiamo, insieme al direttore sportivo, chiuso la squadra ma ancora senza firmare i contratti. Poi potrebbe arrivare qualcuno e dire che vuole prendere altri giocatori. Nella nostra mente è formata. Per gli abbonamenti non avremo nessuna difficoltà. Mi sentirò con l’addetto stampa, con il responsabile della biglietteria e dall’inizio della prossima settimana potrebbe cominciare la campagna. C’e una banca straniera che vuole finanziare gli abbonamenti per aiutare i nostri tifosi con interessi 0. Basta anche solo una carta di credito, senza modulistica o carte di troppo. Sul ritiro, per me possiamo restare in Irpinia. Oggi andiamo a vedere la situazione ad Ariano com’è la situazione a livello di logistica. Sturno la conosciamo già bene”. 

Un’altra stagione tribolata. Riavvolgendo il nastro, quali errori commessi? 

“Il mio direttore dice sempre di non prendere giocatori che non dicano Si subito. Non dobbiamo pregare più nessuno, perché poi i risultati si vedono”. 

Sviluppi nel rapporto con la Sidigas?

“Il mio sogno è avere una società irpina. De Cesare è un’ottima persona ma viene tirato da più parti. Deve valutare bene cosa fare per me sarebbe un sogno averlo con me è lui lo sa, ma oltre questo non posso fare”. 

A fine conferenza, arriva il professore Schiavone sulla questione stadio.

Abbiamo messo la parola fine alla lunga discussione tra comune e Avellino. Abbiamo i risultati dell’accordo firmato ieri da me ed il delegato del comune”. 

 

 

 

 

 

Amarcord di un amore improvviso, inaspettato. L’amore per i lupi, l’amore per il Partenio

I Formaggi d’Irpinia, un tesoro della nostra terra