Un brand irpino nell’ultimo film di Paolo Sorrentino

Calitri

Nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, “Loro”, c’è anche un po’ di Alta Irpinia. Difatti la griffe di moda calitrana Nelle Grandi Fauci ha concepito e realizzato gran parte del guardaroba maschile del cast degli attori protagonisti che recitano nel film insieme a Toni Servillo, che nella pellicola ricopre la veste di Berlusconi, il protagonista del film-documentario.

Gli attori in questione sono Riccardo Scamarcio, Ricky Memphis, Fabrizio Bentivoglio, Ugo Pagliai, Rocco Barbaro, Giovanni Esposito, Salvatore Caruso. Per loro, l’ideatore del marchio Nelle Grandi Fauci ha pensato a degli abiti di scena eleganti e lineari, fatti di capi sottili che mantengono un’ottima vestibilità. Ma non è la prima volta che l’azienda della Positano d’Irpinia calca la passerella  del mondo cinematografico. Il brand irpino è stato protagonista nel guardaroba di Raoul Bova nel film All Roads Lead to Rome, in quello della prima serie di Gomorra per buona parte degli abiti di scena di Salvatore Esposito (Genny Savastano) e Marco D’Amore (Ciro l’immortale).

Col territorio comunale delimitato nel tratto meridionale dal corso dell’Ofanto, tra l’Alta Valle di tale fiume e la Valle del Torrente Cortino, su di una verde collina, Calitri presenta una conformazione urbanistica assai peculiare, anzi unica tra i paesi dell’Irpinia, a cagione della forma triangolare che caratterizza il centro storico, con edifici collocati secondo una sorta di stratificazione o terrazzamento, cioè a gradoni paralleli, tutti colorati tanto da far somigliare Calitri alla famosa Positano.

Calitri vista dal treno

Calitri ospita, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, una Fiera Interregionale, ormai a rilevanza nazionale, che attrae tantissimi visitatori. E’ un centro di antiche tradizioni agricole (grano, legumi e vino di notevole qualità), pastorali (numeroso era in passato il bestiame, segnatamente buoi, bufali e montoni) ed artigianali, in molti casi elevatesi quasi a livello industriale (ceramica e terracotta, innanzitutto, laterizi, dolci e biscotti, lavorazione della lana, del ferro e del legno). Vivi sono anche gli scambi commerciali. La gastronomia locale si basa su piatti semplici, come “M’nestra”, “Acquasala”, “Pan’ cuott'”, “F’r’magg'”, “R’cotta”, “Sauzicch”, “Pane del Diavolo”, in occasione della Quaresima, “Baccalà alla perticaregna” e tanti altri piatti tipici.

Calitri sorge a 530 metri sul livello del mare e conta circa 6.000 abitanti. Il Santo Patrono è S. Canio, festeggiato il 25 maggio. Tra i numerosi gli altri eventi, spicca la Processione del Venerdì Santo, durante la cui notte, i membri della Confraternita dell’Immacolata venerano un pezzo di legno della Santa Croce, camminando per le strade del centro storico, cantando la Passione, sostando quattordici volte alle stazioni predefinite della Via Crucis, sino alla collina del Calvario. Altri eventi sono la  Festa di Santa Maria dei Santi (prima domenica maggio), presso il piccolo edificio religioso dedicato alla Santa a Rapone, la Processione del Corpus Domini (giugno), la Processione di S. Antonio (13 giugno), in partenza dall’omonima chiesetta, la Festa di S. Vito (terza domenica giugno/7 settembre), la Festa della Madonna delle Grazie (2 luglio), con Processione nella Contrada Croce Penta, Estate Calitrana (agosto), con musica, balli, giochi, sport, l’Assunzione di Maria Vergine (15 agosto), la Processione a Calitri Scalo, la Festa di S. Lucia e S. Canio (31 agosto-1 settembre), con Processione, musica e fuochi artificiali, la Festa dell’Immacolata Concezione e S. Vito (7-8 settembre) e tante altre.

Il Lago Canne

Il territorio comunale di Calitri è una meta davvero interessante per chi ami il contatto con la natura. L’aria è salubre, le acque sono abbondanti, la flora e la fauna ricche. Oltre ai già segnalati fiume Ofanto e Torrente Cortino, dove vivono carpe, cavedani, barbi e trote, di notevole interesse è il Lago, o meglio laghetto, delle Canne, che è attorniato dal Bosco di Castiglione. Tra le sorgenti di acqua minerale ve ne sono alcune prossime al paese. Boschi di querce, pioppi ed olmi, ma anche di altri alberi, coprono il territorio, frequentato da volpi, tassi, lepri, cinghiali, quaglie, merli, falchi e beccacce.

La frequentazione del territorio di Calitri è assai remota, facendosi risalire sin dal V-III millennio A.C., grazie alla sua posizione lungo il percorso che poneva in contatto il Tirreno e l’Adriatico. Reperti archeologici e utensili in selce levigata ritrovati nel territorio di Calitri relativi a tale fase preistorica, risalgono al Neolitico, e sono custoditi presso il Museo Irpino di Avellino. La maggiore stabilità degli insediamenti umani viene ascritta all’Età del Ferro, quando vennero utilizzate delle grotte naturali situate ai piedi della collina su cui si erge il paese, chiamate dai Calitrani “Gruttuni”, ove vennero ritrovati degli utensili in pietra, vasi, lame, punte di lance e frecce. In epoche successive, i Calitrani utilizzarono tali cavità naturali, a seconda dei casi, come deposito agricolo, stalla o cantina.

Chiesa di San Canio

A Calitri possiamo ammirare la Chiesa di S. Canio la cui struttura designa le vicende di un edificio religioso che ha subito, nel corso dei secoli, numerose ricostruzioni. La Chiesa della Santissima Annunziata forma un unico corpo con l’attiguo ex Monastero delle Suore Benedettine e venne edificata unitamente a questo nel XVI secolo.

Ubicata ai piedi della collina del Calvario e già esistente nel 1565, in quanto citata nella visita pastorale del Cardinale Alfonso Gesualdo, la chiesetta rurale di S. Bernardino svolse in passato un notevole ruolo sociale ed economico, visto che volle rappresentare un aiuto ai bisognosi ed al tempo stesso, un punto di riferimento temporale per i lavoratori dei campi.

Il Castello di Calitri

Il centro storico di Calitri si caratterizza per numerosi edifici ed elementi architettonici ed artistici assai interessanti. Tuttavia, gran parte di tale area è in pessime condizioni. Molti, comunque, sono gli edifici gentilizi risalenti al XVIII e XIX secolo, caratterizzati dai portali d’ingresso in pietra, le loggette corredate da colonnine, le piazzette, le stradine, i vicoletti, le scalinate, elementi tutti che ricordano l’origine medioevale del borgo. Oltre al Palazzo Mirelli, nel centro storico di Calitri è possibile ammirare degli interessanti edifici signorili delle antiche famiglie calitrane, come ad esempio Palazzo Rinaldi, oggi sede della Biblioteca, con il suo bellissimo portale. Poi abbiamo Palazzo Zampaglione, oggi utilizzato per attività ricettive (Bed & Breakfast). Poi abbiamo il Palazzo Berrilli, con la sua caratteristica loggia, e, infine, il Palazzo Tozzoli, risalente al XIX secolo, vicino all’ex Monastero, dove, nel marzo 1875, fece tappa Francesco De Sanctis, durante il celeberrimo Viaggio elettorale.

Come consuetudine da qualche anno, a fine agosto, a Calitri e paesi limitrofi si tiene l’ormai noto Sponz Fest, il festival ideato e diretto da Vinicio Capossela. Il tema dell’ultima edizione, la quinta, è stato“All’incontrè’R – Rivoluzioni e mondi al rovescio”. “Contrè! Girè! All’incontrè” è il grido tradizionale che invita a invertire il movimento nelle danze popolari e che, nel 2017, è stato per lo Sponz metafora della necessità di sovvertire lo stato delle cose, di far circolare le idee e di riempire con esse una terra interna che va sempre più spopolandosi: la terra dell’osso, tema di una delle precedenti edizioni. Anche ad agosto 2018 lo Sponz Fest si farà e sembra essere questa l’unica certezza sul festival altirpino più famoso d’Italia. Sul programma e sul tema dello Sponz 2018 non si sa ancora nulla, tantomeno sui nomi degli artisti che Vinicio Capossela coinvolgerà. I luoghi probabilmente saranno quelli dello scorso anno: Cairano, Conza, Andretta, Sant’Angelo dei Lombardi, Rocca San Felice, Villamaina e, ovviamente, Calitri. Di certo si sa che quest’anno il treno storico avrà nuove stazioni aperte: lo scorso anno il treno storico Avellino-Rocchetta percorse la tratta Rocchetta S.A. – Lioni, mentre quest’anno si spingerà ulteriormente nel cuore dell’Irpinia per arrivare probabilmente allo storico capolinea di Avellino. Staremo a vedere.

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