Walter Novellino da Montemarano, un anno fa la prima panchina con l’Avellino

Oggi ci ritroviamo col solito appuntamento settimanale con l’Irpinauta per parlare di Walter Novellino e del suo paese d’origine: Montemarano, Alta Irpinia. Un anno fa, il 3 dicembre 2016, la prima panchina del mister con l’Avellino, nella partita contro l’Ascoli. Da quel momento, 44 partite con 15 vittorie, 13 pareggi e 16 sconfitte: Novellino è stato senza alcun dubbio l’artefice della salvezza dello scorso campionato. Un miracolo calcistico da parte del tecnico di Montemarano che, mettendo al primo posto i risultati e l’attaccamento alla sua terra d’origine, ha messo d’accordo tutti in Irpinia, anche chi al momento del suo ingaggio aveva storto il naso per alcune incomprensioni sulle sue origini irpine mai rinnegate.

Dopo un anno gli scenari sembrano gli stessi: una squadra che fatica a fare risultato e che si ritrova a fare i conti con fatti risalenti al 2013, partita Catanzaro-Avellino, col deferimento giunto nei giorni scorsi che preoccupa i tifosi biancoverdi. Un altro campionato da vivere tra ansie e timori in un ambiente già spazientito dal rendimento della squadra ed in piena contestazione nei confronti della società. Ecco allora che spetterà ancora una volta a Walter Novellino fare l’uomo di equilibrio a tutti i livelli. Il montemaranese ha esperienza e carisma da vendere per essere ancora una volta il punto di riferimento per tutto l’ambiente.

Walter Novellino, all’anagrafe Alfredo Walter Amato Lenin Novellino, è nato a Montemarano, in Alta Irpinia, nel regno dell’Aglianico e del Taurasi, il 4 giugno del 1953. E’ un allenatore di calcio ed un ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista o attaccante. Già calciatore di rilievo nel panorama italiano a cavallo degli anni 1970 e 1980, successivamente da allenatore si è guadagnato l’appellativo di specialista in promozioni: in particolare, ne ha ottenute quattro in Serie A con Venezia (1997-1998), Napoli (1999-2000), Piacenza (2000-2001) e Sampdoria (2002-2003). Negli ultimi anni si sta guadagnando anche quello di specialista delle salvezze o almeno così sperano i tifosi dell’Avellino.

E il suo paese, proprio come lui, vive a ritmo di tarantella: è sicuramente questa la definizione più appropriata per definire Montemarano, terra di vino, castagne, boschi ma soprattutto della tarantella montemaranese, antichissima tradizione che nasce in tempi lontani a scopo mistico–terapeutico, e che serviva per scacciare gli spiriti maligni dai posseduti. Il ritmo scandito dai tamburelli favoriva l’entrata in trance dei partecipanti fino allo sfinimento fisico e quindi la liberazione. Nel corso dei secoli la tarantella non ha perso il senso mistico di 2.800 anni fa, che si celebra nel Carnevale, tradizione secolare che, ogni anno, fa registrare lo stesso entusiasmo. Un suono inebriante si impossessa della tua anima. Un ritmo incalzante ti trascina, l’atmosfera ti stordisce. E allora balli, balli e non vuoi più fermarti. La mente ed il corpo sono in balìa delle magiche note della tarantella Montemaranese, che diffonde fluidi di benessere, felicità e spensieratezza. La tarantella è il principale ingrediente del carnevale Montemaranese. Un carnevale autentico e giustamente famoso. Poco sfarzo, ma tanta allegria ed originalità. Non conta aver la maschera più bella o più costosa ma mettersi un vestito e andare a ballare: questo è lo spirito del carnevale Montemaranese. La maschera storica del Carnevale di Montemarano è il Caporabballo, ovvero colui che guida la sfilata, dirige il ballo. La sua autorità è imposta da un bastone.

Fra i centri dell’Irpinia, Montemarano ha una peculiarità estremamente interessante, poichè è da annoverare fra quelli che si distinguono per la sicura antichità delle sue origini. La sua storia risale a molto prima dell’anno mille, alle sanguinose guerre tra Sanniti e Romani, e la città vanta, addirittura, di aver avuto sul proprio colle, dove oggi si trova la Cattedrale, un tempio dedicato a Giove.

Nel centro storico da vedere c’è il Castello, ben conservato con uno straordinario portale d’ingresso. La Cattedrale dell’Assunta, costruita intorno al ‘700, presenta tre portali d’ingresso e un’ampia facciata con ricche decorazioni. Qui è sepolto San Giovanni, patrono del paese, fin dalla sua morte nel lontano 1095, e le reliquie sono custodite nell’urna collocata sotto l’altare di marmo, cinto da una balaustra in legno finemente intagliato. Da vedere il Museo dei Paramenti Sacri nella ex Chiesa del Purgatorio, testimonianza viva di una civiltà antica, primo esempio in Italia Meridionale di raccolta e di inventario di questo tipo.

Montemarano si trova sul cosiddetto versante adriatico della dorsale appenninica su di un terreno ricco di materiali vulcanici dovuti ad antichissime eruzioni. Grazie alla felice combinazione con il clima, in questo territorio è possibile avere una maturazione graduale ed una vendemmia più tarda delle uve, che aiuta ad equilibrare il carattere complesso dei suoi vini. Montemarano è per questo motivo terra di vini pregiati, tra cui il Taurasi DOCG, da gustare, ad esempio, insieme agli straordinari piatti della tradizione locale presso le varie cantine, agriturismi e ristoranti del luogo. Il Taurasi, prodotto dal vitigno Aglianico, già noto in epoca romana come Vitis Hellenica, è coltivato, per la maggior parte nella zona alto e basso-collinare a Nord, Nord-Est del territorio di Montemarano. Vino dalle caratteristiche superiori per la complessità aromatica, è il primo vino del meridione cui è stata conferita la Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Una attenta e severa selezione delle uve dà origine a questo vino rosso rubino, maturato per oltre tre anni in botti di rovere e affinato per non meno di sei mesi in bottiglia. Altri vini della zona sono l’Aglianico e la Coda di Volpe.

Ora si capisce da dove viene il carattere di mister Novellino che tutti noi speriamo possa portare i lupi irpini ad una sicura salvezza.

Pubblicato da Salvatore Nargi

37 anni, di cui 14 trascorsi a Castelvetere sul Calore (AV) ed il resto in giro per l'Italia, prima a Roma dove mi sono trasferito per motivi di lavoro dei miei genitori e poi a Cremona, dove attualmente vivo e lavoro. Sono sposato con Sara, che amo alla follia, e ho 2 figlie meravigliose.

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