Zungoli, borgo irpino tra i più belli d’Italia

Dopo Villamaina e le sue terme, eccoci qui per l’ultima tappa in Irpinia, vale a dire Zungoli. Circa 1000 abitanti, Zungoli sorge a 650 metri di altitudine ed è posto a destra del torrente Vallone, adagiato sopra un piccolo colle di struttura tufacea che fronteggia il monte Molara. Si tratta di un tipico borgo irpino, il cui centro storico è attraversato da viuzze acciottolate, che spesso si arrampicano lungo il costone della collina in forma di scalinate di pietra. Le più importanti attività economiche sono relative all’agricoltura e all’artigianato legato all’ambito dei latticini e del legno.

Zungoli_Panorama

Il toponimo, sebbene nella versione Zuncoli, appare per la prima volta nel 1164, in occasione della consacrazione della chiesa di San Cataldo. Incerta è l’origine del nome: lo si attribuisce a un normanno, Leander Juncolo o Curalo, che sfruttò la posizione strategica per costruire un castello detto Castrum Caroli. Altre varianti associano il toponimo al greco Tsungos, cognome che era attecchito anche in Lucania.

Oltre a reperti risalenti all’età eneolitica, sono stati dissotterrati nel territorio manufatti di origine romana, fra i quali monete e cippi funerari e militari. Nella zona dell’odierna Zungoli, infatti, la via Herculea, ristrutturata da Marco Aurelio, metteva in comunicazione la via Traiana e la via Appia. Zungoli viene citato nel Duecento in relazione alla costruzione della fortezza. Il feudo, possesso degli Angioini, venne ceduto da Carlo I d’Angiò a Enrico di Valmontone. Poi il possedimento passò nelle mani dei de Gianvilla che lo conservarono fino al 1331. In quella data Filippo Siginulfo ne venne in possesso a seguito della morte della moglie Erarda de Gianvilla, e successivamente il feudo divenne proprietà di Raimondo del Balzo e poi dei suoi successori. Dal Cinquecento in avanti, dopo la parentesi di Consalvo da Cordova, la tenuta fu patrimonio di Francesco Loffredo e degli eredi fino all’abolizione della feudalità nel 1806.

Il Castello di Zungoli
Il Castello di Zungoli

Risalgono presumibilmente all’XI secolo le origini del castello di Zungoli, una fortezza edificata con il proposito di difendere l’area dalle incursioni bizantine. In origine, il castello era fornito di quattro torri cilindriche poste agli angoli, ma ne rimangono solo tre perché una venne distrutta da un forte terremoto nel 1456. La facciata dell’edificio è possente, lunga 30 metri e alta 14; nel tempo la costruzione è andata soggetta a mutamenti con lo scopo di trasformarla in abitazione civile, e oggi è abitata dai marchesi Susanna di Sant’Eligio.

Il convento di San francesco
Il convento di San francesco

Il Convento di San Francesco dei Frati minori riformati sorge sul luogo in cui in origine si trovava la Chiesa di San Cataldo. La costruzione venne irreparabilmente devastata dal sisma del 1456 e perciò si avviò all’abbandono, pur essendo richiamata in atti ufficiali fino al 1794. A metà del Cinquecento, attorno alla chiesetta venne costruito il Convento, ricostruito dopo il terremoto del 1703. Un altro sisma colpì il complesso nel 1930, e questo diede l’opportunità di ricostruire e ingrandire il convento, che oggi si articola su due livelli: il piano inferiore, dove sono collocati i laboratori in cui si lavora la lana, il refettorio, la cucina e le cantine; e quello superiore che ospita le celle dei frati. Della precedente costruzione si conservano diverse parti: l’ingresso con un affresco che rappresenta la Vergine del Monte Carmelo e gli affreschi del Cinquecento e Seicento nei locali di nord ovest. Appartengono all’edificio semidistrutto anche il coro ligneo, un riquadro in cui è dipinta la Madonna e una statua lignea della Vergine di epoca barocca, assieme a un dipinto su tela di scuola barocca napoletana che raffigura San Francesco.

Palazzo Annichiarico Petruzzelli
Palazzo Annichiarico Petruzzelli

Chiese e palazzi nobiliari sono disseminati nel centro della cittadina. La Chiesa madre di Santa Maria Assunta, ricostruita dopo il sisma del 1930, conserva dipinti, statue lignee e una fonte battesimale interessante; la Chiesa di San Nicola custodisce un organo e cinque quadri ospitati dal 1962, anno di un altro terremoto; la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, abbandonata dai Padri Servi di Maria a seguito della peste del 1656, fu recuperata in seguito e ora conserva una statua della Madonna di Costantinopoli. Si distinguono i palazzi Annicchiarico Petruzzelli, Jannuzzi e Caputi. Nei paraggi si trovano le due cappelle di San Francesco di Paola e di Sant’Antonio da Padova, e due torri, la Torre li Pizzi, risalente al periodo normanno, e la Torre delle Ciàvole, che ricorre in cupi racconti popolari.

La Chiesa di Santa Maria Assunta
La Chiesa di Santa Maria Assunta

La pastorizia transumante, basata sullo spostamento periodico delle greggi tra pianura e montagna, per fronteggiare il cambiamento di stagione, veniva praticata dagli antichi Hirpini, come testimoniato da diversi ritrovamenti archeologici, soprattutto a Casalbore ed Ariano Irpino. La transumanza, proseguita nel tempo, originò sul territorio irpino diversi sentieri di percorrenza, detti Tratturi, affiancati da percorsi minori detti Tratturelli, lungo i quali vi erano i Riposi, zone più vaste per il riposo degli animali in transumanza. La Valle dell’Ufita era solcata dal Regio Tratturo Pescasseroli-Candela (noto come Via della lana), che lambiva Casalbore, Montecalvo Irpino, Ariano Irpino, Villanova del Battista e Zungoli. In generale, però, ampi tratti del Tratturo non sono più visibili, essendo stati coperti da strade ed edifici, coltivazioni, boschi o semplicemente cancellati dagli agenti atmosferici.

Terminiamo a Zungoli il nostro lungo tour in Irpinia, iniziato tre anni fa, ad ottobre del 2014, ed arrivato con oggi al 152° numero. Sono lieto però di comunicarvi che l’avventura continua, perché dal prossimo numero ricominceremo a visitare la meravigliosa Irpinia cercando di parlare non solo dei paesi ma anche di attrazioni, eventi, personaggi famosi, specialità enogastronomiche e culinarie e di tutto ciò che di bello offre la nostra amata Irpinia. Vi rinnovo quindi l’appuntamento alla prossima settimana sempre qui con l’Irpinauta.

Ecco un video su Zungoli

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